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Pubblicazione 15 Gennaio 2010

Thus: Owls

Storie di seduzione cardiaca

Thus: Owls sono creatività sulla corda tesa tra sentimento e ragione e tra sogno e inquietudine. Ne abbiamo discusso con la “dea ex machina”, un’entusiasta e disponibile Erika Alexadersson.
Thus: Owls
2010

I Thus:Owls ruotano attorno a una modesta e iperattiva ragazza svedese, una polistrumentista dall’ugola di miele e stalattiti dotata di apertura mentale e chiarezza d’intenti. Per questa avventura all’insegna di fascino e mistero, ha scelto di circondarsi di gente abile e soprattutto sulla medesima lunghezza d’onda, così che Cardiac Malformations può ammaliare l'ascoltatore lungo cinquanta abbondanti minuti di cantautorato femminile vibrante e appassionato, obliquo e mai schiavo di stereotipi; un panorama nel quale risaltano il canto evocativo, la cura per gli arrangiamenti, una scrittura complessa capace di farsi largo nella mente e nell’anima. Qualcosa di ben superiore alla somma delle parti che lo compongono e dei nomi che potrebbero venire in mente (P.J. Harvey, Kate Bush, Mary Margareth O’Hara, Lounge Lizards...; la Nostra, nondimeno, vanta tra i preferiti Robert Wyatt, Nina Simone, Björk, Cat Power, Timber Timbre, Wildbirds & Pecedrums, Joni Mitchell e Beth Gibbons).

Magia della quale si può subito ricercare una ragione nei collaboratori scelti da Erika, eterogeneo quartetto composto da Cecilia Persson (parte di un combo prog-jazz alla ECM), Martin Höper (in tour con i Koop), Ola Hultgren (anche nei Loney, Dear) e infine, unico straniero, il canadese Simon Angell che ha trascorsi nel songwriting d’oltreoceano: “Come per molti altri gruppi, siamo in primo luogo amici che si sono precedentemente incontrati in luoghi e tempi differenti. Quando decisi di allestire Thus:Owls, avevo pronte un paio di tracce e dall’idea di suono che avevo in mente e desideravo gente adatta. Tutti abbiamo dei valori e retroterra affini quando si tratta di far musica, a dispetto della provenienza”.

E ciò, ovviamente, anche a prescindere dalla forma che assumono i suddetti valori e background, fino a comporre un mosaico dove ognuno aggiunge delle tessere e il disegno punta a fondere per evocare e non si limita a giustapporre elementi: “Credo che sia davvero un bel modo di descriverci, grazie! Quando iniziamo a lavorare su un brano ci sono un pensiero, un’atmosfera e una storia; la canzone possiede un tono proprio, ma la maniera in cui la presentiamo si compone di noi cinque, delle nostre prospettive, aspirazioni e bisogni che partecipano a qualcosa di più profondo e ricco“.

Ricchezza che emerge dagli abiti scelti per le composizioni, sontuosi ma al tempo stesso austeri, così che la formazione classica di Erika di cui parlano i comunicati stampa assume una diversa valenza: “Non più di tanto classici, nel senso che sin da bambina ero in un coro e da adolescente ho studiato canto classico. Per la maggior parte del tempo, però, mi sono concentrata sull’improvvisazione e su cose mie. Sono molto attiva, tuttavia dal mio punto di vista è naturale: ciò che faccio possiede sempre lo spazio e l’energia che mi servono. Devo continuamente evolvere come persona e musicista, altrimenti mi annoio, per cui è importante che i miei progetti siano diversi per mantenere la mente fresca, aperta e pronta alle sfide“.

Sfida condotta a termine in modo brillante, nel caso specifico: Thus:Owls riescono nell’intento di offrire uno stile “totale” come è oggi voga, benché scevro da gratuite stranezze: “Beh, se in ciò che fai ci sono uno scopo e un perché, verranno fuori. Dopo di che puoi solo sperare di trovare altri che vogliano ascoltare quello che volevi ascoltare tu. L’unica via sta nel rimanere fedeli a sé e affinare l’abilità a tradurre le tue visioni, sogni e impulsi. Parlando per me, so che tutto ciò che scrivo è connesso alle mie esperienze nella vita, e non conosco altro sistema che mescolare tutto assieme“.

Per questo Cardiac Malformations necessita tempo per mostrarsi con pienezza, pensando alla quale un po’ stupisce che sia stato messo su nastro in pochi giorni: “In realtà le canzoni registrate esistevano da tempo, le conoscevamo molto bene. Prima di entrare in studio, però, ho scritto parecchie cose che mi giravano in testa e che non eravamo in grado di fare prima perché privi degli strumenti necessari. Li abbiamo trovati in studio: sembrava di essere in un parco giochi, con tutti quei balocchi da suonare brano per brano. Il suono di Thus:Owls è stato grossomodo costruito durante quei quattro giorni in studio. C’erano le mie parole su carta come linea guida, ma a parte quelle abbiamo seguito l’intuito e preso decisioni rapidamente circa le sonorità e tutto il resto. Solo perché eravamo obbliganti a farlo, avendo quattro giorni a disposizione“.

Tipico caso in cui la necessità diventa madre dell’invenzione, ma pure di un felice equilibrio tra ragione e istinto che Erika conferma, ribaltando in un certo senso il clichè di “freddezza” solitamente associato al nord dell’Europa: ”E’ esattamente così: spero che si senta nella nostra musica. Io devo organizzare il mio mondo a partire dalle emozioni: non conosco altro modo“.

Nell’attesa di poter vedere Thus:Owls all’opera nel nostro paese, veniamo a sapere che “Al momento siamo nel pieno della lavorazione del prossimo album. Sul palco cerchiamo di mantenere il concetto di ‘viaggio’ tramite il suono. In alcuni luoghi resti più a lungo, alcuni sono più intesi  e altri ancora fragili. Penso che la nostra energia venga fuori meglio nella dimensione ‘live’: amo avere un disco da far mio e portarlo ovunque come una cosa personale, ciò nonostante Thus:Owls è un’esperienza che dal vivo richiede tutto l’apporto dei pubblico“.

Ci resta un’ultima curiosità, ovvero l’origine della ragione sociale (traducibile con Perciò:Gufi), così favolistica e pertanto adatta alla musica: “Vero. I gufi sono al contempo saggi e misteriosi. Sembrano essere a conoscenza di cose che noi ignoriamo, dunque ‘perciò’ - li abbiamo scelti.”  Cerchio perfetto, non vi pare?

Scheda: Thus: Owls

copertina pdf #91