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Pubblicazione 01 Luglio 2008

Chris Garneau

Senza pelle

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Chris Garneau
2008

Che sia stato Antony ad allegerire e liberare di qualsiasi fardello rivoluzionario e antidiscriminatorio quelle sigle preconcettuali, come queer, gay, omo, camp, nell’ambito musicale, indie o major qui non fa differenza, non ci è dato e non ci interessa neanche sapere. Ma, se prima si cercava di ostentare in tutti i modi e a dismisura la propria “diversità” per conquistare la giusta considerazione, cercando di abbattere certi pregiudizi che, purtroppo, a Terzo Millennio iniziato ancora non smettono di alimentarsi, oggi è indubbio come tutto ciò si sia come ridimensionato.

Quell’approccio musicale intimo e privato, nato sulla scia di quello del femmineo newyorkese, è lungi dal “calcare la mano”. Non ci sono più ritornelli o coreografie provocatorie. Non è più la musica alla mercè di una battaglia per il riconoscimento della propria libertà di essere, ma è esattamente il contrario: qui è proprio quella diversità ad essere “sfruttata” al fine di un innalzamento qualitativo che non lascia indifferenti per sensibilità stilistica ed emozionale. Esempi lampanti di questo recente cantautorato sono gli egregi risultati raggiunti da due newyorkesi adottati che non hanno mai celato la propria omosessualità: ovvero l’australiano Scott Matthew e il bostoniano Chris Garneau. Se il primo è comunque emerso visivamente dalla provocatoria pellicola Short Bus, è il secondo a non aver mai, almeno per il momento, concentrato l’attenzione sull’immagine. Anzi, il suo umile apparire fa perfettamente da tela bianca ai soffusi acquarelli dei suoi tormenti malinconici che dipinge con un piano, una voce al limite della fragilità e una spruzzata d’archi e di harmonium qua e là. Tutto qui: il suo esordio Music For Tourist (nella sez. recensioni) – uscito più di un anno fa negli Stati Uniti e ora distribuito in Europa – colpisce in tutta la sua semplice sincerità. Fatto conoscere dall’Absolute Kosher dall’amico Jamie Stewart (Xiu Xiu), il giovane Garneau ha subito sorpreso per la sua capacità di mettersi completamente a nudo. Potremmo addirittura definirlo “senza pelle” tanto è scoperta la sua anima.

Le sue emozioni sgorgano senza filtri in canzoni estremamente struggenti, se non drammatiche. Un ascolto che non può lasciare indifferenti per onestà e delicatezza. È proprio questa sensibilità, disarmante nella sua autentica epifania, a rappresentare la vera novità e paradossalmente, speriamo, a sancire l’avvenuta sconfitta di ogni pregiudizio. Forse la vera rivoluzione passa proprio da qui.

copertina pdf #103