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Pubblicazione 16 Giugno 2008

El Guincho

Novo pop errado

C’è da rimanerci: mpb, afro-beat e calypso. Quel look da zingaro. L’aria severa come solo i bonaccioni. Pablo Díaz-Reixa si firma El Guincho e firma Alegranza. Las Ramblas come interfaccia sul mondo, quello latino e sanguemisto.
El Guincho
2008

Solipsismo latino, dunque coinvolgente. Cos’è, un busker da sottopassaggio o cosa? Un’orchestra in un’unica silhouette, forse. Un isolano, oh sì, cresciuto senza sapere dell’inverno.

Pablo Díaz-Reixaè una scheggia impazzita, un cane sciolto. Un predestinato, sollecitato dalla nonna, insegnante di musica, ai rudimenti di armonia e percussioni. Quella nonna che non può nulla quando il Nostro, sospinto dagli ormoni in pieno regime, abbandona la musica per il calcio-tennis perché, dice, “Quando hai 12/13 anni si vuole impressionale le ragazze, e praticare sport, qualunque esso sia, è un buon viatico in tal senso”. All’epoca è un adolescente, vive nelle natie Canarie cinto di papaya, avocado, mango e si gode il clima mite dell’arcipelago, come può rinchiudersi in camera e studiare noiose partiture? Bisognava farsene una ragione.

Col tempo, però, ragionando di testa e non più di bassoventre, avverte la staticità dell’isola nella quale vive: “Mi resi conto che non era un granché dal punto di vista emozionale”, Lo ingabbia cioé, e forte degli insegnamenti della famosa nonna parte, appena maggiorenne, alla volta del vecchio continente. Gira, zaino in groppa, vivendo empiricamente le culture di ogni dove, setaccia mercatini e negozi alla ricerca di strambi vinili e cassette, assorbe l’influenza di posti a lui estranei e matura, da musicologo quale voleva essere, il sogno di far confluire in un unico corpo - il suo – tutte le sonorità del mondo.

Quando ritorna nella penisola iberica corre il 2003. Si stabilisce nella Catalogna, a Barcellona, e comincia ad esagitare il sottobosco locale con estemporanei progetti quali Los Feriantes e la free-style band Dead Man on Campus. È sfuggente, vive di alias ed ognuno di essi cela una cultura. Uno stile.

Nel 2006, col cugino chitarrista, pubblica un disco a nome Coconut, Novo Tropicalismo Errado, dall’urgenza quasi fugazi-ana, e la tournée che segue forgerà l’ultimo alias, quello che racchiuderà tutte musiche del (suo) mondo.

Dal principio del 2008, El Guincho è l’argomento di molti blog sparsi per la rete. Un andirivieni di notizie frutto di un disco, Alegranza, carnevalesco come una versione flippata dei Three Caballeros Disney - ricordate la meraviglia di Donald Duck quando, non appena scartato un pacco dono recapitatogli dall’America Latina, si ritrova in un mondo di colori e danze? Bene, immaginatelo in veste etilica - e dal vibe tropicale. “C’è chi lo definisce afro-beat o altro ancora, ma il battito è puro Canarie: ritmica africana, armonie sudamericane e chitarre spagnole intrecciate nel mood dell’isola. Che piaccia o meno, poi, interessa poco, visto che non è certamente quello il mio obbiettivo”.

Qualcuno, non totalmente a torto, ci vede un che di Person Pitch del Panda Bear e lui, Pablo, confessando come “Quel disco è davvero grande, ma affinità tra i due lavori non ne vedo”, aggiunge: “Non so come descrivere la mia musica: forse da ballo? Magari semplicemente pop.”

In effetti, se si esclude che entrambi i dischi nascono dal comune uso del sampling, mentre il modus dell’Animal Collective richiama il pop dei Beach Boys, El Guincho muove dalle parti mpb (música popular brasileira), afro-beat e calypso, riversando le fonti nel campionatore (un Roland SP-404) per farne il medley dell’imminente estate.

Licenziato dalla misconosciuta Discoteca Oceano sul finire del 2007, Alegranza verrà ristampato nei prossimi mesi dalla Xl e la nuova diffusione, capillare e strategica, coinciderà coi festival caldi che vedranno il Nostro, nell’ordine, al Primavera, al Sónar e infine al FIB di Benicàssim dove, armato dell’inseparabile campionatore, con una mano smanetterà sui tasti e con l’altra scuoterà le sue percussioni. Oltre ovviamente a cantare. “Nei show misso i brani come un dj-set, senza pause tra una canzone e l’altra. La mia musica è pop ma, forse, è anche dance”.

In certi casi si dice sia nata una stella. Io qui lo dico e non lo nego: El Guincho è una stella! Il Kid Creole di noi altri, un Manu Chao ansiogeno. Se sbaglio sapete dove trovarmi.

Scheda: El Guincho

copertina pdf #104