Ci volevano uno studente di Ingegneria elettrica e uno di Fisica per concepire un progetto come gli Everybody Tesla. O forse il curriculum scolastico di Dario Licciardi e di Alessio Atzori è solo uno degli elementi che vanno a comporre quel mosaico un po' schizoide di stimoli musicali e non alla base del suono della formazione. Assieme, ovviamente, ai progetti solisti che i due musicisti sardi portavano in giro fino a qualche tempo fa, rispettivamente Gran.Farabutt.Loop.Man. (“Sono sempre stato un patito dei grandi concept - floydiano praticante - e parallelamente dei blob televisivi e musicali. Ho dato il via al mio progetto cercando di compenetrare queste due dimensioni”) e MyNerdPride (“Ho scelto il GameBoy perchè con una simpatica cartuccia può diventare un vero e proprio sequencer. Ne ho presi tre, assieme a un vocoder e a un kaoss pad e ho iniziato a fare concerti”).
Certo è che un indole scientifica da se(le)zionatori di suoni dovevano già averla innata i due, visti i buoni risultati ottenuti da un EP posizionato sull'asse Fuck Buttons/Silver Apples/Animal Collective/Black Dice che per ora rappresenta l'unica testimonianza discografica della formazione. Un disco in bilico tra elettronica, tastiere giocattolo e campionamenti che finisce per generare un'idea di psichedelia fortemente ritmica, stratificata e perennemente in loop. L'immaginario del gruppo diventa un contenitore dalle dimensioni incerte che vive di cambi di prospettiva, errori involontari capaci di suggerire soluzioni alternative, voci filtrate e riverberi. Alla ricerca di un'originalità che è sommatoria delle parti ma non solo: “Ci piacciono molto le contaminazioni. Il progetto, in origine, era basato solo sul campionamento di un Didgeridoo, poi abbiamo iniziato a metterci dentro tutto quello che avevamo a disposizione, in particolare giocattoli, tastierine, lo stesso GameBoy. Ultimamente stiamo lavorando con microfoni a contatto sul corpo. Ci piacerebbe fare un pezzo che contenesse i nostri battiti cardiaci.”
L'Ep lo pubblica la On Two Sides su cassetta, un po' per questioni emotive legate al supporto, un po' perché la natura stessa dell'operazione armonizza a dovere con quell'estetica “nerd” da raccolta differenziata (di suoni) del gruppo, un po' perché il formato è economico e se devi mettere in ordine le idee è quello che ci vuole. In attesa di un esordio lungo previsto per la prossima primavera e di una collaborazione futura ma ancora ipotetica (“Abbiamo già qualche idea e durante queste vacanze di Natale vedremo di concretizzarla”) col conterraneo Iosonouncane.
Scheda: Everybody Tesla
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