“The Calorifer Is Very Hot! is an experimental solo project formed by a few people”. Il “solo project” č quello di Nicola Donā, musicista ventiquattrenne scombinato e creativo, mentre le “few people” della citazione sono Nazareno Realdini e Francesco Mancin, rispettivamente beats e paintings & performances del progetto. Una band ironica giā dal moniker la loro, con quel “Calorifer” a sottolineare come l'”italiese” possa assumere, alle volte, connotati di istituzionalitā, se a farne uso č una formazione che fa del lo-fi e dell'estetica da loser un marchio di fabbrica.
Tanto di cappello allora, per le intuizioni ma soprattutto per la musica, un elettro-pop accattivante e minimale, stralunato e freschissimo, adatto ad ascoltatori da una botta e via come agli affezionati cultori delle vibrazioni melliflue di scuola svedese. Un patchwork di suoni multifunzione poco impegnativo ma al tempo stesso affatto banale, studiato per il dancefloor ma comodo anche sul palcoscenico di un centro sociale.
Della prima pubblicazione della band si occupa la francese Les Diks Qui Sautent, che, come sua abitudine, provvede a mettere l'EP My Work Is A Tomb in download gratuito sul suo sito (http://lesdiksquisautent.free.fr/catalogue.htm). Col disco in oggetto ci si trova giā a trafficare con quello che sarā l'immaginario di riferimento del gruppo, tra elettronica portatile, pop confidenziale e tastierine giocattolo, benché l'ago della bilancia penda decisamente verso l'anima sintetica: Under?Where č un esercizio di stile su basi robotiche sincopate, Cool Kids Can't Die č un remix, She's Coming un'abbozzo di quello che sarā lo stile “calorifer”, Slowmotion Dream č un brano giā fatto e finito, tanto da venir riproposto anche sul disco d'esordio.
E' la bresciana My Honey a dare asilo politico alle nove tracce di Marzipan In Zurich, evidentemente attratta dalle proprietā biadesive del pop della band. Alle registrazioni partecipano Paolo Torreggiani (My Awesome Mixtapes), Matteo Lavagna (Disco Drive), Alessandro Paderno (Le Man Avec Les Lunettes) e la formula musicale guadagna punti rispetto al passato, virando decisamente verso il pop e limitando l'elettronica alla parte strettamente ritmica.
Una scelta indovinata, almeno a giudicare dalla qualitā generale del disco e dall'hype creatosi attorno alla figura sghemba dei “caloriferi”, sostenuta da una scrittura che differenzia, ricicla e rivende senza sprecare nulla.
Scheda: The calorifer is very hot!
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