Non ce ne voglia Roberto Bertacchini, una delle figure insieme più rappresentative, profonde e sfuggenti del panorama impro italiano, se ci permettiamo di definire il suo “rock” come autistico. Non di offesa si tratta quanto di suggestione legata al suo comunicare monco, isolato, opprimente e decontestualizzato da norme e canoni. Sempre teso alla ricerca – epidermica prima ancora che terapeutica – di un linguaggio se non nuovo per lo meno “altro”, allo stesso tempo personale e condivisibile, franto e intuitivo.
Dell’esperienza Starfuckers/Sinistri – seminale a livello personale oltre che collettivo e per l’intero panorama off italiano – abbiamo detto tempo fa, così come delle nuove uscite di Bertacchini nel duo condiviso con Iriondo Shipwreck Bag Show. Ora la coppia si ripresenta per Contraddizioni, ma i ruoli sono diversi e ben distinti. Xabier registra, mixa e produce apponendo pure il marchio PhonoMetak, mentre il tutto è appannaggio del solo Bertacchini, tanto che questo album in cd 3” artigianalmente impacchettato in maniera artistica si configura come il vero esordio in solo. Voce e batteria, come eravamo abituati a sentirle in Shipwreck Bag Show – cioè ritmi spezzati, non-metrici e declamare asincrono e stentoreo – ma anche chitarra, basso, melodica e nastri travisati e bistrattati per un full-length fatto di frammenti (9 canzoni per 20 minuti in tutto) ma non difficilmente considerabile come un tutto coeso e identificabile.
Cut-up feroce, esistenzialismo occlusivo e dissonante, espressionismo d’impatto (quasi)materico e disossato sembrano le coordinate atte a trainare il declamare di Bertacchini. Un discorso poetico apparentemente sconclusionato ma crudelmente allineato ad una – perdonate la ripetizione – “poetica della crudezza” ritorta in sé stessa. Rude, irsuta. Autistica, in una parola, come trasversalmente autistico sembra essere il portato musicale di Contraddizioni. Il folk degenere, claudicante e zoppo di Boccioli, l’impro-rumorismo stralunato e misto a forme aliene di belcanto di Non So, lo sciamanesimo a basse frequenze di Prepara Futuro Oscuro e 1986 o il rock autarchico e surreale di Senza Mai Voltarsi sono esempi di una visione musicale personale e (in)finita, senza compromessi, inintelligibile eppure artisticamente ed emotivamente comunicativa e dilagante.
Scheda: Roberto Bertacchini