"Mi accorgo che non abbiamo parlato quasi per niente del nuovo disco e che quindi non sono stato bravo a spostare gli argomenti in quella direzione. Fino a un mese fa stavo con una ragazza che mi aiutava a fare le interviste e mi dava le dritte per essere più opportunista... A lei dedico questa chiacchierata, ciao Claudia". Ecco, questo è Federico Fiumani. Uno che non gli puoi chiedere programmazione, raziocinio, equilibrio. Opportunismo. Uno che tira dritto e avanti per una strada che passa in mezzo agli altri, lui intruso con lo sguardo sensibile e il ciuffo scostante. Quella che segue è la chiacchierata di cui sopra.
Si, questo è il mio stile e non cambierà. A che serve ormai imparare a suonare qualche altro strumento ?
Mah. Rispetto ai precedenti questo mi appare più curato, con molte tastiere e registrato meglio... Il fatto è che mi sembra sempre che manchi qualcosa nei miei dischi ma non so bene cosa... Forse un suono "sotto" che tenga insieme gli strumenti, è difficile da spiegare. Per esempio i dischi degli Stranglers (che ho ascoltato molto in questo periodo) quel qualcosa ce l'hanno. Spero di scoprirlo prima o poi cosa manca. Riguardo a Canali, conosco il suo lavoro e lo apprezzo, lui è più punk.
A me Entropia sembra un perfetto pezzo in stile Diaframma anni '80. I Pavement mi piacevano ma non fanno parte dei miei modelli, senz'altro Television e Damned li sento più vicini, è quella la musica che ho amato.
Direi di sì, se ne può parlare all'infinito e con cognizione di causa ma il mistero rimane insoluto. C'è irrazionalità e violenza in molte espessioni dell'animo umano ed è bello così.
Sì. Alla fine, della formazione originale son rimasto solo io...
Innanzitutto sono contentissimo del ritorno di Miro. Ho sentito un pezzo che ha fatto dal vivo a Modena qualche mese fa. Si tratta di un progetto molto ambizioso e molto lontano dalle cose che abbiamo fatto insieme. E' un lavoro basato sulla parola... Non saprei definirlo esattamente. Aspetto di sentire il disco finito per esprimere un giudizio ma diciamo che a me piacciono cose più dirette, meno cerebrali. Miro ha partecipato come ospite nel nostro disco dal vivo uscito mesi fa, è stato piacevole ritrovarsi sul palco e nella vita.
Si tratta di trovare un giusto equilibrio fra spontaneità e tecnica ma senza cercarlo, dovrebbe venire da sè. Io quando vado a vedere un concerto mi voglio emozionare, dovrebbe essere come una prova aperta al pubblico,somigliare alla vita, cioè a un flusso di energia continuo, inarrestabile.
Penso sia abbastanza vero, cioè che il rock si sia anestetizzato. Suonare rock adesso non ha lo stesso significato che aveva nei 60 e 70, che paura vuoi che faccia un ragazzino che suona la chitarra adesso? A me nessuna. Se uno vuole ricercare il pericolo, l'emozione, in una parola il "nuovo", deve rivolgersi ad altre forme di espressione.
Direi di autobiografico il 90 %. Sono stato tirato su da due donne, una madre e una sorella più grande avendo perso mio padre ad appena cinque anni. Quindi le donne sono state il mio mondo e non penso sia una bella cosa perchè se ci fosse stata anche la parte maschile sarei venuto su più equilibrato e più felice.
Forse Lou ha ragione ma non è un buon motivo per smettere di provarci, a scrivere una bellissima canzone. Spesso il reale è sotto i nostri occhi e non lo vediamo perchè siamo pieni di sovrastutture e di condizionamenti. Per me l'intuizione artistica arriva quando ti liberi di tutto ciò.
Penso di sì, era musica che esprimeva un disagio e lo faceva in modo poetico. Il post punk era abbastanza questo, basti pensare ai Joy Division o ai Josef K.Ma c'erano anche dei gruppi più allegri come gli Orange Juice o gli Aztec Camera che a me piacevano moltissimo.
In realtà a parte un breve frammento di quel brano, non abbiamo mai fatto dal vivo i Classici della canzone italiana. Credo che in musica "si nasce incendiari e si muore pompieri", cioè a vent'anni ti ribelli alla musica dei padri poi col tempo scopri che era quella che ti piaceva di più. Invecchiando si torna indietro, non sempre ma a volte sì.
E' cambiata moltissimo! Ma non per me che per registrare i provini vorrei usare ancora il vecchio walkman a cassette. Mi vengono incontro le competenze dei miei musicisti, altrimenti io starei ancora all'età della pietra. La musica viene usata, violentata ed è giusto che sia così..sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo.
Io sono un grande nostalgico ! Ai miei tempi si passavano intere giornate nei negozi di dischi ad ascoltare più musica possibile e in questo modo si conoscevano un sacco di persone con cui socializzare, scambiarsi pareri, formare gruppi... Che bellissimo periodo è stato quello della Firenze degli anni Ottanta! C'era un'energia pazzesca, eravamo felici e non lo sapevamo (si dice sempre così).
Ne penso bene, c'è un ritorno alla dimensione cantautorale, quindi la gente non ha perso del tutto il gusto per la musica artigianale, fatta in casa coi buoni ingredienti di una volta. Ma i miei preferiti sono i gruppi : Baustelle, Il genio, Superpartner, Karibean.
Mi fa piacere ma in realtà penso di non avere influenzato nessuno se non a livello di approccio. Sono un perdente che in qualche modo ce l'ha fatta a realizzare il suo sogno, cioè a vivere di musica dopo trent'anni di grandissimi sacrifici. Nessuno mi ha regalato niente in questo mondo,anzi.
Jack Kerouac e tutti i poeti della Beat generation.
Scheda: Diaframma
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