Ben Chasny ormai lo si conosce e riconosce.
Son quasi 15 anni che porta in giro il suo progetto Six Organs of Admittance (oltre alle altre reincarnazioni che non sto a citare, tante sono) e, in fondo, non è cambiato di una virgola. Tutto di guadagnato perché, da lui, non si cerca un cambiamento. A lui si chiede quella manciata di canzoni di “nu folk” (come ama definirle), quelle immagini polverose da deserto inoltrato e strada di sabbia su cui guidare, quelle scarse parole concesse e quella sensazione di raccolto, ovattato, capace di far lasciare alle spalle il mondo.
Il cantautore americano, con solo chitarra acustica al seguito, fa accovacciare il pubblico quel centinaio di persone che hanno resistito fino all'una per ascoltarlo, accomoda lo sgabello, unico arredamento del palco e, semplice semplice, comincia la sua ora di “raccoglimento”.
S'inoltra in dieci anni di vita cominciando dal 2000 e Journey through sankuan pass, passando dal 2007 con Shelter from the ash, arrivando a Hold but let go dell'ultimo nato Luminous Night. Tutto così soffuso, come il fascio di luce che lo illumina a fatica. Arpeggio dopo arpeggio, sussurro dopo sussurro. Niente orpelli, scenografie o colpi di scena. Non sono richiesti. Un'ora o poco meno e il pubblico è sazio di tranquillità, appagato di calma.
E se da una parte Ben Chasny è “conferma della regola”, l'eccezione si materializza a inizio serata. E sorprende.
Prima dell'esibizione a tratti estrema di “r”, un po' stonata nel contesto della serata, sul palco c'è il progetto o “laboratorio di sperimentazione musicale” l'Ocean. Ragazzi disabili, accompagnati dalle loro guide “musicali” (con, già in portfolio, esperienze ad aprire per Baby Dee e Julia Kent, Enfance Rouge e Xabier Iriondo), che mostrano sicurezza e una passione fuori dal comune.
Sarà che suonano strumenti da loro stessi assemblati, sarà che la ricerca di pluralità è una delle finalità prime del progetto, sta di fatto che il loro post rock lascia intontiti, tanto coinvolge. Tastiere, chitarra, basso, una ruota di bicicletta. Tutto fa ambiente, come i dovuti - e meritati - applausi in conclusione.
Scheda: Six Organs Of Admittance
2002-2009 SENTIREASCOLTARE music magazine. Registrazione Trib.BO N 7590 del 28/10/05
Editore Edoardo Bridda Direttore responsabile Antonello Comunale Coordinamento Gaspare Caliri
Programming Luigi Pastore Art Karin Andersen Grafica Roberto Piazza Web designing Edoardo Bridda
Info (info at sentireascoltare.com) | Ufficio stampa Alberto Lepri (alberto.lepri at sentireascoltare.com) Teresa Greco (eventi at sentireascoltare.com)
Pubblicità Music Network









