I Cosiddetti Contemporanei
Pubblicazione 01 Febbraio 2011

Antimagic, Frank (Just Frank), Teenage Panzerkorps, Soviet Soviet, Dream Affair, Horrid Red

Gimme Some Inches #13

Vinili grandi e piccoli nel consueto appuntamento con Gimme Some Inches. Questo mese girano Teenage Panzerkorps, Antimagic, Soviet Soviet, Frank (Just Frank) and many more...
Shake Shake Shake 7
Antimagic
2011
Shake Shake Shake 7"

Ben tre coppie di nuovissime uscite per questa nuova puntata di Gimme Some Inches. Cominciamo con una delle nostre frequentazioni preferite di quest’ultimo periodo, ovvero la temibile nidiata a nome Teenage Panzerkorps che, non paga di aver appena licenziato l’ottimo German Reggae, rilancia con due EP che vedranno presumibilmente la luce nei giorni in cui leggerete queste righe. Il primo esce a nome Der TPK sotto il vessillo della svedese Release The Bats che prosegue nella nuova collana di 7 pollici tirati in sole cento copie e venduti esclusivamente via mail order. Dopo il primo split Lust For Youth/Blessure Grave e il recente The Tower di Burial Hex, ecco ora il terzo anello dall’evocativo titolo Thee Incantations Of Bunker Wolf (quest’ultimo cantante degli stessi Teenage Panzerkrops, per chi non lo sapesse). Due brani e due skit nel tipico quanto irresistibile stile dei terroristi germanici, in cui spicca una hit punk-wave come V3. In tempi più rosei per il mercato discografico un brano come questo avrebbe spopolato tra tutti gli affiliati delle cultura dark e non solo, ma il momento è quello che è, per cui i fedelissimi dei TPK dovranno correre sul sito della label di Goteborg per accaparrarsi una delle copie prima che, in men che non si dica, vada sold out come è successo ai predecessori. Fortuna che il secondogenito dei teutonici non esce in tiratura così ristretta. Parliamo di Pink Flowers, nuovo EP questa volta targato Horrid Red, il side project con cui hanno già dato alle stampe lo splendido 12” Empty Lungs (per Holidays). Per il ritorno gli Horrid Red si affidano alla statunitense Soft Abuse che rilascia ben tre versioni: la prima su vinile corto con i tre brani migliori, le altre due rispettivamente su cassetta e in digitale con quattro brani aggiuntivi di cui due strumentali firmati da Clay Ruby alias Burial Hex. Una conferma impeccabile.

La seconda coppia di uscite introduce una nuova band, i newyorkesi Dream Affair che forse qualcuno ha già avuto modo di notare grazie alla maxi-compilation The Guide to Grave Wave in cui partecipavano con Silent Story, brano che apre anche il primo mCD All I Want. Autoprodotto in un centinaio di esemplari, il mini in questione butta sul piatto (o sarebbe meglio dire fuori dalle casse) cinque brani dalla caratura puramente dark-wave, frutto della palese devozione per il sound più tetro degli Eighties di scuola Bauhaus, Joy Division e compagnia caliginosa. Insieme alla sopracitata opener, Until The Fall e No Use Hiding dicono di un suono nero come da tradizione inglese, scandito da drum machine metronomiche, chitarre pungenti come spilli e dalla voce color pece di Hayden Payne, main man del gruppo. Andato a ruba a stretto giro di posta tra gli amanti del genere, il gruppo di Brooklyn rilancia ora con 405, 7” edito da Five Three Dial Tone. Due nuovi brani a ribadire quanto testé detto: atmosfere tanto lugubri quanto meccaniche, fredde quanto ammalianti, che non ci fanno stupire di come la band spesso alberghi presso le sulfuree serate della Wierd Records proprio in quel di NY.

Per l’ultima doppietta scomodiamo niente meno che Amanda Brown e la sua nuovissima label 100% Silk di cui avevano già accennato in sede di recensione. Per i meno attenti va detto che la nuova etichetta della ragazzaccia californiana produrrà esclusivamente 12” a 45 giri (il caro vecchio feticcio da DJ), guarda caso, di elettronica deviata. E inizia col botto Amanda: ben due vinili in un colpo, rispettivamente per Ital e Deeep. I primi con Ital’s Theme si cimentano in una sorta di minimal disco synthetica e robotica, condita dagli immancabili suoni vintage da videogame d’antan. I secondi sfornano invece Muddy Tracks, un’electro più rarefatta, obliqua e traballante, ammorbidita da ipnotiche voci femminili che imbastiscono oniriche visioni notturne. Entrambe le edizioni hanno una tiratura di 350 copie e vantano una veste grafica comune dai soffusi toni pastello, a metà tra Belle époque e stile trash made in LA. Tenete d’occhio questa nuova realtà perché, ne siamo certi, regalerà perle che altrimenti sarebbero destinate a restare solo su Internet.

Rimaniamo negli States, ma cambiano costa. I nostri protetti Antimagic (gente del giro These Are Powers) tornano con un 7” e una cassettina live. Se Live Trash è giusto la fotografia delle potenzialità dissonanti del duo in sede live, confezionata in splendida cassetta verde acido, il 7” Shake Shake Shake su Temple South ci mostra cosa Ted McGrath e Marcia Cahill potranno fare col sophomore Heat Waves, previsto per i primi mesi del 2011. La title track è uno scheletrico funk bianco, ossessivo e fantasmatico, sensuale e groovey as fuck! Inner Most Secret Shogun Heart è un continuo stop’n’go sfasato e spigoloso che fa venire in mente una versione proto-punk spastica dei Velvet. Nella versione digitale già disponibile è presente una versione lunga della title track. Consigliato.

Tornando a casa nostra invece, è obbligatorio segnalare lo split 12” tra una nostra vecchia conoscenza, i francesi Frank (Just Frank) e gli italiani Soviet Soviet. Benedice il tutto la Mannequin, label italiana che, nata come distro del sottobosco neo-wave, si sta facendo un nome in campo synth/cold/dark, insomma qualsiasi prefisso preferiate al genere wave, con ristampe mirate e nuove proposte. Il lato A, appannaggio del duo autore di The Brutal Wave, si muove tra synth-pop vintage e electro-wave spesso tirata e robotica (Do The Soviet, Valerie) ma sempre melodicamente british. Rispondono dall’altro lato i Soviet Soviet e il panorama si tinge di post-punk abrasivo, riverberato e epico. Un frullatore fuori dal tempo tra epilettica furia iconoclasta e energico nichilismo chitarra, basso e batteria. Tutto, rigorosamente, in b/n. Brava Mannequin.

copertina pdf #91