Con Labyrintha, Nondor Nevai e il compagno Mick Barr spingevano la materia brutalprog di gentaccia come Pink & Brown e Lightning Bolt verso l'ignoto spazio profondo. Allora ci colpì quella miscela esplosiva di selvaggio free rock e di ipertecnicismo avant-metal dai risultati detonanti. Quella stessa carica che nei Lightning Bolt dell'ultimo album ha lasciato definitivamente il posto a una dimensione giocosa, presente sin dagli esordi nella band di Providence. Abbiamo quindi contattato Nondor, che questa collaborazione l'ha fortemente voluta ci siamo trovati di fronte il classico personaggio con la vita musicale divisa in due: un pre e un dopo una folgorazione che gli ha fatto trovare nel metal la massima espressione di una sua particolarissima idea della musica e del mondo.
La prima parte della sua storia è ambientata alla Rhode Island School of Design dove, fino al 1992, il ragazzo soggiorna e studiacchia mancando di poco l'inizio dell'esperienza Fort Thunder (1995) e la nascita della Load Records (primi '00), il terreno da cui si svilupperanno realtà tra le più influenti dell'underground USA degli ultimi anni, sia in ambito musicale (Lightning Bolt, Black Dice, Prurient hanno tutti li almeno i loro esordi) che artistico (Forcefield, Paper Rad... e l'estetica giocosa e lisergica che a Providence ha il quartier generale). Quando ero studente a Providence spiega, non c'era affatto audience per l'avantgarde metal. Solo hardcore band come Drop Dead e The Wurst. E stranamente allora facevo una musica simile a quella che è stata celebrata in seguito con i Lightning Bolt...
Il batterista se ne va dalla scuola di Design e dopo una breve parentesi nella città natale, NY, prende casa a Chicago nel pieno del no-wave revival, epoca d'oro per etichette quali la Skin Graft e la Bulb Records. Incontra Weasel Walter in una delle prime incarnazioni dei Flying Luttenbachers e i due diventano amici non solo per via di un comune spirito provocatorio, ma soprattutto per un'insana passione per il metal. Presto iniziano a suonare insieme e, tra i vari progetti minori che li vedono collaborare (vale la pena ricordare la brutal no-wave di Hatewave), registrano a nome The Many Moods Of Marlon Magas con un insospettabile Aaron Dilloway alla batteria, ancora lontano delle apocalissi targate Wolf Eyes. Nel corso di quegli anni, Nondor focalizza la missione sonica: un misto di heavy metal, classica contemporanea brutale (Xenakis, Ligeti), letteratura ed arte figurativa (William Gibson, P.K. Dick e Giger) mettendo finalmente le fondamenta alla classica gnosi sotto droghe lisergiche. Da ragazzo ascoltavo solamente industrial e elettronica e noi punk e industrial assholes sfottevamo l'heavy metal taggandolo come stupido e banale. Poi dopo un esperienza con l'LSD realizzai che il death-metal era la vera techno: la Techno Bionica. Ho percepito allora che un organismo biologico che fa arte come se fosse macchina era superiore a un organismo biologico che usa una macchina per mimare la biologia... Ogni cosa che ci circonda è un sistema di macchine, ed essere come una macchina significa imbrigliare le leggi della natura. La più erronea concezione dell'umanità è che la tecnologia sia antropogenica. Niente è antropogenico e niente è creato. Così puoi scegliere di usare una macchina per produrre arte o essere quella macchina che produce arte. La rivelazione è di quelle à la Julian Cope e simile è quel che ne consegue: da un certo punto in poi – dal suo album Wooden Music Machine (aliene sonate registrate con un piano automatizzato) poi il prgetto UNDRSKOR (batteria ed archi) fino al duo con Mick Barr - il batterista è alla ricerca in musica di quel certo "bionic feeling".
Nel 2004 a Washington DC Weasel condivise una data con gli Orthrelm e mi disse di questo brutalprog duo e la loro “musica perfetta”. Quando ho ascoltato qualcosa è stato come se quello che era nella mia testa fosse stato immediatamente trasmesso, ho capito subito che Mick era il mio chitarrista. Weasel mi diede il suo numero e io lo chiamai parlandogli eccitato di questa nuova forma di extreme metal non-ripetitivo che stava scalciando nella mia testa e invitandolo nel West, ad Oakland dove mi ero appena trasferito. Barr raggiunge Nondor in California ma il nostro è ancora troppo invasato per combinare qualcosa di buono e così il chitarrista ne approfitta per stringere altri mani e strumenti aprendo una parentesi con i più preparati Flying Luttenbachers e Zack Hill. Ero ancora nel massimo dell'heavy metal lifestyle, ci scrive. Non dormivo per giorni, giravo porno amatoriali e suonavo la batteria a tutte le ore. Suonò con loro musica per cui io lo avevo importato, ma senza di me!, ci maiuscola divertito. E' questione di tempo. Quando i due finalmente prendono le misure nascono Rhapsodik Bitonality, cinque pezzi in bassissima fedeltà pubblicati in mp3 per la netlabel Brutalprog, un Cd-R per ugEXPLODE, Rainbow Supremacy, e infine Labyrintha, decisamente il migliore sia per qualità di registrazione che per contenuti.
C'è un ineffabile spazio comune tra di noi, che è sia molto avanzato che adolescentemente regresso allo stesso tempo. Ogni cosa che suoniamo è improvvisata e non discutiamo mai i particolari musicali durante le sessioni, ma io penso che “improvvisazione” non sia il termine appropriato per quello che facciamo. È come se le nostre fossero delle composizioni automatiche, come una musica che esiste da sempre di cui noi siamo semplicemente dei mezzi attraverso cui essa può manifestarsi... Questa è musica devozionale, noi subordinamo i nostri ego alle forze della natura
Scheda: Nondor Nevai