Label rubriche
Pubblicazione 29 Novembre 2010

Xiu Xiu, Zola Jesus, Former Ghosts, ( r )

Tunnel, Milano (15 Novembre 2010)

Seratona all-star per l'indie americano a tinte fosche
Promo per live al Tunnel (MI) del 15 novembre
Xiu Xiu
Promo per live al Tunnel (MI) del 15 novembre

Come anticipato su queste pagine, sul palco del (rinato) Tunnel si presentano ben quattro progetti, tutti accomunati da anni di collaborazioni e pubblicazioni su etichette di spicco che hanno interessato le pagine dei magazine musicali attenti ai movimenti dell’underground wave e non solo.

Ad aprire la querelle ci pensano i Former Ghosts, il duo composto da Jamie Stewart degli Xiu Xiu e Freddy Ruppert (già attivo a nome This Song Is A Mess But So Am I, artefici tra l’altro di uno split proprio con i sopracitati californiani). Presentando i due album che abbiamo già avuto modo di trattare, i Fantasmi rendono on stage anche meglio di quanto non abbiamo avuto di dimostrare su disco. Dark-wave a base di elettronica minimale, synth acquatici e riverberi vocali di scuola Sacred Bones che convince anche più dei solchi dei vinili. E proprio dal roster della label newyorkese spunta la terza comparsa del combo, ovvero Nika Roza Danilova, ormai a tutti nota come Zola Jesus, per una featuring sugli ultimi brani dal vivo che scalda l’audience in attesa dello show che a breve seguirà. Ma prima che questo avvenga è tempo per il set di ( r ), ovvero Fabrizio Modonese Palumbo (già membro di Larsen e al fianco di Xiu Xiu nel progetto XXL) coadiuvato da Daniele “Lo Dev Alm” Pagliero alle elettroniche. Il secondo duetto si concede una lunga dissertazione in cui gli umori avant-folk si sporcano talvolta di incursioni rumoreggianti, risultando forse un po’ fuori contesto rispetto ai toni più marcatamente wave della soirèe ma tant’è: senza dubbio un fine lavoro di cesellatura.

Il locale è pieno quando tocca a Zola Jesus, a riprova del fatto che l’hype montato dall’immancabile tam-tam mediatico (di cui anche noi siamo stati complici) a sortito l’effetto sperato. La minuta ragazza, nativa del Wisconsin e naturalizzata newyorkese alla corte Sacred Bones, è sola sul palco, tranne per qualche sporadico episodio in cui è accompagnata da Angela Seo (degli Xiu Xiu, ancora una volta) ai timpani e all’elettrica. La neo-bionda Nika snocciola un classico dopo l’altro, facendo avanti e indietro, non risparmiando il pathos e scendendo finanche tra il pubblico delle prime file. Se qualcuno dubitava ancora della carica della novella Siouxsie può ora andare in pace.

Di certo nessuno ha invece il minimo dubbio su Xiu Xiu, e l’atmosfera da piccolo evento imperdibile che si respira tra gli astanti è lì a testimoniarlo. Presenti nell’ultima incarnazione che vede il membro fondatore (nonché unico ancora presente) Jamie Stewart alla voce e chitarra in coppia con Angela Seo alle tastiere, cimbali e quant’altro, partono un po’ in sordina, complice qualche problema di natura tecnica. Una pausa di quasi dieci minuti dopo pochi brani però sancisce lo spartiacque insindacabile dello show. Da lì in poi i californiani viaggiano a pieno regime, alternando momenti più intimi e sofferti a hit da dance-floor di fine millennio, con la cassa che va dritta come un treno strafottente e la voce di Stewart che sembra rubata al miglior Robert Smith.

Una serata-tappa importante per celebrare l’amino più oscuro dell’indie a stelle&strisce.

copertina pdf #91
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