Tune in
Pubblicazione 06 Luglio 2010

Digi G'Alessio

Love, beats & Pina Coladas

L'attentato alla scena

Cristiano Crisci (si) racconta Digi G'Alessio. Tra inizi punk, Brasile, No Wave, amore e odio nel sottobosco delle produzioni italiche. La nostra intervista
Live set
Digi G'Alessio
Live set

Cristiano Crisci, fiorentino classe ‘81, musicista, produttore e dj meglio noto come Digi G’Alessio (moniker geniale) è pronto per il salto fuori dalla cortina del culto ristretto. Quantomeno, è pronto per allargarlo questo culto, anche fuori dalla rete. Il buzz è tanto - e giustamente - perché il suo ultimo L’attentato ai mondiali (sedicesimo disco in ordine cronologico che potete scaricare gratis dal suo myspace) è davvero un ottimo lavoro. Non solo, potrebbe anche rivelarsi un riferimento importante per tutto un sottobosco a cavallo tra hip hop strumentale ed elettronica che in Italia non ha ancora trovato la giusta via per emergere ed esprimersi. Vuoi per la mancata coagulazione di uomini e forze in una scena vera e propria, vuoi per il mancato accesso a certi canali di comunicazione/promozione, vuoi per la qualità di molte produzioni (troppo artigianali, poco personali). Vuoi per le classiche stupide rivalità tra "compagni di classe". I segnali di un fermento in ogni caso ci sono, tra individualità sciolte (Ad Bourke, Uxo), consorzi locali (Moodmorning) e reti di produttori (Avanthopperz) che comunicano tra loro e con il mondo esterno soprattutto - inutile dirlo - via web. E’ gente come Cristiano quella che “ci prova”, forte del sudore di anni di gavetta, di passione, di produzioni stakanoviste: homemade, sì, realizzate magari lavorandoci sopra la notte e nei ritagli dal “lavoro serio”. Ma di qualità.

Fin dalla copertina, L’attentato si posiziona nello stesso universo-immaginario crossover di Crookers e M.I.A., ma sfoggia un gusto melodico molto più mediterraneo e un feel decisamente più suonato e jazzy. Soprattutto, questo Digi ci ha ricordato da vicino le migliori cose dei fratelli Jackson (Madlib e Oh No) quando in trip terzo-quartomondista. Abbiamo chiesto lumi a Cristiano e lui ci ha fatto capire di essere arrivato agli stessi risultati e partendo dagli stessi presupposti (la musica folk e popular del mondo latino e africano) senza troppo orecchiare i superfichi produttori d’oltreoceno. Il disco è un ascolto generoso, che riempie le orecchie, e così pure il suo creatore, che ci risponde a notte fonda, fluviale, con una scrittura istintiva e istantanea che tradisce tutte le sue origini rappuse. E’ un generoso Cristiano e spara una valanga di nomi tra amici e addetti ai lavori che manco sappiamo dove stanno di casa (unica eccezione, il già citato Ad Bourke, romano, non a caso opener per Flying Lotus nella sua unica data italiana). Ci proponiamo di approfondire la faccenda. Intanto, ecco Digi G’Alessio.
 

Hai dieci anni di carriera alle spalle ormai, tra musica suonata, djing e produzioni. Puoi spiegare a chi non ti conosce da dove vieni e che progetti hai messo in piedi in questi anni, dal Trio Cane in avanti?

Sono riuscito a salvarmi dalla prima adolescenza punk (chiunque l'ha avuta questa fase verso i 14 anni, non si scappa!) iniziando a scrivere rime per la 3CK, vecchia crew fiorentina fondata intorno al ‘96-‘97 da me, Sca (ancora attivo come mc), Tommy e Duccio (noti come Skoolbwoy Sound, fondatori dell’etichetta Ragnampiza), Dj Ramas e tanti tanti altri che non ti sto qui a elencare sennò viene fuori un papiro. Nel 2002 ho iniziato a suonare il sax contralto e baritono in duo con il contrabbassista Pierangelo Spitilli. Inizialmente suonavamo standard jazz, quelli classici da Real Book, poi, dal 2003, con l’arrivo del batterista Lorenzo Nardi, la situazione è cambiata radicalmente, siamo tornati alle nostre radici punk e quello che è venuto fuori è stato il Trio Cane. Facevamo una specie di trash [sic] jazz punk, una roba di quelle che purtroppo non hanno mai funzionato molto in Italia [ndr; e gli Zu?]. Il nostro primo e unico demo EP era intitolato Era meglio se spendevi i soldi in fumo,

Nel 2004, assieme a Simone Brillarelli e al grafico Jonathan Calugi abbiamo messo in piedi A Smile For Timbuctu, un progetto multimediale che mette assieme musica, grafica, installazioni e performance. Nel 2005 abbiamo prodotto il primo album Brum e questa è stata l'occasione per farci conoscere un po’ fuori dall'Italia: nel 2006 la netlabel londinese AudioAubergine ci ha prodotto il Manuele Atzeni EP, con magliette e sticker in omaggio con le stampe cd. Nel 2007, sempre per loro, abbiamo registrato Our Disco Disastro. La Kazoomzoom, etichetta di New York, colpita dal progetto, ci ha poi commissionato un lavoro per soli bambini ed ecco che nel 2008 è venuto fuori Our Corto Discorso. Non ti elenco tutti i remix, le compilation eccetera per lo stesso motivo del papiro.

Nel 2008 ho avviato il mio progetto solista Digi G'Alessio. Il primo demo, 1994, ricorda le sonorità street su cui rimavo da ragazzino, ma da lì in poi ho avuto modo di creare un mio stile personale, producendo, tutti nel 2009: Shiny Brazils (per Ideology), Love, Beats And Pina Coladas (Phonocake), The Rain Book (per Pitjamajusto; questo è in assoluto il mio preferito), E’ qui la feta (per la mitica Quantumbit) più le solite compile e rmx. Quest'anno, con L'attentato ai mondiali ho esordito su Signora Franca Records. E sono entrato a far parte di Bass Squad (movimento fiorentino di dj dal suono technowonk, jack & fidgethouse, dubstep & dnb) e della crew Overknights (altro movimento fiorentino creato da Johnny Boy, Manuele Atzeni, Biga, Colossius, Millelemmi, Jaja, Zac, Daretta e orientato alla black music classica).

Rispetto ad alcune produzioni “sfuse” disponibili sul tuo myspace (ti avevamo scoperto così, tempo fa), roba dal taglio decisamente electro-deephouse, il tuo ultimissimo L'attentato ai mondiali sembra avere sposato il mood hip hop terzo-quartomondista di gente come Madlib e Oh No (ma tu curi molto più di loro l'aspetto melodico). Ci spieghi l'evoluzione di Digi G'Alessio come producer? Le tue influenze più forti?

Mi ispiro molto alla musica sudamericana, dalla samba alla cumbia. L'Orquestra Afro-Brasileira per me rappresenta molte cose, è un’infinita fonte di stimoli: il mio più grande amore è e rimarrà sempre Abigail Moura. 

I titoli dei brani fanno pensare alla colonna sonora di un film, i pezzi sono densamente atmosferici. E' una lettura corretta?

Esatto, l’idea è proprio quella. Ovviamente però è tutta una farsa e il film non esiste.

Nel disco sono presenti anche richiami alla cheaptronica 8bit della consolle generation (vedi Wave Ya Mitras In Da Air). Quanto sono importanti gli anni Ottanta? Conosci le produzioni di Ikonika e di Missil, che rileggono in maniera non-revivalistica certe tendenze di quel periodo?

Con A Smile For Timbuctu ho suonato spesso in ambiti 8bit (molte volte assieme a Postal Market,  PC=NA, LoreB, Eat Rabbit), ma non ho mai usato vere consolle 8bit, ho sempre riprodotto i suoni tramite sintetizzatori analogici o digitali. Purtroppo, a me, degli anni ‘80 piace praticamente soltanto la No Wave: James Chance And The Contorsions, Dna, Mars, Pigbag, Pop Group. Genere che è tornato molto di moda quattro-cinque anni fa con !!!, Chicks On Speed eccetera.

DG is Cristiano Crisci
Digi G'Alessio
DG is Cristiano Crisci

Il tuo immaginario - fin dal nome - punta al Mediterraneo e al Sud Italia, con tutto il suo sincretismo. Personaggi come Almamegretta, Sud Sound System o il dub di Madaski ti dicono qualcosa?

Massimo massimo rispetto per tutti questi nomi che hai fatto.

Il patchwork che hai composto è in qualche modo figlio e segno del wonky (etichetta comunque scivolosa), intenso tanto come scollamento della base ritmica quanto come approccio scanzonato e con fonti sonore che pescano dai videogame e dall'esotismo da cartolina. Ti interessano gli smanettoni d’oltremanica tipo Toddla T? Per altri versi, alcune tracce (l’oscurità di L’ultimo giorno allo stadio o The Istanbul Clan) fanno pensare invece agli scenari urbani desolati del dubstep... Dopo Uxo/Marco Acquaviva, e coi dovuti distinguo, con le tue ultime produzioni si profila un possibile mesh all'italiana. Ci sono e chi sono gli artisti nostrani che senti vicino? Esiste una scena italiana?

Stimo Millelemmi, Colossius, Costa, Ad Bourke, Johnny Boy, Manuele Atzeni... Guarda, a me piace immergermi completamente in una cultura, mi piace sentirmi completamente coinvolto, darle il massimo, farla evolvere, farla espandere. Condividerla il più possibile. La mia idea di scena ha a che fare con l’amore: suonare musica con altre persone che amano quella stessa musica, che la fanno e che la ascoltano, che come te e con te vogliono condividerla. Ma purtroppo quasi nessuno la pensa così. Da noi scena uguale odiarsi a vicenda. Per questo, almeno fino ad ora, sono sempre stato lontano dalla cosiddetta "scena".

Produci su computer o usi anche sampler analogici e drum machine?

Con Digi G'Alessio uso: Roland SP404, Akai S2000, rack Novation KS e plug-in VST con il computer. Con A Smile For Timbuctu: Roland SH101, Roland TR707, Juno 106, Boss DR660, Korg SX, Korg ER1, Korg EA1, Casio VL Tone. Niente computer.

Prossimi progetti in cantiere?

E' in arrivo il secondo volume di Beats a confronto, per Ragnampiza. Ma soprattutto, tenete le orecchie puntate su Overknights. E spread love. Sempre.

copertina pdf #88