Turn on
Pubblicazione 04 Luglio 2011

Apparat

Meet The Band

Apparat si svela e ci racconta interessanti dettagli sul nuovo album previsto per settembre, le prossime collaborazioni, la band e il live set...

Apparat non è uno che ha bisogno di presentazioni, ma piuttosto uno che costringe continuamente a fare il punto della situazione. Dalla ambient-techno warpiana del periodo in Shitkatapult alla dancey-IDM di Orchestra Of Bubbles con lady Ellen Allien, dalle mosse indietroniche di Walls allo slowbeat di Moderat, lo stile di Sascha Ring è in continua evoluzione, e ormai è difficile da definire in maniera univoca.

Abbiamo approfittato della sua presenza al Meet In Town 2011 di Roma per meglio comprendere il suo coinvolgimento nel progetto Apparat Band, che dal 2007 ad oggi è sempre più consolidato, e per spillargli qualche segreto circa il prossimo album, partendo dalle anticipazioni che vi avevamo già dato: si chiamerà The Devil's Walk, uscirà il 25 settembre per la Mute e in base ai due singoli già rilasciati (la minimalista e yorkiana Ash/Black Veil e una Black Water dai sapori dream e glo-fi), sembrerebbe voler mostrare il lato più cantautoriale e 'dreamy' dell'artista berlinese.

Gli stimoli delle frequenti collaborazioni artistiche, il rapporto con l'elettronica e l'evoluzione del proprio sound: questi alcuni degli interessanti argomenti emersi durante la chiacchierata, insieme a un paio di indiscrezioni a voce bassa ed alcune riflessioni su cosa comporti non essere più un adolescente. Apparat si mette a nudo: ecco le sue confessioni.

Dopo oltre dieci anni di musica ed evoluzioni, è piuttosto complicato definire te ed il tuo stile. Come ti presenti oggi?

Non mi piace star fermo. Ho sempre bisogno di nuove sfide, è per questo che provo continuamente nuove cose. Dopo tutti questi anni la mia musica ha un sound più organico: uso ancora i sintetizzatori, ma li tratto in un modo differente. Uso molto le registrazioni coi microfoni, mischiandole col suono. Suppongo abbia voluto smetterla con le manopole e i display per un po'.

Sembra che ti piaccia particolarmente collaborare con altri artisti. Facciamo finta che nessuno leggerà le tue risposte e dicci: qual'è stata la collaborazione più interessante/eccitante/importante per te?

Sono state tutte esperienze differenti. Lavorare coi Modeselektor è stato sorprendentemente formativo. Nessun grosso diverbio, solo lunghe chiacchierate sui piatti e su piccole cose. Ogni cosa ha preso il tempo necessario. Quando ho lavorato con Ellen Allien eravamo molto più veloci, ma abbiamo litigato un sacco. A un certo punto qualcuno prevaleva sull'altro e facevamo in quel modo. Non era un sistema democratico come in Moderat. Più dittatoriale, col dittatore che cambiava continuamente (ride).

Per il mio ultimo album sono stato aiutato da gente molto cool: Josh dei Telefon Tel Aviv e Nackt dei Warren Suicide. E una volta imparato a far tesoro delle idee degli altri, proprio non ho più voglia di lavorare da solo.

Raccontaci del live set che stai preparando al Meet In Town, e delle differenze che ci saranno rispetto al tuo prossimo album in studio. Ti abbiamo visto live un paio di anni fa con un suono dreamy-tech, vero? È ancora così? Chi sono i componenti della Apparat Band, e da dove vengono?

Beh, è la prima volta nella mia vita che suono con una band fatta interamente da persone e senza l'aiuto di computer. O almeno, non computer che facciano musica: ne abbiamo due sul palco, ma sono amplificatori per le chitarre e loopstation. Tutto viene suonato live, e suona davvero umano ed organico. Non è molto elettronico. E nemmeno l'album lo sarà. Potrei dire che in questo periodo i suoni elettronici sono solo una piccola parte della mia musica. Un ulteriore strumento.

Che musica ascolti oggi, e quali sono stati i tuoi primi ascolti quando eri ragazzo?

Ascolto soprattutto musica drone e d'atmosfera. Gli ultimi dischi che ho comprato sono stati Tim Hecker e Max Richter. Quand'ero adolescente ho iniziato con techno piuttosto rude, poi mi sono spostato verso gli Autechre e roba più astratta. È come se la musica che ascolto diventasse sempre più dolce e calma ogni anno che passa.

Cos'è arrivato per primo, l'amore per il groove, la melodia o il ritmo?

L'amore per il groove, decisamente. Quand'ero piccolo ero un batterista, ma è qualcosa che cambia continuamente e i ritmi nella mia musica vanno scomparendo sempre di più. Forse a un certo punto cambierò di nuovo idea, ma in questo momento proprio non credo che la bella musica abbia bisogno di un appropriato "ritmo".

Qual'è la tua concezione della musica dance? È più una "dance cerebrale" o una dance fisica/ritmica? Qual'è la componente più importante, e perché?

Per me la dance deve essere grezza, fisica e sorprendente in ogni momento. È una cosa che non accade spesso - è per questo che preferisco stare a casa.

Com'è cambiato il tuo rapporto con Berlino in questi anni?

Prima uscivo spesso, ma era come se avessi un deja-vu ogni volta che andassi in un club. Come se lo avessi già fatto. Probabilmente sto solo diventando vecchio. In questi giorni preferisco godermi la campagna delle periferie di Berlino, piuttosto che i suoi clubs.

Nuove collaborazione per il futuro?

Penso di voler soffermarmi sulla mia band. Suona davvero come una grande idea fare un band album. Mi sono sottoposto al lavoro in studio così tanto in passato, giusto per provare delle cose, e qualche volta è venuto fuori qualcosa di buono. Ma era più un prova-e-riprova. Non credo che possa continuare a lavorare così. Preferisco scrivere canzoni alla vecchia maniera, e poi lavorarci con la band invece che buttarmi subito sui computer.

E ovviamente farò un nuovo album Moderat un giorno. E un altro con Ellen!

 

-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

After more than ten years of music and evolutions, it's quite difficult to define you and your style. How do you present yourself today?

I don't like standing still. I need new challenges and that's why I always try new things. After all these years my music is way more organic sounding: I still use synthesizers but I treat them in a different way. I record a lot with microphones and just mess around with the sound. I guess I just wanted to get away from knobs and displays a bit.

It seems that you really love to collaborate with other artists. Let's pretend that no one of them will read your answer, and tell us: which of your collaboration experiences has been more interesting/exciting/important for you?

They've all been different. Working with Modeselektor was suprisingly grown up. No big fights, just a lot of talking about hihats and small things. Everything took ages. When I worked with Ellen we were much faster. But we were fighting a lot. At some point someone won and we just did it. Not a democratic system like Moderat. More dictatorship with changing dictators (laughs).

I had help of some really cool people for my last album as well: Josh from Telefon Tel Aviv and Nackt from Warren Suicide. Once i learned to embrace other peoples input, I just don't like working alone anymore.

Could you tell us about the live set you are preparing for Meet In Town festival and which differences will they be with your next studio album? We saw you live a couple of years ago with a dreamy/tech sound, right? Is it still that way? Who are the components of the Apparat Band, and where do they come from?

Well, it's the first time in my life to play with a full band of human beings and no computers. At least, no computers that play music: we have 2 on stage, but they are our guitar amps and loopstations. Everything is played live and very human and organic sounding. It's not very electronic. But the album isn't either. I'd say these days electronic sounds are only a little part of my music. One more instrument.

Which music do you listen to today and which were your first listenings since you were a child?

I mostly listen to pretty drony and atmospheric music. The last records i bought were from Tim Hecker and Max Richter. When I was a teenager I started with pretty rough techno, later i moved on to Autechre and more abstract stuff. Somehow the music I like got mellower and calmer with every year.

What came first, the love for groove, the melodie or the rhythm?

Definitly the love for the groove. I was a drummer when I was little, but it's constantly changing and the beats in my music disappear more and more. Maybe I'll change my mind again at some point, but right now I don't really think a good piece of music needs a proper "beat".

What is your idea of dance music? It is more a "braindance" o a physical/rhythmic one? Which one is the most consistent part? And why?

For me dancemusic should be rough, physical and suprising from time to time. Doesn't happen that often - that's why I rather stay at home.

How your relationship with Berlin has changed during all these years?

I used to go out quite a bit, but somehow I just have deja-vu's everytime I go to a club. Like I've done this already. I probably just got to old. These days I'd rather enjoy the countryside around berlin than its clubs.

Any new collaboration for the future?

I think I want to stick to my band. It sounds like a very cool idea to me to record a band album. I've been hanging out in my studio so much in the past. Just trying stuff and occasionally I came up with something nice. But it was to much trial and error. I don't think I can keep on to work this way. I'd rather write songs in an oldschool way, and then try around with the band instead of starting to work on a computer right away.

And of course I'll do a new Moderat record one day. And one with Ellen!

Scheda: Apparat

copertina pdf #91