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Pubblicazione 11 Aprile 2011

Stearica

Stearica invade il mondo

Frantumano stili e codici tra elettricità ed elettronica. Italiani per provenienza, ma internazionali per ambizioni e riferimenti ci parlano della propria weltanschauung

Sono italiani, ma non sembra. Non che abbiano particolari tratti somatici o nomi strani. I torinesi Francesco Carlucci (chitarre, basso, farfisa, piano, vibrafono, loops), Davide Compagnoni (batteria, piano, marimba, loops) e Luca Paiardi (basso, piano elettrico, synth), nome in codice Stearica, hanno dimostrato sin dai primi e ormai remoti passi di sentirsi stretti addosso i confini nazionali. A giudicare da etichette e partnership, collaborazioni e ospitate varie nel corso dei dieci anni e più di vita del progetto, il respiro internazionale è più che giustificato. Se Dälek, Octopus e Amy Denio, tanto per fare dei nomi, partecipavano al loro primo album Oltre, il comeback Stearica Invade AMT vede addirittura gli psycho-rockers capitanati da Kawabata Makoto pronti a dividere palchi (il tour europeo di più di 30 date) e sessioni di registrazione in modalità impro per un album a “n” mani.

Una stima guadagnata sul campo, senza fossilizzarsi su confini o limiti, nè di genere nè tant meno geografici come ci ricorda Francesco: Facciamo musica dal '97 e non appena abbiamo sentito l'esigenza di farci ascoltare, siamo partiti senza bussola o geografia. I confini stanno spesso solo nella mente, specie se ad appena un centinaio dalla tua città si parlano lingue diverse. Così abbiamo spedito subito le prime registrazioni ovunque capitasse, infatti pensa che una delle nostre prime uscite è stata alla volta dei Paesi Baltici!

L’intensa attività on stage non solo ha rodato il progetto nel corso degli anni ma ha significato anche stringere una serie di contatti umani prima che professionali: Riguardo ai musicisti che citavi, sono tutti amici conosciuti in tour, collaborazioni nate dopo aver condiviso lo stesso palco o dopo una cena consumata scherzando e trovando sintonia e umanità. Insomma gli ingredienti che riteniamo fondamentali per suonare insieme.

Questo atteggiamento di completa apertura mentale si ripercuote sulle musiche del terzetto. Inclassificabili nel loro mélange a cavallo tra post-rock, sonorità 90s e psych dura che unisce muscoli a macchine, elettricità ad elettronica (Il nostro suono è frutto di anni trascorsi suonando negli scantinati sino a notte fonda…abbiamo imparato a suonare con una moltitudine di strumenti acustici, elettrici o elettronici), esse hanno un pregio raro di questi tempi: il potersi dire realmente personali. A me piace questa componente personale, prosegue Francesco. Non siamo fan dei modelli preconfezionati, ma in Italia si cerca la tranquillità di ascolti rassicuranti. Non dico che chiunque sperimenti sia un eroe, ma sicuramente apprezzo di più chi ci prova ed è curioso, rispetto a chi, invece, è idolatrato riproponendo noiosamente sempre la solita minestra…rancida.

La curiosità e la voglia di sperimentare seppur sempre in ambiti rock non mancano ai tre. Oltre, disco d’esordio tutt’altro che acerbo, li vedeva muoversi onnivori tra distorsioni e chiaroscuri emozionali, visionarietà e leggerezza rievocando più che un suono, un immaginario collettivo. Quello della natale Torino, città dalle mille sfaccettature, esoterica e romantica, punk dentro e ricercata fuori.

Il comeback Stearica Invade Acid Mothers Temple – una unica session post ultimo concerto registrata all’Ortosonico di Pavia in cui i sette del gruppo misto hanno “invaso un pezzo di storia gli uni degli altri” – li mostra invece padroni della situazione, tanto che sembrerebbero loro ad aver preso il sopravvento sui più quotati colleghi. Segno di grossa personalità e stima da parte di Makoto & co.: La decisione comune di lasciare a me la produzione artistica ha inevitabilmente portato un accento sul nostro suono nonostante abbia cercato di mantenere lo spirito di quelle riprese. Ci saremmo aspettati che fosse Makoto ad occuparsi del mix e di realizzare il master, così come ha sempre fatto per qualunque lavoro degli AMT. Quella sera stessa, invece, nel corso della cena al termine delle registrazioni, mi ha proposto di produrre quel materiale. È stata la sua maniera per ringraziarci della splendida esperienza vissuta nel corso di quel lungo tour che stava appunto terminando con la registrazione della jam da cui è nato l'album. Era chiaro che così facendo ci stava dando una grossa occasione e dal canto nostro siamo stati davvero onorati.

La grossa occasione è stata colta al volo, se è vero che a breve parteciperanno per la seconda volta alla prestigiosa compilation di The Wire, The Wire Tapper (Warp Lag, il pezzo selezionato dal magazine inglese) dopo il primo lascito targato 2008 (Occhio, la prescelta all’epoca). Poi i tre ritornerà nella sua dimensione ideale. A calcare i palchi di tutta Europa, compreso quello prestigioso del Primavera Sound. Vogliamo ancora parlare di rock italiano?

Scheda: Stearica

copertina pdf #91