Siamo in tempi di revivalismo anni Novanta e chi in quegli anni visse il proprio zenith, torna ora a farsi sentire. E’ il caso dell’ex Ritmo Tribale Edda, convertitosi a un folk intimo e mutante, degli Afterhours visti a Sanremo, del nuovo corso dei Massimo Volume, degli Starfuckers di Ordine '91-'96, del citazionismo dei Vessel targati Gismondi–Nuccini-Reverberi o dei rinati One Dimensional Man. Vecchie conoscenze che a bordo palco ritrovano nuovi estimatori assieme a quello zoccolo duro di fans che i Novanta li ha vissuti sul serio. Come hanno dimostrato i concerti affollatissimi dei Massimo Volume l'anno scorso o più di recente i molti lettori passati per la nostra recensione di Milano Original Soundtrack – complice la pubblicazione della stessa sul profilo facebook della band – dei No Guru di Xabier Iriondo, Andrea Scaglia, Alex Marcheschi, Luca Talia, Bruno Romani e Andrea “Briegel” Filippazzi.
Di loro parliamo in questa sede, ex Ritmo Tribale ed ex Afterhours (con una punta di Detonazione) tornati come per magia sotto lo stesso tetto. Con in testa quella Milano sempre più ingorgo (culturale?) e sempre meno realtà disposta a tirare il freno delle pretese. Eppure è proprio la somma dei fattori a generare i No Guru, un’unità inscindibile di passato, presente e geografia che emerge anche dalle considerazioni della band: "Milano e duemiladieci: questi sono i due elementi essenziali. Sentivamo il bisogno di tirar fuori l’isterismo della città, lo sferragliare dei tram, la sensazione di vivere sempre in ritardo. E dunque tempi spezzati, sax dissonanti, uniti a un ritmo incalzante. Gli Afterhours, i Ritmo Tribale, gli anni Novanta sono solo note biografiche. Esistono e fanno parte del nostro bagaglio personale. Ma questo progetto vorrebbe andare oltre."
C’è il rumore nervoso delle no wave a certificare la svolta stilistica. Una musica in bilico tra cesure intransigenti ed elettricità spigolosa, crescendo e rimbalzi funk, incentrata su una scrittura che in parte richiama la forma mentis delle formazioni-madri: “Abbiamo cercato di inserire ingredienti poco armonici all’interno di una scrittura fondamentalmente pop. Volevamo che il messaggio arrivasse, senza indugiare in avvitamenti strumentali troppo prolissi. Rispetto al passato le chitarre sono più acide, non ci sono i bassoni che tanto piacevano a Briegel, emergono stacchi dissonanti".
Tra le righe tornano in mente i Contortions ma niente sperimentalismi gratuiti in bella mostra. Al massimo una solidità invidiabile garantita da musicisti decisi a rimanere ben sintonizzati sul presente. Il loro.
Scheda: No Guru
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