Girando per il sottobosco si incontrano sempre belle sorprese. Dalla Francia, terra di math e noise-rock (da Deity Guns a Chevreuil e Passe Montagne) ma che ultimamente ci ha stupito con proposte fuori target come gli Shit Browne, arrivano gli Heraclite, collettivo intento a immortalare follia ritmica e slancio filosofico.
Svizzeri, fiamminghi, francesi e greci non solo di sangue, ma anche di parole, i sei apolidi del rock – Gautier Degandt (voce), Nene boom boom (sax), Yan-Ulysse (percussioni), Elie Panzer Cardinal (batteria), Murith de Burgoz (basso), Eric Collet (chitarra) – declamano i versi dell'avversario di Platone, Eraclito appunto, su un tessuto ritmico incessante, cerebrale e muscolare. La base di partenza è una sorta di no-funk in cui confluiscono la spregiudicatezza della no-wave e gli slanci tribali e avant, in pratica come dei Black Eyes sotto tranquillante con in più un leader che declama, cantilena, sussurra e grida in greco antico.
Eraclito è come il funambolo estremo Philippe Petit che cammina tra le torri gemelle per il suo compleanno. Un criminale per alcuni, un demiurgo per altri. Afferma Nene, cui fa eco Gautier, voce e “paroliere” della band: Alcuni sostengono che Eraclito fosse il primo punk, altri un pazzo coperto di fango; per me era il settimo membro di una band apolide del 21simo secolo di cui tu conosci l’autore delle liriche.
I transalpini si servono di Eraclito come materiale musicale vivente. Ci dicono che il greco antico è la musica più vicina al rituale, parola quest'ultima che ritorna spesso all’ascolto del loro esordio omonimo che trae origine da un mix di "work songs, blues, industrial, post-punk e afrobeat" che genera, come tengono a sottolineare, il tribal groove. A loro, infatti, importa soltanto di trance e groove, musica che parli al corpo e che si capisca con gambe e chiappe: La nostra musica è una grande, dionisiaca danza coi Neubauten in costume da bagno, James Chance felice, James Brown blue, Leadbelly in vacanza, Fela Kuti col fidanzato Ligeti e Nick Cave coi baffi (come? ce li ha?). E tutto questo per arrivare alle parole, quelle potenti e magiche di Eraclito, il moloch dal quale tutto è partito e al quale tutto ritorna.
Scheda: Heraclite
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