Tra Francia e Inghilterra non è mai corso buon sangue. Così vicini, così lontani – Manica permettendo – ma troppo orgogliosi e pieni di sé per poter andare d’accordo. Per lo meno, fino all’Eurotunnel e all’apparizione sulle scene musicale degli Shit Browne, duo/quintetto parigino d’adozione ma mancuniano fino al midollo che oltre ai fondatori Sebi e Benjamin conta anche su Denis, Hadrien e Tigrou. Tutti rigorosamente Browne di cognome.
I ragazzi, in rigorose tute xl e capigliature ianbrowniane, costruiscono un ponte tra la suburbia parigina (e il suo melting-pot culturale e meticciato) e l’Hacienda di madchesteriana memoria: l’esordio Every Single Penny Will Be Reinvested In The Party. Un caleidoscopio sotto xtc di sonorità baggy ed effluivi brit, pompamenti dancehall e produzione Primal Scream. E la domanda, che sorge spontanea, viene recapitata loro via mail seduta stante: perché?
Cercando di trovare te stesso, affermano i cinque, capita di elaborare un sound che sia debitore dei tuoi ascolti. Noi non ci siamo limitati ad ascoltare solo Aznavour, ma anche le compilation di skinhead reggae, la techno di Detroit, Betty And The Werewolves, la Stravaganza di Vivaldi, Robert Johnson, la musica Chaabi, gli Slayer e via dicendo.
Ci convince fino a un certo punto l'atteggiamento dello spocchioso combo transalpino, ma è quello che Brown insegna e che gli inglesi vogliono come certificato d'identità. Durante il piccolo tour albionico di quest'estate i nostri non sono stati picchiati, anzi NME li ha graziati. In pratica, un mezzo miracolo ed è anche merito dell'ironia, quella che ci piace, farcita di riferimenti politici senza compromessi.
Siamo internazionalisti e anarco-sindacalisti al midollo e non ce ne frega un granché della nostra frenchness. Abbiamo sempre ascoltato musica anglosassone, da buoni colonized kids. Molto più probabilmente, però, la vera ragione è la dipendenza da Marmite di Tigrou.(il tastierista, nda.)
I francesini, strafottenti il giusto e addicted ad un sound maturo per essere non solo riesumato, ma ripensato, ci stanno dentro anche per questioni anagrafiche (Abbiamo tra i 25 e i 33 e alcuni di noi hanno vissuto quella stagione, anche se a dirla tutta la storia non è mai veramente finita. Il 2042 esiste già nel 2010 e il 1904 non è ancora completamente scomparso. Time stretching, bro!) e se la giocano senza timore coi presunti eredi rave’n’rollers e next-big-thing in salsa NME di quella mai dimenticata stagione.
Ma dove finiranno i penny guadagnati con l’esordio? Vogliamo combattere la depressione, sconfiggere la ricerca della ricchezza materiale, creare sorrisi gratis e far scuotere le chiappe alla gente. Siamo per la musica rilassata, perché essere slow è antiproduttivo e l’antiproduttività è fica, perché non ce ne frega nulla dei valori di mercato. Siamo outsiders, siamo come Candido. La conquista e la colonizzazione di Marte sono anch’esse opzioni plausibili, ma in definitiva non vogliamo smettere di ballare sfattamente. Li vogliamo in Italia.
Scheda: Shit Browne
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