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Pubblicazione 04 Febbraio 2011

Ad Bourke

Boogiefunk chiama Italia

Il suo è uno dei nomi più caldi tra gli addetti ai lavori, Mirage il suo secondo lavoro importante, il primo fisico. Lo abbiamo intervistato...
Ad Bourke

Parlando con vari produttori italiani a cavallo tra hip hop ed elettronica, il suo è stato praticamente l'unico nome a saltare fuori sistematicamente alla domanda "c'è qualcuno in particolare che ti piace"? Adam Bourke, romano di padre inglese, trent'anni, dj, polistrumentista, produttore legato al suono analogico e caldo delle tastiere vintage, è uno dei nomi che contano dentro la scena (una raccolta di sue produzioni in mp3 per la Treble-O-Records nel 2008, i suoi pezzi passati da Gilles Peterson, set in festival come Dissonanze, un workshop alla Redbull Music Academy, collaborazioni con nomi come i mitologici Jolly Music, opener per l'unica data italiana di Flying Lotus) e adesso pubblica su Citinite quello che è praticamente il suo "long EP" di debutto su supporto fisico.

Raccontaci chi è Ad Bourke come produttore. Quando hai cominciato, cosa ascoltavi, quali sono stati e quali sono i tuoi riferimenti.

Il mio backround culturale in termini musicali è molto vario ma le maggiori influenze sono sicuramente afroamericane. Il soul (dagli anni Sessanta ai metà anni Ottanta) ha esercitato una forte influenza sulla mia musica. Come produttore ho iniziato nel Duemila, periodo in cui ho iniziato a frequentare lo studio di Marco Passarani, Francisco e Raiders Of The Lost ARP, anche loro una grande influenza.

Il paragone o comunque l'accostamento con uno come Dam-Funk è quasi immediato ascoltando il suono e le strutture di Mirage (anche se personalmente ti sento più progressive di Dam). Che mi dici?

Ho conociuto Damon a Roma quando ho suonato prima di lui al Circolo degli Artisti, poi di nuovo ci siamo incontrati al M.I.T Auditorium. Damon è una persona umilissima con una cultura musicale impressionante, ha sempre creduto nella musica che faceva solo perchè sentiva il bisogno di esprimersi in quel modo, tutto indipendentemente dall'hype del momento. Il paragone è inevitabile per il fatto che evidentemente abbiamo un simile background in termini di ascolti musicali. Dal punto di vista della produzione alcuni suoni sono assimilabili perché anche lui usa lo stesso strumento. I suoni delle ritmiche e gli arrangiamenti però sono molto differenti. Ti anticipo che la prossima uscita su Citinite sarà proprio un suo EP firmato come Mynk Richardz.

Come produci? Mirage, visto il feel molto suonato, è tutto costruito a partire da synth? O ti interessa anche un approcio da laptop artist?

Non mi interessa no... Preferisco accendere gli strumenti, iniziare a suonare all'infinito, selezionare quello che ho suonato e poi registrarlo sul software. In fase di produzione lavoro sui i singoli take anche se a volte registro tutto insieme. Un approccio solo sul laptop lo vedo molto distante dal mio...

Artisti che ascolti e ti piacciono a livello internazionale, tanto sul versante electronico (non so, Cobblestone Jazz), quando hip hop & derivati (Lotus, Gonjasufi, Madlib)?

Al momento Opolopo, Amalia, Tiger&Woods, Dam-Funk, Computer Jay, Slugabed, Chesca, Yorke, B Bravo, Krystal Klear, Space Dimension, Controller, Ulysses82, 00 Genesis e tanti altri, ma ora mi vengono in mente questi. Sicuramente Madlib (Madvillainy è un capolavoro). Anche Lotus sì.

E in Italia... c'è tutta una piccola sparpagliata scena di produttori dal retroterra hip hop ma dalle produzioni strumentali e capaci di mischiare computer e macchine analogiche. Qui su Sentireascoltare i nomi che abbiamo fatto più spesso sono Marco Acquaviva/UXO e Digi G'Alessio. Li conosci? Chi ti piace in generale?

Digi G'alessio, Morpheground, UXO, Herrera. C'è una bella schiera di produttori che fanno un sacco di cose interessanti. Error Broadcast è un'etichetta da tenere sempre sott'occhio. Tutte le uscite sono sempre di altissima qualità.

Hai in programma un long playing?

Sì, ci sto lavorando.

Scheda: Ad Bourke

copertina pdf #91