A guardare in retrospettiva l'anno che si appresta a concludersi, quello dei Little Dragon è stato sicuramente uno dei dischi più freschi del 2011. Di Ritual Union vi avevamo parlato prontamente quest'estate, ed era stato divertente inserirlo in una ragnatela di tendenze stilistiche che stavano caratterizzando in maniera sempre più seria l'annata in corso: la linea interpretativa che più di ogni altra va spesa quest'anno è quella soul, sia essa espressa nella purezza estetica di una Goapele, di un Jono McCleery o - perché no? - di un James Blake mai stato tanto lontano dalle radici dubstep come quest'anno, sia essa intrisa delle prospettive r'n'b, dance e pop (insomma, il cosiddetto neo soul) di Jamie Woon e The Weeknd.
L'estate musicale era pienamente iniziata, e l'album dei Little Dragon non poteva che continuare un percorso di affiliazione alla materia dance-pop iniziato già nei precedenti due album: il primo (Little Dragon, 2007) che triangolava con scioltezza sonorità r'n'b, trip-hop e lounge strizzando l'occhio ai Gus Gus, il secondo (Machine Dreams, 2009) più decisamente proiettato alla fruibilità pop in larga scala. Ritual Union quest'anno ha preso il meglio da entrambe le intenzioni, tornando alle emozioni della prima prova senza rinunciare al profilo upbeat del sophomore. Con brani come Ritual Union, Little Man, Brush The Heat che equilibrano magistralmente tutti gli ingredienti secondo una nuova maturità che i dischi precedenti non avevano.
Un eclettismo che rende difficile cogliere la vera identità stilistica dei Little Dragon. Il porsi esattamente al centro di direzioni di natura differente come pop, soul e dance consente ai draghetti di elevarsi dalle correnti e mantenere un carisma personale, come ci conferma la vocalist svedo-giapponese Yukimi Nagano, che abbiamo contattato in questi giorni: "È vero, c'è un ampio mix di influenze alla base del nostro sound, proveniente da tanti tipi di musica differenti. In fondo non facciamo altro che provare a scrivere canzoni che ci suonino fresche e piacevoli, il problema di come inquadrarle viene dopo. Capita anche che ci ritroviamo a definirle in maniera diversa a seconda del mood (ride, ndr): pop, dream-pop, future-r'n'b, electro-soul, dance, trance, qualsiasi cosa davvero."
D'altro canto, nel loro background di ascolti si nasconde una tale eterogeneità che doveva per forza riflettersi su uno stile multisfaccettato: "Ognuno di noi ha il suo percorso di ascolti personale ed autonomo. Ascoltiamo di tutto, synthwave, hip-hop, jazz, psichedelia, r'n'b... qualsiasi cosa ci faccia sentire liberi di evadere. Ritual Union, ad esempio, ha risentito della nostra recente passione per la house sudafricana, quella di Dj Cndo, Dj Cleo, ecc. Siamo sempre estremamente curiosi di ascoltare musica che non abbiamo mai sentito."
Ritual Union di fatto può esser considerato la definitiva svolta dance del percorso Little Dragon. Brani come Please Turn o Nightlight sono più dance-oriented di qualsiasi altro brano sia mai apparso nelle prove precedenti, e le parole di Yukimi suggeriscono che tale percorso non è stato pianificato a priori, ma è nato spontaneamente in base alle percezioni comuni della band: "Sicuramente amiamo la dance. È passata un sacco di house dalle nostre cuffie. E amiamo quando il pubblico si abbandona a ballare durante i nostri live. Forse in fondo, è proprio quello che vogliamo."
E allora la domanda nasce spontanea: l'ultimo album va considerato la prova migliore della discografia dei Little Dragon, la loro tappa più efficace e formalmente intelligente? Secondo noi sì, e per certi versi anche secondo Yukimi: "Considero i vari album dei capitoli che riguardano noi, episodi che lasciano una traccia della nostra continua evoluzione. Forse Ritual Union in un certo senso è il nostro album più disinvolto, convinto... ma la verità è che stiamo ancora sperimentando e imparando, siamo in continua crescita." In pratica vedono e rilanciano, rimandando la questione circa l'apice qualitativo alle prossime uscite. Insomma, la grinta c'è e da loro possiamo aspettarci ancora grandi cose in futuro. Ne riparleremo, garantito.
Scheda: Little Dragon
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