Pochi anni fa, nei primi Duemila, Copenhagen era nota, tra i pochi affezionati, come la città di una fervida scena punk i cui capostipiti erano band come Gorilla Angreb, Young Wasteners e No Hope For The Kids. Tutte riprendevano, chi in un modo chi nell’altro, il punk-rock e il primissimino hardcore californiano dando vita ad un manipolo di dischi brevi ed incendiari. Poi quei gruppi si sciolsero e dal freddo Nord giunsero solo i lavori dei colleghi Masshysteri, altrettanto efficaci ma indubbiamente più morbidi nei suoni e nell’approccio. Questo fino a pochi mesi fa quando, come una bomba carta, è esplosa una nuova sensazione tutta made in DK.
Sì perché, out of the blue, i ragazzi di Copenhagen sono saliti all’onore delle cronache grazie ad album fulminante come New Brigade. Una dozzina di brani secchi, magnetici e nervosi come i teenager che li hanno composti, una scaletta che prende e fagocita Fucked Up e la wave britannica più scura, il post-punk dell’ultimo lustro e finanche le glorie dell’hardcore californiano anni Novanta (White Rune è la no wave al servizio del sing-along, in Total Drench sembrano i Joy Division tirati hardcore, in You’re Blessed è impossibile non sentire riecheggiare certe aperture à la Nofx).
Tanto è bastato per far impazzire i blog e i forum del settore, portando diverse etichette a stampare e ristampare l’album sia in America che in Europa. E se Pitchfork li ha voluti in cartellone per l’omonimo festival che si terrà a Parigi il 29-29 Ottobre (insieme a Aphex Twin e Washed Out, per dire due nomi) è segno che i ragazzi danesi sono già riusciti a bucare la barriera dell’underground. Certo la repentina ribalta ha lanciato dubbi sulla street credibility del gruppo che, a detta dei più esigenti, sono solo l’ennesima posa del momento, ma di fronte alla micidiale irruenza di New Brigade c’è poco da obiettare. I nostri sapranno anche come attirare l’attenzione di un settore sempre più oberato di uscite e novità, ma la qualità dei pezzi non è in discussione.
La veloce fama del quartetto è poi servita da cassa di risonanza per quella che è stata ribattezza (traendo spunto dal tatuaggio di uno dei componenti) la New Way of Danish Fuck You, ovvero una manipolo di oscure band dedite a suoni be più sporchi e ostici. Pensiamo a nomi come Sexdrome, Jackman, Pagan Youth e al loro noise-punk con spunti black-metal in salsa molto lo-fi. Etichette come Posh Isolation hanno già testimoniato in questo senso, ma la faccenda resterà cosa per pochi adepti date la chance - nulle - che hanno queste ultime band anche solo di sfiorare il grado d’attenzione mediatica che ha investito i loro, ben più indie, amici.
Scheda: Iceage
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