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Pubblicazione 01 Maggio 2008

Sebastien Tellier

L'Amour et la maturité

C’è chi ha un Dj Francesco e chi un Sebastien Tellier, C'est la vie. Per il nuovo disco del francese si scomoda addirittura un Guy-Manuel de Homem-Christo alla prima produzione fuori dai confini Daft Punk. Figlio d’arte al suo personale stato d’arte, Tellier arriva alla maturazione e mai momento fu migliore per redigerne una breve storia.
Sebastien Tellier
2008

Una notte insonne del 2001. Non ricordo nulla, né mese né stagione, se non che Morfeo e le sue braccia non ne volevano sapere. Mi giravo e rigiravo nel letto mentre dalla Tv  scorreva il palinsesto notturno di MTV - all’epoca noto come Chill Out Zone - che di tanto in tanto qualcosa di buono la passava. Mi assento per una sigaretta e avverto dalle casse del mio vecchio tubo catodico ripetute note di piano presto seguite da un sinistro synth che fa tanto Wyatt. Torno in camera e osservo il video: non lo conosco, mai visto prima. Perdo il nome in sovrimpressione ma non posso esimermi nell’osservare un curioso figuro capellone e barbuto, armato di skate che si rotola, si affanna e corre tra i sentieri angusti di un bosco. Colpisce un passante che fa jogging ma è lui a sanguinare dalla fronte, forse per una colluttazione o forse – probabile – perché nella vittima, fotografia dell’apparente uomo omologato, si rivede in una proiezione che vuole a tutti i costi schivare.
Ferito e barcollante, raggiunge una scogliera ai piedi di un mare cristallino dove lo attende una batteria, e lui, armatosi di bacchette, può finalmente sedersi e suonarla. L’eldorado.
Il giorno dopo, soccorso da un amico insonne come e più del sottoscritto ma schivo alla nicotina, vengo a sapere che il video si intitola Oh Malheur Chez O'Malley (si era segnato tutto su di un foglietto, l’amico insonne) e che il figuro capellone e barbuto è francese, si chiama Sebastien Tellier e interpreto il surrealismo del clip come un eterno Peter Pan che sfugge dalle convenzioni sociali o meglio, da un genitore che lo vuole tutto salvo che musicista;

Ipotesi, quest’ultima, che muore sul nascere visto che il padre di Tellier, chitarrista, negli anni ’70 militava nei progger d’oltralpe Magma, colloquiando – in kobaiano! – col collega Christian Vander di ipotetiche (surreali) saghe tra il pianeta Kobaia e la terra. Pertanto il piccolo Sebastien non poteva non crescere musicista o quanto meno sognare di diventarlo.
Ma, parole sue, la musica del genitore – i Magma erano una esperienza angosciante e spigolosa: progressive jazzato nell’accezione più sinistra del termine – gli risultava noiosa, preferendogli il mezzo ma non il fine: non progressive dunque,  ma sicuramente un approccio progressivo al concetto di cantautore. I nomi in ballo sono due, uno inevitabile, l’altro evidente: Serge Gainsbourg e Robert Wyatt, saccenza e art pop da bistrot bohemien nel ventre del french touch.

I primi ad intuire le potenzialità del Nostro furono gli Air, che avendo ascoltato Fantino nel sampler Source Material della francese Source (insieme ai Phoenix e al futuro Bot'Ox Cosmo Vitelli) lo scritturano per la personale Record Makers. Inaugurato dalla strumentale Oh Malheur Chez O'Malley, L'Incroyable Vérité (2001, Record Makers) gioca di chiaroscuri anglo-francofoni, tra palesi richiami wyattiani (la citata Malheur, i due terzi de la Trilogie Chien L'Enfance d'un Chien e Une Vie de Papa, la bellissima Black Douleur forte di un arrangiamento esemplare) e siparietti da vaudeville parigino (Kazoo III, la Trilogie Femme), digressioni à la Syd Barrett cittadino canterburiano (la voce in Kissed By You  è pressoché identica) e ballate cosmiche cinte da un mellotron più Air - vedi The Virgin Suicide - che prog (Universe, Fantino).

Un debutto che fa il paio con le nuove uscite di Air (10 000 Hz Legend), Daft Punk (Discovery) e l’attenzione dei media per il nouveau-pop francese (c’è anche l’esordio dei Télépopmusik di Genetic World) che si frappone, nel contempo, al New Acoustic Movement anglosassone che proprio in quel periodo prodigo di quiete vede affermarsi un certo Badly Drawn Boy (The Hour of Bewilderbeast è del 2000), debuttare gli iniziatori Kings Of Convenience col manifesto d’intenti Quiet Is the New Loud, i Turin Brakes con The Optimistic e maturare, ma al cospetto delle assolate notti norvegesi, i primi frutti degeneri post-Air nelle fattezze dei Royksöpp e Zero 7.

Il Nostro Segue gli Air nella tournée del medriocre 10 000 Hz Legend (Discovery dei Daft Punk fu un’altra cosa…) e si accompagna al theremin della brava – “la più brava” secondo Robert Moog - Pamelia Kurstin per una notorietà che comincia a lievitare grazie anche all’inclusione (e l’appoggio di Nicolas Godin e Jean-Benoît Dunckel) di Fantino nella soundrack di Lost In Traslation della Coppola.
Per il disco successivo la posta in gioco si fa seria e vengono chiamati Philip Zdar alla produzione (Cassius e Etienne de Crecy tra i tanti), Quentin Dupieux (meglio noto come Mr Oizo), la Bulgarian Symphony Orchestra e nientemeno che Tony Allen all’epoca noto unicamente come il drummer di Fela Kuti e non certo di The Good, The Bad And The Queen.

Politics (2004, Record Makers) spiega deliziose influenze bossanova (Wonderafrica), la consueta verve Wyatt riletta, questa volta, come usavano gli Scritti Politti di Songs To Remembers (Mauer) e la percezione di un artista in fase crescente, non più (solo) chansonnier pseudo-busker ma musico maiuscolo, saltimbanco (Zombi), crooner parodistico (Bye Bye), poppy (League Chicanos), electro (La Tuerie), spettatore (i soli archi di Slow Lynch), emozionale (l’incantevole Broadway nella quale  ancora archi a giganteggiare tra fiati e tangenze emotive) e collante di umori in quel miracolo di melodia battezzato La Ritournelle: un ricamo d’archi che pare benedetto, piano di contrappunto e Allen di contorno; poi un crescendo e il basso, funk e spesso, tête-à-tête alla voce per una delle più belle canzoni del corrente millennio.
Un miracolo rappresentato dallo stesso Mr Oizo nel clip omonimo dove, tra le mura di una baita in montagna recinta dalla neve, Tellier canta del suo amore (“Oh nothing's going to change my love for you, I wanna spend my life with you” recita l’incipit del testo) per una donna che, forse, ancora si fa attendere. Seguono date in compagnia di Royksöpp e Magic Numbers ma la complessità del nuovo corso, improbabile da ripetersi on stage, ripiega in set intimamente acustici dove il francese, mentre si gode lo sdoganamento di La Ritournelle e Broadway nelle piste da ballo grazie ai remix di Turzi e Mr Dan matura l’idea di un disco spoglio di qual si voglia orpello e figlio della penombra. Una sola seduta chiamata Session (2006, Record Makers), bissata per il regno unito come Universe (Lucky Number, contenente anche contributi dalla soundtrak di Narco) e frutto della simbiosi col pianista francese Simon Dal Mais, che scarnifica parte del repertorio di Tellier in variazioni talvolta meglio delle originali (League Chicanos) o degne delle stesse (La Ritournelle, Broadway), regalandoci un inedito (Classic, quasi una versione ralenti di Oh Malheur) e la toccante cover de La Dolce Vita a firma Christophe, icona parigina di origini italiane (vero nome Daniel Bevilacqua) famoso per le Ferrari e la combine con Jean Michel Jarre.

Sebastien Tellier
2008

Le musiche per film lo affascinano (Midnight Express di Moroder è uno dei suoi dischi preferiti) e nel 2007 lo ascolteremo nella pellicola di Mr Oizo, Steak, ed Electroma dei Daft Punk (con Universe a musicare la disillusione dei due Robot che vedono il loro sogno frantumarsi definitivamente) dove avrà modo di pianificare con Guy-Manuel de Homem-Christo le strategie per il prossimo album, Sexuality (2008, Record Makers, in recensioni), sospeso tra downtempo Royksöpp e retro-pop Air, senza dimenticare l’impronta di chi siede alla produzione. È maturo Sebastian, si sente e lo si potrà tastare la sera del 28 maggio nell’ambito dell’Eurovision Song Contest 2008, rassegna organizzata dall’Ebu (European Broadcasting Union) dalla risonanza pari al nostro Festival di Sanremo: presenterà Divine e sarà la prima volta di un artista transalpino non in lingua madre.

Un traguardo niente male per un personaggio che solo qualche anno fa girava in skate per un bosco angusto mentre oggi, tra le tante cose, vede addirittura sfilare la sua La Ritournelle in una nota reclame promotrice di creme antirughe per uomo…
Non si sarà omologato, ma non è neanche stupido.  

copertina pdf #91