Quattro realtà diverse per collocazione geografica e stilistica, però unite dal trovarsi allo stesso punto (critico) della carriera. Più o meno attorno al secondo lavoro, il fatale sophomore, quello chiamato a confermare le (buone) impressioni del debutto, a soffiare sulla fiamma delle aspettative per carburare il falò ed evitare che si estingua nelle sfumacchiate impalpabili delle vanità/velleità. Siamo al momento in cui si serve l'arrosto, quando la sostanza si profila dietro gli entusiasmi, i propositi, le intenzioni. Quando, sfrondata l'esaltazione del sogno realizzatosi, si passa ai fatti, si entra nel cuore della cosa. Adesso o mai più.
Queste quattro band, a nostro avviso, ce l'hanno fatta. Non hanno deluso, hanno semmai rilanciato. Confermando il buono e calando sul tavolo ulteriori carte, altre promesse da mantenere. Ci è sembrato interessante il loro sguardo in questo particolare e delicato punto della loro parabola artistica. Ancora carburati dal brio di chi è all'inizio del percorso, ma un po' più esperti, un po' meno "giovani", ormai familiari di un meccanismo che ha svelato i principali usi e costumi. Così come i vizi e (casomai) le virtù.
Abbiamo rivolto loro un grappolo di domande. Ci hanno risposto con diversi gradi di entusiasmo ed angolo di visuale. Ognuno col proprio stile, come era lecito attendersi. C'è chi non ha nascosto l'entusiasmo tra esclamativi e puntini di sospensione. Chi l'ha presa con morbido fatalismo mediterraneo. Chi ha dosato disincanto e passione. Chi ha preferito tacere quando non aveva nulla dire. Chi ai sogni non rinuncia. Chi spaccia un speranza per ogni boccone amaro. In tutti, nelle parole di tutti, evidente o in filigrana, la tenacia di chi si aggrappa a ciò che più ama. Bene, giusto così.
OFD (Ofeliadorme): Francesca Bono (voce/chitarra/tastiere ecc), Gianluca Modica (basso/chitarra/ecc), Tati Izzia (chitarra/basso/mandolino/ecc), Michele Postpischl (batteria/ecc); facciamo base a Bologna, abbiamo un'età che varia dai 20 ai 40, veniamo da città diverse e suoniamo insieme dal 2007/2008.
RECS (Recs Of The Flesh): Massimo Usai, chitarre / voce / testi - 29 anni (Cagliari - Italia); Sara Melis, tastiere distorte / armonie - 25 anni (Cagliari - Italia); Petr Studihrad, batteria - 33 anni (Ceské Budějovice - Repubblica Ceca); Federico Loche, basso / cori (Cagliari - Italia). Il gruppo e' nato nel 2004.
GA (The Gentlemen's Agreement): Buena Sorte a todos... Siamo i Gentlemen's Agreement. Raffaele Giglio (voce, chitarra acustica, ukulele, tres cubano, cavaquinho, mandolino), Fabio Renzullo (tromba, armonica, toy piano, cori), Gomez (contrabbasso, cori), Andrea De Fazio (batteria, percussioni, cori), Gibbone (surdo, agogo, caixa, repenique, tambourim, pandeiro, cori). Siamo giovani ma con la barba! Esistiamo da 4 anni e siamo del Sud (Napoli).
SFU (Songs For Ulan): Suoniamo assieme da circa 20 anni. Io mi chiamo Pietro de Cristofaro, come mio nonno, 41 anni e scrivo canzoni, canto e suono male la chitarra. Poi: Emond, 47, key and elguit, Enzo Mirone, 38, elguit and Organetto, Fulvio di Nocera, 30, bass, Floro Pappalardo, 41, drums. Circa...
OFD: Fortunatamente nessuno di noi fa il critico musicale di mestiere! Avremmo grosse difficoltà. Così come abbiamo difficoltà a definirci, infatti non lo facciamo mai a meno che costretti (in senso buono) dalle circostanze. In un blog giapponese hanno scritto: Indie Rock/Alternative/Shoegaze/Ambient/Psychfolk/Slowcore/Experimental... Probabilmente c'è un pò di tutto questo nella nostra musica. Diciamo che rientriamo nell'ormai onnicomprensiva definizione di Rock.
RECS: Un incrocio di armonie, dissonanze e ritmi frenetici sublimati all'interno di strutture melodiche che ci piace considerare ficcanti. GA: In questo disco, Carcarà, che è uscito in tutta Italia alla fine di Marzo 2011, suoniamo "Samba African Swing". Ma nelprecedente, Let Me Be A Child, suonavamo "Speed Country"... Nel prossimo non so cosa faremo, sicuramente un sound differente.
SFU: Dai globi oculari fino alla fine dell'addome, genitali inclusi. Blues. Canzoni tristi che ti senti male benissimo ed hai il senso di scappare dal guaio che hai creato.
OFD: Tato si imbarazza a pregare, quindi diciamo una band a testa noi restanti, e i primi tre nomi del rosario di oggi sono: Beatles, Rino Gaetano, The National. Domani è un altro giorno.
RECS: Sonic Youth (perche' vederli a Cagliari nel 2002 e' stata la svolta di una vita intera), Queens Of The Stone Age (perche' hanno dimostrato che e' possibile sperare per il futuro della musica), Foo Fighters (perche' nonostante i 17 anni di vita ed i milioni di album venduti hanno ancora la passione per creare brani davvero emozionanti - cosa rara di questi tempi).
GA: David Bowie, Coltrane, Tom Jobim.
SFU: Neil Young, Motorpsycho, Chet Baker.
OFD: la parola "originalità" ci suscita sempre qualche fremito... E' abusata, sembra che sia indispensabile etichettare così qualcosa affinchè la gente sollevi lo sguardo e drizzi le orecchie, anche laddove non c'è proprio niente di originale, ma spesso solo della furbaggine. Noi proprio non ce ne preoccupiamo. Suoniamo e cerchiamo di progredire lungo la nostra strada, non ci (pre)occupiamo di questioni semantiche. Ad ogni modo ci piace pensare che l'originalità non sia morta.
RECS: La ricerca di un percorso personale e' fondamentale, tiene l'autore vivo e interessato, spinge a tentare cose diverse. L'originalita' e' un certo stato mentale che dovrebbe condizionare l'approccio ai brani! Per noi e' necessario ritenerla piu' viva che mai.
GA: Essere originali è un'utopia, si prende sempre da tutte le parti, dai suoni della natura fino ai vinili più datati... Bisogna essere spontanei. Quella della spontaneità è una questione molto importante, divertirsi e lasciare divertire.
SFU: Non ritengo Songs For Ulan originale. Amo le belle canzoni. Chiunque le scriva, qualsiasi cosa già scritta ricordino.
OFD: Le aspettative ci sono, sennò nessuno si accollerebbe lo sbattimento che è fare musica oggigiorno in Italia. Ma sono sane, abbiamo più coscienza di qual è la scena e abbiamo un'idea abbastanza chiara di dove siamo posizionati. Abbiamo più aspettativa nei nostri confronti che verso l'esterno. Non abbiamo fatto un botto improvviso, come è successo ad alcuni, ma abbiamo lavorato in tranquillità e con testardaggine su quello che è il nostro suono, anche se il tipo di musica che facciamo non è al momento nell'olimpo dell'hype italiano... La verità è che non ci dispiace proprio. La nostra musica richiede tempo.
RECS: Le aspettative restano le solite: creare musica che ci piaccia, che ci faccia sentire vivi. Forse inizialmente si sperava di ottenere riscontri più immediati, soprattutto nella dimensione live. Ma lamentarsi non ha senso: per noi la musica resta una passione ed un'esigenza soprattutto personale. Quando poi quello che facciamo incontra il favore di altri... Beh, ne siamo entusiasti.
GA: Adesso abbiamo un furgone, prima una station wagon verde pisello. Sono aumentati gli strumenti e i suonatori... Per il resto, ci si sbatte come i pazzi.
SFU: Abbiamo un bel pò di cose a cui pensare e provvedere...
OFD: In via di metabolizzazione, ma siamo ancora lontanti dalla meta. C'è sempre questo diffuso senso di inadeguatezza rispetto agli anglo-americani, ma anche rispetto agli scandinavi. Onestamente non se ne può più. Crediamo che possa esistere anche una cifra stilistica italiana esportabile all'estero, però bisogna crederci, e smettere di menarsela con la questione "inglese si inglese no".
RECS: Esiste, al momento sembra incolmabile e restera' tale sin quando in TV, in radio e suoi quotidiani continueranno a spingere le cose tristi di cui tutti siamo bene a conoscenza. Discorso molto ampio e poco allegro.
GA: Il gap non è creato dal valore delle band italiane, ma dalla competenza delle strutture che dovrebbero spingere la musica in Italia. In Italia si suona con il cuore in mano come in altre parti dell'Europa, ci mancano solo le giuste leggi e sovrastrutture.
SFU: Vorremmo essere rispettati - semplicemente questo - quanto loro, nella musica come nel resto. Certo che il gap esiste, siamo degli incivili.
OFD: Sono molti i fattori, difficile rispondere con poche frasi; non direi carenza di proposta perché ci pare un periodo piuttosto florido, però c'è di certo ancora un problema di disistima, e poi non c'è un "sistema culturale", non esiste proprio. Andrebbero riviste una montagna di cose. L'importante è non demordere per non soccombere.
RECS: Proposte valide ne abbiamo, eccome. Mancano gli spazi, manca l'interesse da parte di una grande fetta della popolazione nazionale e in Sardegna e' pure peggio. E' evidente una certa responsabilita' del sistema che non ha mai considerato determinati suoni degni di rilevanza, ma va ricordato che un certo genere di musica non riceveva certo sovvenzionamenti pubblici nella Londra del '77 (per fare un esempio). E credo che questo segni la differenza. La popolarita' di certi movimenti e' nata dall'interesse della gente e grazie a certi illuminati personaggi come Everett True e John Peel, che hanno sempre cercato di dare spazio, nel bene e nel male, ad ogni cosa gli venisse recapitata. A Cagliari invece, gli articoli musicali dei quotidiani piu' diffusi sono spesso firmati da qualcuno intento a riverire i gruppi della label per cui lavora, che propone il verbo di Pitchfork in salsa locale e sbarra la strada a chiunque non faccia parte delle sue conoscenze. Same old italian bullshit, uno di quei bei conflitti d'interesse che ci hanno resi famosi nel mondo. Con gente come questa ad occupare i maggiori spazi d'informazione, i problemi quando si risolvono?
GA: Sarebbe fantastico avere la stessa "Intermittance du Spectacle" che hanno i Francesi. Sono leggi durissime, per evitare imbrogli vari, ma funzionano. In Italia sarebbe impossibile, ci sarebbe un magna magna atomico!!
SFU: La seconda che hai detto, per quello che ne so. Comunque, c'è troppa roba inutile, in giro.
OFD: Di questi tempi è scelta irrazionale; ma per noi anche naturale e strategica. Siamo all'altezza del confronto con l'estero e siccome siamo pure dei sognatori continuiamo così. Aggiungiamo per i ferventi e permalosisssimi sostenitori dell'italiano: adoriamo la nostra lingua e siamo fan di numerose band che scrivono in italiano. Non siamo degli esteremisti in nessun campo. Ma la questione della lingua è spesso sovrastimata. Se viene fuori all'improvviso un James Blake e si dice in giro che è un genio, nessuno si pone il problema che sia inglese e canti in un'altra lingua, lo si ascolta e basta. Sarebbe l'ora di farlo anche coi musicisti di casa nostra, almeno con quelli che lo sanno fare.
RECS: Assolutamente naturale. Ci sembrerebbe strano non farlo: nonostante qualche idiota governativo si ostini a pensare il contrario, noialtri siamo Europei e faremmo meglio a ficcarcelo bene in testa. Si deve poter comunicare con quanta piu' gente possibile. Purtroppo, oltre al disinteresse per la musica, l'italiano medio non riesce a coltivare una relazione con la lingua piu' parlata del mondo.
GA: Non si sa mai, nell'ultimo disco canto anche in portoghese e spagnolo misto all'inglese. In Italiano? Un giorno forse... Ma non credo che cantare in Inglese complichi la vita, per adesso mi trovo a mio agio!
SFU: Non so cantare che in Inglese.
OFD: Che dire... Per ora siamo la nostra etichetta, il nostro studio di registrazione (Soporoco Studio, che è di Michele), i fonici di noi stessi. Nei negozi ci siamo arrivati tramite Audioglobe, che ha creduto in noi seppur senza contratto discografico. Abbiamo un editore: A Buzz Supreme. Siamo totalmente indipendenti sia per volontà che per necessita. E' un momento di transizione nel mondo della musica, c'è un pò di confusione. Quello che ci piacerebbe davvero è un fonico che ci segua regolarmente, abbiamo suoni molto diversi tra canzone e canzone ed equilibri particolari negli arrangiamenti... Un fonico farebbe la differenza. Purtroppo al momento non ci sono proprio i soldi, non ce lo possiamo permettere.
RECS: Etichette... Quali? Distribuzione... Bandcamp.com! Studi di registrazione... Sì, il nostro (The Crimson Dome), ex-garage convertito in sala "dei sogni". Tecnici ne abbiamo conosciuto di veramente validi (Pierpaolo Cardia, Giovanni Mancosu), di produttori non vogliamo neanche sentirne parlare. Ah, e i negozi stanno chiudendo in blocco. Tutto a posto, no?
GA: L'etichetta che ci produce, Materia Principale Records, ci paga tutto e il nostro è un caso abbastanza raro. I fonici che abbiamo incontrato in questi due dischi sono stati davvero in gamba, Massimo D'Avanzo e Alfonso La Verghetta. I negozi... Mah, si vende molto durante i live, se la band che hai visto ti ha fatto cagare allora non compri nulla, altrimenti porti a casa maglia, spille, cd, adesivi etc etc.
SFU: Tutto è peggio del minimo consentito salvo alcuni studi di registrazione, a partire dalla Siae che locali infimi - in senso buono - devono pagare per far esibire falliti come noi.
OFD: Pochi all'altezza del nome, ci sono situazioni in cui arrivi e non c'è un fonico, nessuno che ti segua un minimo, sei lasciato in balia di te stesso... Poi ci sono casi eccezionali come il piccolo ma eccellente Brevevita, il Materia Off o Le Tits, dove funziona tutto, e i gestori educano il loro pubblico al gusto del concerto, lo preparano prima. Ce ne fossero... La differanza la fanno sempre e solo le persone.
RECS: Stanno chiudendo anche quelli, gli unici che sono rimasti hanno difficolta' estreme a portare avanti certe proposte. E' veramente dura da queste parti.
GA: Quelli sono sempre una lotteria, ma noto con piacere che il loro impegno, soprattutto contro le varie leggi regionali che limitano i live, è enorme! Quindi è grazie sopratutto a loro e alla loro voglia di credere nella musica live che si va avanti. Ovviamente ci sono anche i locali criminali dove manca tutto, ma è sempre un'esperienza da condividere con la band.
SFU: ...
OFD: siamo per la collaborazione, se ce n'è il tempo, e abbiamo rapporti anche di amicizia con altre band, musicisti. Quelli che ci stanno sui coglioni li evitiamo direttamente, non si può essere amici di tutti... La logica del "volemose bbene" a tutti i costi non fa per noi. Ma il confronto è importantissimo.
RECS: Localmente e non, nel nostro piccolo ci siamo sempre dati da fare. Diverse band delle nostre parti collaborano con il nostro collettivo Raising Real Records, ed hanno lavorato ai loro album nello studio di Massimo. Old Sparky (elettronica sofisticata ed intensa) e The Mellon Bank (pop-punk con venature garage) sugli scudi - grandi persone e grandissima passione. E fuori dai confini nazionali-regionali abbiamo stretto rapporti con musicisti d'eccezione: Prong (industrial seminale da Los Angeles), Small White (splendido power trio dal Minnesota), The Tower Of Dudes (cow punk elettroacustico dal Canada), Faris Amine Bottazzi (il suono dei Tuareg fra l'Algeria e l'Italia), Heritage O.P. (ritmi tribali organici da New York)... In sintesi, collaborare ci piace da impazzire.
GA: Non ho rapporti con colleghi suonatori, ovviamente nella nostra città esistono amici musici che amiamo e rispettiamo... Ma in genere tento di stare alla larga dalla musica chiaccherata, l'inciucio o cose del genere è controproducente. Ho quelle poche persone conservate con gelosia con le quali, invece, parlare di musica è una gioia.
SFU: Non ti vengo a dire perchè a qualcuno voglio bene e di qualcun'altro non mi freghi niente.
OFD: sono tutte ugualmente importanti, non puoi lasciarne una da parte. Bisogna usare tutti i mezzi possibili per parlare di musica, arte , cultura in questo Paese, per evitare di soffocare.
RECS: Il web ha enormi potenzialita', anche se l'incredibile numero di proposte sta saturando tutte le orecchie del pianeta. La radio potrebbe tornare ad essere protagonista - qui da noi c'e' uno splendido programma su Radiopress, si chiama Stazione K ed ascoltandolo ci capita spesso di sentire cose molto interessanti.
GA: Le radio e le web zine sono cresciute moltissimo, a breve noi saremo ospiti e suoneremo live a Radio Rai 2 nella trasmissione Moby Dick, siamo stati ospiti di Zazà, sempre live, su Radio Rai 3... Insomma loro continuano ad indirizzare le persone verso ascolti nuovi e giusti, mischiando tutto con una grande cultura di base. Evviva!
SFU: La radio, cazzo!!! E poi tutto il resto.
OFD: Non saprei risponderti, quel che è certo è che la perdita di un supporto fisico ci dispiacerebbe molto... Il disco ha un fascino che un mp3 non avrà mai. Una fisicità. E poi l'up to you al momento se lo possono permettere giusto i Radiohead.
RECS: Per noi il supporto fisico continuera' ad esistere, e sin quando potremo permettercelo continueremo a rendere disponibili i nostri lavori su CD e DVD.
GA: I dischi, nel caso nostro, si vendono Live. Abbiamo venduto quasi tutte le copie del vecchio disco e dell' Ep Cow durante i nostri concerti. La distribuzione ne avrà venduti una settantina... Meglio girare, suonare e convincere il pubblico facendo quello che più piace fare ad un suonatore.
SFU: ...
OFD: La musica non morirà e l'arte in generale non morirà poichè è bagaglio vitale dell'essere umano. A che prezzo? Forse non si avranno più le superproduzioni e sarà sempre più difficile viverci in questo ambiente. Ma poi ci sono anche i corsi e ricorsi storici, vedi il ritorno, seppure contenuto, dell'oggetto vinile...
RECS: Al prezzo giusto? Non c'e' una risposta. Molta musica e' gia' morta. I prezzi dei CD qui fanno paura, e i negozi di usato sono un miraggio lontano. Colpa di chi la musica la scrive, o di chi dovrebbe distribuirla? Ogni volta che abbiamo lasciato il "belpaese" per visitare altri luoghi (Chicago, Minneapolis, San Francisco, Praga), siamo sempre tornati carichi di album comprati a costi decenti. Ci si adeguasse almeno in questo...
GA: Gratis, poi chi vuole toccare il supporto fonografico viene e se lo compra ai concerti o nelle Fnac e Feltrinelli. La possibilità di scaricare ha reso l'acquirente più sicuro al momento dell'acquisto effettivo del cd o del vinile... E questa è cosa buona e giusta!
SFU: ...
OFD: A conti fatti forse no..tutti e 4 ne abbiamo avuto esperienza, ma alla fine anche gli aspetti positivi come il conoscere nuove persone e band, si collocano in un contesto di competizione e rivalità che non giova a nessuno ed è completamente fuori dal contesto artistico, molto meglio i festival.
RECS: Dipende dal tipo di contest: abbiamo partecipato ad un concorso online per suonare all'FIB di Benicassim e i risultati sono stati incoraggianti (regalavamo una copia digitale del nostro primo DVD a chi ci votava).
GA: Mai fatti .
SFU: I rock contest... Colla birra gratis a sedici anni.
OFD: Assolutamente si, è un modo per ampliare ed approfondire quello che viene detto dalle recensioni e dare la possibilità di farsi conoscere anche come persone.
RECS: Sì, se condotte bene diffondono idee senza limiti e stimolano la curiosita' all'ascolto... Inoltre ci fanno sentire meno soli.
GA: Sì, sono importanti... Si capisce meglio cosa c'è dietro ad un disco o ad un progetto musicale.
SFU: ...
OFD: Gianluca: Storia di un impiegato di De Andrè, Michele: Mi porterei un disco di Britney Spears per poterci inveire contro, così, per mantenermi in forma e rimanere in vita... Scherzi a parte, Soldier On di Andrew Bird perché mi sa di una corsa in una foresta sconosciuta. Francesca: The Velvet Underground & Nico. Tato: Pink Moon di Nick Drake, ma in vinile e con anche un giradischi... In ogni caso un disco serve sempre.
RECS: Beh, sull'isola deserta tre di noi ci stanno gia' (la Sardegna, ndr), ma di dischi ne abbiamo piu' di uno... In ogni caso, eccone alcuni: Dirty dei Sonic Youth (Massimo), Wasting Light dei Foo Fighters (Sara), Motley Crue dei Motley Crue (Petr) e 17 Re dei Litfiba (Federico).
GA: Serve a sorridere.
SFU: M'è piaciuto tanto Hugo Race coi Cuori Sacri...
OFD: Michele:i nostri amici Modotti! Gianluca: I Paolo Benvegnù. Tato: Massimo Volume. Francesca: tutti quelli che hanno nominato i miei compari vanno bene, aggiungo Junkfood.
RECS: Questa la prendiamo come un buon auspicio da parte tua! Nonostante si siano sciolti, sarebbe bello vedere in azione i Prozac+... O magari farci un festival nostro e veder condividere il palco Songs For Ulan, Ofelia Dorme, The Gentleman's Agreement e Recs Of The Flesh. Possiamo ancora sognare, giusto?
GA: Renato Carosone e la sua Band... Ma ahimè è troppo impegnato a suonare per San Gennaro!
SFU: ...
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