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Pubblicazione 01 Gennaio 2004

Badly Drawn Boy

Pisciando nel vento

Ovvero, come si possa crescere disegnati male in quel di Manchester adorando il Boss di un altro mondo, e nonostante ciò diventare uno degli autori pop in attività più importanti del Regno.
Classico shot. Badly con il consueto berretto di lana
Badly Drawn Boy
2008
Classico shot. Badly con il consueto berretto di lana

Damon Gough piove sul mondo a Bolton, appena quindici miglia a nord di Manchester, dove si trasferisce giovanissimo. Nei Settanta è un ragazzino al quale non mancherebbero certo glorie locali da idolatrare, dagli Smiths ai Fall, dai Joy Division agli A Certain Ratio. Tuttavia il Nostro preferisce abbracciare il culto di Bruce Springsteen.

Pur con qualche scappatella e/o effetto collaterale (da Bob Dylan ai Police), sarà un amore longevo e nutritivo, se è vero (come è vero) che sotto al futuro pastiche stilistico - una tenera schizofrenia che lo porterà a flirtare con folk e hip-hop, funky soul ed elettronica con disarmante naturalezza - ci sarà pur sempre un solido sostrato cantautoriale, una cura per lo scrivere canzoni che assieme al sacrosanto talento lo porrà ben presto un gradino sopra a molti pari età.
Intorno alla metà dei Novanta, Damon è già determinatissimo circa il proprio futuro: si vuole musicista e non altro. Gli mancano però almeno due cose, e fondamentali: un nome-come-si-deve e l'incontro-che-cambia-le-cose. Per il primo risolve facile, ricordandosi di un cartone animato dei Settanta (Sam and His Magic Ball) e - probabilmente - di quanto vi si scontrasse e identificasse. Quindi, Badly Drawn Boy: un ragazzino disegnato male in un mondo complicato. Elementare, ingegnosa, ingenerosa e volendo un po’ patetica (rap)presentazione di sé.

Quanto al secondo elemento, avviene di colpo e quasi per caso, come un’esplosione di affinità elettive: l’occasione è l’incontro con Andy Votel - grafico e dj -, con il quale l’intesa si rivelerà fin da subito totale. Due giri di birre e fondano la Twisted Nerve, etichetta con la quale Badly Drawn Boy esordisce sparando tre EP in rapida sequenza.

Come a sottolinearne la natura di tiri d’aggiustamento, sono intitolati stringatamente 1, 2 e 3: balbettii folk, bossanove stranite (come minimo), densi sgangheramenti psych, soul teneri e inconcludenti, lo fi senza possibilità (e neanche desiderio) di redenzione. Lavori interessanti, certo, pervasi da un entusiasmo acerbo, da una consapevolezza già solida della propria inguaribile fragilità. Tuttavia materia grezza nella quale solo grazie alla luce di ciò che verrà possiamo intravedere quei tipici germogli genialoidi.
E ciò che verrà è The Hour of Bewilderbeast.

copertina pdf #91