I Cosiddetti Contemporanei
Pubblicazione 25 Giugno 2011

Silver Apples

Silver Apples in Cina

Le ragioni di un successo underground

Anomalie del rock di fine anni Sessanta, pionieri assoluti a cui solo di recente è stato riconosciuto il giusto merito, i SA di Simon Coxe sono oggetto di un vero e proprio culto a Pechino...
Simeon Coxe
Silver Apples
2005
Simeon Coxe

I Silver Apples: una band di culto

I Silver Apples possono essere considerati come un’increspatura nell’evoluzione della musica rock, la cui grande narrazione - incline all’agiografia - li ha purtroppo spesso ignorati o quantomeno relegati ai margini.

È solo nei tardi anni Ottanta che il gruppo è stato lentamente riscoperto, diventando un culto sotterraneo e poi, con l’esplosione della musica elettronica negli ambiti più popolari, ottenendo finalmente un meritato tardivo riconoscimento. Nati alla fine degli anni Sessanta negli ambienti artistico-intellettuali di New York, i Silver Apples si sono distinti per la loro capacità di realizzare “canzoni pop” senza l’utilizzo di strumenti musicali veri e propri, tanto meno di quelle chitarre che si erano imposte come icone nell’immaginario della cultura popolare occidentale. La band era costituita dal batterista Danny Taylor (scomparso nel 2005) e da Simon Coxe III, voce e manovratore del “Simeon”, un sistema auto-costruito di generazione di suoni composto da una serie di oscillatori d’onda, radio ed effetti, tutti attivati dal movimento di dita, piedi e gomiti attraverso tasti e pedali. Dopo un breve periodo in cui il gruppo ottenne una certa notorietà nella East-coast americana con due album di culto (Silver Apples e Contact, rispettivamente 1968 e 1969) su etichetta Kapp, il duo sparì nell’oblio della storia.

Dopo oltre dieci anni, il “Simeon” ha ripreso a funzionare, grazie soprattutto alla riscoperta di quei vecchi dischi e la creazione di un mito anche in Europa. Sono seguite alcune ristampe più o meno accreditate. Ma i due album seminali saranno ristampati insieme su cd in maniera ufficiale dalla MCA (che aveva acquisito i diritti della Kapp) soltanto nel 1997. Oggi, nonostante la morte di Taylor, e un incidente stradale che gli ha causato dei problemi articolari limitando i movimenti della mano, Simon Coxe porta avanti il nome dei Silver Apples con una strumentazione adattata alla sua condizione fisica e una tecnologia che nel frattempo ha fatto passi da gigante. Simon Coxe, ha così realizzato nuovi dischi, installazioni multi-mediali e occasionalmente anche concerti.

Il nome Silver Apples è quindi tutt’oggi ancora sinonimo di un suono che unisce passato e futuro, poesia e avanguardia pop. E a distanza di oltre quarant’anni dalla nascita, è ancora destinatario di un culto che non conosce frontiere spaziali e temporali, come testimonia il recente mini-tour intrapreso in Cina a fine Maggio. Li abbiamo visti nella prima data a Pechino, dove le “oscillazioni” dei Silver Apples hanno fatto fremere centinaia di giovanissimi cinesi che evidentemente avevano da tempo imparato a memoria e metabolizzato gli album storici della band. Il tour è poi proseguito alla volta di Shanghai e Guangzhou.

Ma come sono arrivati i Silver Apples in Cina? E soprattutto perché tutto questo hype intorno a questi concerti?
 

I Silver Apples: un faro per la scena underground cinese

Sebbene l’evento non può essere ovviamente paragonato al recente tour cinese di Bob Dylan, è però egualmente estremamente significativo: perché consacra e legittima l’esistenza di un sottobosco musicale underground, concentrato soprattutto a Pechino, che si smarca dal tradizionale accostamento a icone rock e punk ormai stereotipate. Molto spesso, quando si parla di popular music in Cina, si associano subito immagini e sonorità appunto vicine al punk o al rock: una musica sporca, primitiva e soprattutto esplicitamente antagonista al regime politico e alle attuali condizioni sociali. Eppure la musica underground in Cina, soprattutto negli ultimi dieci anni, si è andata differenziando sempre più, inglobando generi anche molto distanti tra loro. Ecco allora che, per esempio a Pechino, si sono consolidate negli ultimi anni piccole realtà dedite alla sperimentazione extra-accademica, all’elettronica di matrice non dance, all’uso di strumenti non-convenzionali e non-digitali.

In particolare due sono le realtà più significative in questo ambito comunque ancora molto ristretto, che non a caso sono state tra gli organizzatori dei concerti di Silver Apples in Cina. La prima è Rose Mansion Analog (http://www.rosemansionanalog.com/), minuscola etichetta discografica che pubblica esclusivamente musicassette (scelta di campo ben precisa e significativa). Essendo tra i principali organizzatori del tour di Silver Apples, è stato piuttosto naturale che le band scelte per aprire le serate siano state scelte proprio all'interno del roster della label: The Offset:Spectacle e Soviet Pop. Oltre a questi, l’etichetta ha pubblicato anche il duo canadese, di stanza a Pechino, Hot & Cold, e il duo cinese Lu Xin Pei. Tutti progetti questi accomunati da un uso di strumentazione analogica e da una ricerca di forme sonore non convenzionali, il più possibile lontane da generi predefiniti (anche dall'elettronica digitale) o da brani strutturati secondo la tipica forma canzone. Si avverte forte in queste produzioni un desiderio di scoprire la fisicità e il calore nella musica, attraverso una enfasi, tutta nuova in Cina, sul supporto analogico. Questi artisti si inseriscono proprio in una tradizione di gruppi anomali, avventurosi esploratori di nuovi suoni con gli strumenti più diversi, di cui i Silver Apples hanno rappresentato uno dei primi e più brillanti esempi, la primissima avanguardi in ambito rock/popular. Un tradizione che è proseguita con il kraut-rock e il primo industrial in Europa e poi in America, a fianco di espressioni di minimalismo più informale, fino al vero e proprio noise e band che sono ancora un punto di riferimento assoluto come i Suicide.

Una seconda realtà in cui si possono trovare i germi che hanno portato all’arrivo dei Silver Apples in Cina è Zoomin’ Night, una serata che si tiene con regolarità ogni martedì sera presso il D-22, uno dei locali più attivi nel promuovere la musica dal vivo della capitale cinese. Zoomin’ Night è dedicata ai suoni più sperimentali, elettronici ma non solo; è una sorta di spazio che ogni settimana vede esibirsi nomi diversi e in alcuni casi con esiti e incontri davvero imprevedibili. È qui che molti gruppi pubblicati dalla Rose Mansion si esibiscono, insieme a tanti altri nomi che in questi ultimi mesi si sono affermati. Ad esempio White, un progetto di Zhang Shouwang, voce e chitarra di una delle band simbolo dell’underground cinese, i celebri Carsick Cars. La formazione dei White è - non a caso - simile a quella originaria dei Silver Apples, ed esplora un suono ipnotico e trascinante che guarda con insistenza al kraut. Con il nome White era già uscito un paio di anni fa un album prodotto nientemeno che da Blixa Bargeld, ma il progetto è ora spinto verso l’esplorazione di altri territori ancora. Una delle più recenti novità nate in seno a Zoomin’ Night è il duo Little Red & Small Little Red, suoni lo-fi che creano un’atmosfera astratta e pigra, alla ricerca di un’originale idea di minimalismo.

Silver Apples
Edoardo Gagliardi 2011

Nuove sonorità e nuovi volti questi della Cina analogico-elettronica che sentono però il bisogno di guardare alla tradizione e alla storia della musica occidentale. Con la speranza ultima di andare oltre la semplice ispirazione e la semplice emulazione.

copertina pdf #91