I Cosiddetti Contemporanei
Pubblicazione 05 Ottobre 2010

Burial Hex, Aucan, Talibam!, Oneohtrix Point Never, Ne Travaillez Jamais, Spectrals, //Tense//

Gimme Some Inches #9

Nuovo giro a colpi di vinile tra witch-house e hypnagogic-pop, free-madness e pop-sixties. Protagonisti Talibam!, Aucan, Spectrals, Burial Hex and many, many more...
Talibam!
2010

Vi stavate preoccupando dell’assenza dei Talibam! dalla scena musicale? Il mese scorso non avevate trovato nemmeno una release del duo newyorchese? Tranquilli, questo mese i nostri preferiti tornano non con uno bensì con due 7”. Cosmoplitude è il primo 45 giri made in ESP-Disk della storia, è ultra-sexy come l'immagine di copertina ed è pervaso dalla solita attitudine free, cosmica, trascendente e appassionata che abbiamo imparato ad apprezzare. L’altro invece è uno split italico: a produrre è la trimurti del rumore meridionale Ammagar, Musica Per Organi Caldi e Lemmings, mentre a condividere i solchi del vinile troviamo i partenopei Ne Travaillez Jamais. Se il duo Shea/Mottel va di consueto free-form in presa diretta (registrato live al Cellar Theory di Napoli) che ne mostra scelleratezza e eclettismo, il trio nostrano offre Una Domenica In Campagna riverberata e sfuggente in mille direzioni, potente e insieme screziata cavalcata free-form.

Per americani che vengono da noi a registrare e pubblicare, ecco un percorso inverso. Per realizzare il loro primo 7” i bresciani Aucan attraversano l’oceano e se ne vanno nel lontano Sol Levante. È la Stiffslack a stampare lo split coi Talking Dead Goats da Osaka. Their side for home, our side for the club, suggeriscono i tre bresciani e l’ascolto di Crisis, in versione dub remix ce li fa apprezzare per quella forma mutante di combo quale sono. Cangianti e acidi come il vinile giallo del 7”. Già segnalato su queste pagine, Louis Jones aka Spectrals si sta facendo un nome a furia di dischetti in vinile. Ora, se non andiamo errati, è la volta del primo vinile lungo, fantasiosamente chiamato Spectrals Extended Play: 7 tracce per Moshi Moshi che – seppur includano il 7” Peppermint uscito per il singles club della label inglese a fine settembre – sono tutte inedite e mixano il bedroom pop sixties oriented che caratterizzava le prime releases con un piglio più r’n’r, sempre dei sessanta. Produzione semiprofessionale e impasto di Diana Ross & The Supremes e The Isley Brothers alla maniera di Phil Spector. Da tenere d’occhio.

A sorprenderci questo mese però è Daniel Lopatin, noto come Oneohtrix Point Never che per Mego da alle stampe un 7” che per nomi e suggestioni è un vero e proprio gioiello. Seduto al piano e accompagnato dalla voce di Antony fornisce una versione di Returnal, già presente sul self titled, che è a dir poco strappalacrime. Il lato B è un’altra perla, visto che a remixare lo stesso pezzo è addirittura Fennesz, invero piuttosto fedele alla versione ufficiale, inebetita da qualche folata di uggiosa manipolazione digitale e da cascate di synth in overdrive.

Proseguiamo con un mea culpa: non aver segnalato per tempo il nuovo EP dei //Tense//, band texana di EBM fedele alla linea con all’attivo già un cd-r su Disaro e un album su Desire. Proprio quest’ultima qualche mese fa ha infatti rilasciato Introducing, mini di sei pezzi in cui, più che presentarsi, il combo di Houston ricalca le coordinate, per altro già chiare, tracciate sull’LP Memory. Edito in due versioni, CD e cassetta, l’EP riproduce i vecchi dettami di funk robotico e meccanici electro beats da dancefloor ambigua come solo Front 242 e D.A.F. sapevano fare. Per gli appassionati un bel tuffo nel passato. Nei Peasi Bassi, dopo la compilation su doppio LP Kamp Holland, torna Enfant Terrible con una nuova uscita sempre su vinile. Dans è il primo 12 pollici delle Kim Ki O, duo di ragazze di Istanbul dedito ad una wave dai toni soft per basso, elettroniche e voci femminili. Nei sei pezzi che compongono il mini-lp le due giovani amiche danno fondo a quello che sanno fare meglio: pezzi brevi senza essere stringati, melodici senza eccessiva ruffianeria, astratti senza perdere di vista l’efficacia delle strutture pop. In rete è possibile vedere il video di Herkes Evine da un fotogramma del quale è stata ricavata la copertina del disco. Le premesse per un full-lenght d’interesse ci sono tutte.

Chi invece non riesce a stare con la mani in mano è Clay Ruby, in arte Burial Hex, uno dei nomi più apprezzati del vasto sottomondo noise-drone che ritorna con una folta schiera di nuove pubblicazioni. La prima è il 12” one-sided licenziato dalla nostrana Holidays. Hunger consta di due tracce omonime su di un unico lato vinilico in cui l’uomo del Wisconsin mette a fuoco una nuova incarnazione della sua poliedrica creatura. Alla consuete atmosfere astrali il nostro aggiunge ora un beat di cassa, mai udito prima, che proietta un’immagine da soundtrack da film horror anni ’70 à la Goblin. Spontaneo il parallelo con From The Grave di Umberto, disco di cui parlammo (bene) qualche mese or sono. Una nuova declinazione che trova un secondo sbocco anche nell’imminente 7 pollici per Release The Bats, The Tower, che vanta un groove se possibile ancora più accattivante. A breve anche un nuovissimo 12 pollici tirato in solo centoventi copie dall’italiana Urashima dal nome programmatico: From The Rites Of Lazarus. Già in circolazione invece l’lp Vedic Hymns, split con i sodali Knit Her, in cui campeggia l’eccellente Storm Clouds. Chiudiamo con una segnalazione tutta italiana. Dopo la pubblicazione di Capputtini'i LignueSatàn,l’ubiqua Shit Music For Shit People torna con un nuovo 7 pollici, ancora in trecento copie e confezionato in carta da parati serigrafata, ormai tratto distintivo della label. Questa volta è il turno dei Two Bit Dezperados, quartetto sardo-brasiliano con membri di Love Boat e Rippers, che rilascia quattro pezzi di fuzz-garage da toni ora pop (Devil In Me) ora vagamente psichedelici (O-Yes). L'artwork di Sylvie P (aka Guillaume dei Feeling Of Love) arricchisce con gusto questa succulenta uscita che farete bene a fare vostra.

copertina pdf #91