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Pubblicazione 10 Settembre 2010

Daredevil Christopher Wright (The)

Zip indiefolk '00

Una band di provincia che riassume temi e stili di molte band targate '00. Dal Wisconsin, con entusiasmo, The Daredevil Christopher Wright.
Daredevil Christopher Wright (The)

Provincia collettiva

Quando si fa critica di qualcosa si parla spesso per opposizioni. In realtà, dopo aver citato il bianco e il nero, il bello sta nel surfare sul grigio, su quel limbo di mezzo dove avvengono le cose più interessanti.

È con questo spirito che affrontiamo la seguente affermazione: i Daredevil Christopher Wright sono un prodotto della provincia americana, proprio quella che si oppone, se non altro per motivi geografici e urbanistici, alle grande metropoli e alle grandi scene cittadine degli Stati Uniti. La storia della band nasce cresce e si sviluppa nel Wisconsin, terra di progressismo post-hippie, cibo organic e freddissime lande precanadesi: atmosfere country un po’ sinistrorse, diciamo così. Ma a Eau Claire, città dove i fratelli Jon e Jason Sunde sono nati e cresciuti, non è certo una cosa normale, per i kids locali, mettere su una band. Jon scriveva canzoni già al liceo; una volta al college, dopo uno show, conosce Jesse Edgington, percussionista, e i due iniziano a suonare insieme. Jason, nonostante la ritrosia dei fratelli a sentirsi legati con un progetto musicale, si presta a suonare il basso per un concerto del duo: i Daredevil Christopher Wright ricevono così il loro battesimo.

Nel 2005 esce il primo EP (dove, più o meno casualmente, il combo assume il nome di uno dei brani contenuti), per IBS Recordings. Un indie-folk come da tradizione, spruzzato da una vitalità acerba ma presente. I riferimenti sono tra le righe, ma col senno di poi già chiari: siamo a metà decennio ’00 e si inizia ad annusare, anche nella provincia americana, il gioco tra rock collettivo di oggi e di ieri (How to Get My Head, Parade of Tigers). Nello stesso anno, a Brooklyn, la famiglia di Akron sta approcciando coralità, indierock, synth e atmosfere da comuni hippie, per estrarne un classico dei nostri anni. Nel freddo Wisconsin non si è ancora pronti a suonare, ma prontissimi ad assimilare. Il processo di metabolizzazione cresce, si nutre di altri mostri sacri del sound zerozero…

Processo di maturazione

Nel frattempo Eau Claire si rivela una comunità artistica meno stagnante di quello che si potrebbe immaginare. I Daredevil si fanno conoscere, in quei quattro anni che separano il primo EP dall’esordio sulla lunga durata, e provano dal vivo gli esiti della propria maturazione. Gli ascolti seguono il polso del presente. I solchi dell’iPod di Jon suonano tanto i Beach Boys quanto Elliott Smith, Leonard Cohen come gli Animal Collective (eccolo, il mostro sacro), i Kinks come i Cryptacize. Di questi ultimi ravvediamo una comune innata capacità di sintesi, di assimilazione e riproposizione di un universo di suoni e riferimenti. Sarà questo il tratto caratteristico di In Deference To A Broken Back, in uscita a maggio 2009 per la Amble Down, label localissima, sempre di Eau Claire. Gli studi di canto classico (e un soffio imparentato coi portlandini Parenthetical Girls) fanno comparsa nelle prime note dell’album, senza ostentazione. Ciò che emerge prepotentemente è l’abilità riassuntiva del meglio dell’indie americano ’00.

Lo faccio notare a Jon, temendo una reazione tiepida, e invece il Nostro si gongola di soddisfazione. “Mi lusinga molto la tua impressione. In effetti, abbiamo osservato molti avvenimenti musicali degli ultimi anni, e ci piace molto l’idea di incorporare in una band un mix di stili diversi. Amiamo sentirci senza regole e barriere. Proviamo a scrivere musica che si muova in mezzo a mille influenze, che non abbia un suono che ci faccia sembrare limitati o facilmente definibili. Non sto certo dicendo che sia facile per noi ottenere tutto questo”, ammette Jon, con modestia, “ma credo in tale approccio risieda il nostro programma di crescita artistica”.

Con un tale atteggiamento, e con la gioiosità e le vocalità dei live (ancora figlia di Akron/Family), il trio conquista apprezzamenti nell’indie americano. The Daredevil Christopher Wright esce dalle distese del Wisconsin e raggiunge le mete principali del nuovo ricco folk del decennio post Novanta. “La nostra relazione con le scene musicali maggiori statunitensi si è notevolmente sviluppata negli ultimi anni. Siamo musicisti a tempo pieno da un anno o poco più e abbiamo trascorso almeno sette degli ultimi dodici mesi in tour. Abbiamo visto quasi tutti gli Stati Uniti, suonato molte volte a New York e una volta anche a LA. Siamo in realtà abbastanza vicini alle Twin Towns (Minneapolis e St. Paul), così come a Chicago, dove ormai abbiamo all’attivo moltissimi live. Però è anche vero che c’è ottima musica non solo nelle grandi città. Pensare che per essere un artista si debba stare a NYC o LA vuol dire minimizzare l’importanza di altri contesti. Io, per esempio, amo il Midwest e so che qui la qualità delle produzioni artistiche è molto alta. Sono onorato di poter far conoscere tramite la nostra musica questa realtà.

Non passa neanche un anno dalla prima pubblicazione e In Deference To A Broken Back viene ristampato per il mercato europeo (sempre dalla Amble Down, in collaborazione con Almost Musique). Il momento è decisivo: tour imminente nel vecchio continente e preparazione in corso del sophomore. Jon, Jason e Jesse, ci confessano, non sanno cosa aspettarsi dalla diffusione oltreoceano – ma sono emozionati al pensiero. Ciò che ci piace dei Daredevil è forse questo: entusiasmo palpabile, un sentirsi mai del tutto arrivati, la soddisfazione per la propria condizione – geografica, ma non solo – e una curiosità costantemente intatta. Se questa è la provincia, non possiamo che farci contagiare dal suo mood.

copertina pdf #91