Turn on
Pubblicazione 21 Giugno 2010

Sleigh Bells

Power indie hop

L'ennesimo duo lui/lei, definitivo hype annunciato. Come dei White Stripes da un'altra dimensione, il portato hardcore di Derek e il teen pop di Alexis
Sleigh Bells
2010

Il successo era più che annunciato dallo scorso autunno, l'hype caldissimo ancor prima che sul mercato fosse uscito alcunché. E proprio come ai tempi del punk, gli Sleigh Bells, sissignori ancora un duo XY, con l’ex Poison the Well Derek Millere l’ex Rubyblue Alexis Krauss, rispettivamente hardcorer l’uno e teenpopper l’altra pareva d’esser tornati ai tempi delle Slits o meglio ancora dei Flowers Of Romance.

L’effetto mediatico della bella e la bestia aveva scatenato le voglie del popolo indie americano, e il solito Pitchfork ne aveva colto il potenziale per poi raccoglierne i frutti anche (e soprattutto) in forza del terreno comune tra i due che si rivelava essere, ancora una volta, l’espediente hip hop.

Come molto dell’indie bianco doppio zero americano (e oltre), gli Sleigh Bells condensano, grazie a drum machine e sequencer, l'intera sezione ritmica: la boomastica la amano alla follia ma pure i tribali secchi e il pestato macho in odor di Queen o persino certo trionfalismo rock da live show sono nel menù. La logica è quella in your face del sound system con tanto d'euforia e inneggiamento nello stile del Bomb Squad legato ai Public Enemy. La coppia di amici però si gioca tutto sui contrasti tra maschile e femminile: lui a propinare chitarre filtrate che paiono synth (Major Lazer, Crookers, Bloody Beetroots e compagnia bella), e meglio ancora, riffettoni pesantissimi tra hardcore e raw metal; lei a cantarci sopra mood angelici dream/teen conditi da un retrogusto grime. Il canto, infatti, ci porta diritti a M.I.A., impazzita per loro tanto che nel suo nuovo album la ditta Sleigh pare di sentirla ovunque (ascoltate soltanto Meds And Feds).

Treats, il debutto di Alexis e Derek è uscito negli USA a inizio mese per un’etichettina, la NEET, in combutta con la Mom & Pop che già abbiamo incontrato con i Tokyo Police Club, mentre in Europa, l’album se l’è accaparrato la rapace Columbia. La Neet guardacaso è la neonata etichetta di Maya stessa e dalle casse ghetto blaster dell'indie hop del loro primo successo, Crown On The Ground, c'è qualcosa della sua Paper Planes. Di ben altra fattura le chitarracce à la Bologna Violenta di Straight A’s; e non mancano gli indoramenti della pillola Lali Puna (Run The Heart, Rachel). Un album corto, canzoni brevi, idee semplici e sempre over the top. C’è da scommetterci, i White Stripes in un'altra dimensione suonano così.

Scheda: Sleigh Bells

copertina pdf #88