Tune in
Pubblicazione 15 Giugno 2010

Ufomammut

Vibrazioni dal parto primordiale

Appena uscito Eve, un concept album sulla progenitrice dell'umanità, abbiamo colto l'occasione per parlare con gli Ufomammut delle cose che ci stanno più a cuore. Donne e musica.
Ufomammut
2009

Gli Ufomammut sono sicuramente una tra le band più pesanti del panorama italiano e, per una volta tanto, anche fiore all'occhiello dell'esportazione nostrana avendo suonato nei maggiori heavy festival internazionali come il Roadburn in Olanda o l'Hellfest francese ed avendo raccolto consensi a più riprese dai tipi di Aquarius (che sono tra i più  importanti mailorder americani).

Dieci e più anni di impegno a testa bassa, a levigare un sound ormai divenuto impeccabile. Tanto efficace in enormi palchi di concerto, come nella solitudine di una piccola stanza. La carica dirompente dei loro live, quella densa fisicità - fatta di frequenze risuonate lungo la schiena, è stato decisivo per farli amare anche al di fuori dagli angusti confini del nostro paese, riuscendo a sfondare quel muro di scetticismo che troppo spesso penalizza le band italiane all'estero. Mentre le suggestioni mentali di un suono riccamente psichedelico, fa di loro un nutriente cibo anche per gli spiriti psych-doom più solitari.

Lo scorso aprile è uscito Eve, l'ultimo album della band di Tortona. Un ulteriore conferma delle qualità dalla band, se ce ne fosse ancora bisogno, e soprattutto un affascinante nuovo viaggio nel mondo della creatura Ufommammut. Prodotto dall'etichetta di casa Supernatural Cat con la solita cura grafica firmata Malleus ed una prestigiosa distribuzione Relapse, Eve è un ambizioso concept album sulla progenitrice dell'umanità. Ne abbiamo colto l'occasione per una breve chiacchierata via e-mail. Su argomenti che difficilmente si possono pensare più comuni: donne e musica.

L'ultimo album Eve. Se non sbaglio nasce dalla rielaborazione di alcune registrazioni di Urlo e Poia con una vostra precedente band. Una genesi strana per un disco. Parlateci di come è nata l'idea e di chi erano questi Judy Corda.

POIA: I Judy Corda sono stati la nostra prima band, Urlo ed io suoniamo insieme dal 1991: ci sono due brani in un paio di compilation italiane degli anni 90, più tre demotapes a testimoniarlo. Credo che, al di là di alcune ingenuità, i Judy Corda fossero più innovativi degli Ufomammut. arpeggio di chitarra iniziale e accordi finali di Eve sono frammenti ritrovati da nostri vecchi nastri (non buttiamo via nulla): da questi, come fossero semi congelati, si è ramificato l'intero brano.

URLO: Facevamo cose diverse, più progressive forse e più ingenue... Si era giovani...

VITA: Seguivo spesso i Judy Corda durante i loro concerti perché mi piacevano molto, erano innovativi per l'epoca tant'è vero che abbiamo parecchie volte pescato dal loro repertorio, per esempio in Odio. Per mia fortuna il batterista lasciando la band ha involontariamente dato vita a Ufomammut...

Un brano unico incentrato sulla figura della prima donna, Eva. Come si è sviluppata l'idea di questo concept, visto anche che il materiale su cui avete iniziato a lavorare non nasce originariamente con l'album? E che relazione c'è con i grandi concept album del passato? Penso ai Pink Floyd su tutti.

POIA: I Pink Floyd fanno parte del nostro pane quotidiano e la loro musica si rinnova da sé, ad ogni ascolto: sembra provenire da un'epoca indefinita. Gli echi di Echoes si riverberano da sempre nella nostra musica.

VITA: L'idea del lungo pezzo era nell'aria già da un po' ispirati da Meddle dei Floyd o anche, personalmente, da Thick As A Brick dei Jethro Tull. Un unico brano ma con più movimenti, cambi di tempo ed atmosfere psichedeliche che si intrecciano creando un unico flusso musicale. Eve credo che sia un concentrato di tutto ciò che ci piace.

URLO: ...e che avremmo sempre voluto fare. Come dice Vita l'idea iniziale era quella di dar vita ad un album impostato come Meddle dei Pink Floyd, quindi una traccia lunga e varie più brevi. L'errore è stato cominciare dal brano più lungo che è andato ad espandersi come l'universo...

Sludge, Heavy Psychedelia sono generi principalmente maschili, e in concerti di questo tipo raramente capita di vedere ragazze. Che rapporto ha la vostra musica e il vostro modo di fare musica con l'universo femminile, al di là delle figure mitologiche?

POIA: Credo che sia più una questione di cultura musicale. Sicuramente in Italia il genere è decisamente seguito più dal pubblico maschile. Abbiamo invece notato (con una certa soddisfazione... eheh) come all'estero in realtà questo sbilanciamento sia più contenuto. E il rapporto con l'universo femminile è sempre stato molto profondo. Al di là del fatto che fare musica unisce le componenti del cervello maschile (gli aspetti numerici-razionali) con quelle femminili (istinto ed emozioni), credo che tra le motivazioni iniziali che spingono a suonare uno strumento, ci sia quella, neanche troppo inconscia, di attirare a sé le femmine.

URLO: La donna è bellezza, noi cerchiamo, sia con Ufomammut che con Malleus (di cui Poia ed io siamo 2/3), di celebrare la figura femminile. Comunque suonare davanti a belle ragazze è sempre meglio che alzar gli occhi e vedere energumeni barbuti che trincano birra... eheh)

VITA: Devo dire che negli ultimi anni ho notato che le ragazze sono più presenti sia ai nostri concerti che ad altri di diversi generi musicali. Non so per quale ragione effettivamente ma credo sia un dato di fatto. La donna piace ma Ufomammut non crea musica per conquistarle.

URLO: Anche perché siamo talmente brutti che sarebbe dura... ahaha!

Nella musica degli Ufomammut c'è un legame molto forte verso una certa tradizione musicale. Come se dal verbo originario dei Black Sabbath, magari attraverso la rielaborazione di Sleep e Kyuss non ci sia più bisogno di introdurre nuovi linguaggi, ma soltanto di declinare quell'intuizione. Qual è la vostra idea?

VITA: Chiunque suoni in una band, famosa o no, si ispira o lo ha fatto in passato a qualcuno che prima di lui ha creato musica, è il cane che si morde la coda, è una catena... L'importante è cercare di essere sempre se stessi senza avere il bisogno di assomigliare a qualcun altro...

POIA: Si tratta di seguire una traccia e vedere dove questa può portare. Se prendiamo la storia della musica moderna, non è poi così semplice trovare dischi che improvvisamente si liberano di quello che è stato prima. Stiamo ancora suonando Blues, dopotutto. E non vogliamo essere "strani" a tutti i costi (certe band mi danno questa sensazione, di scarsa spontaneità). È solo musica, suonata dal nostro punto di vista. Rielaborata in base a quelli che sono stati i nostri ascolti. A volumi molto alti.

URLO: Tutto è già stato fatto, è dura inventare nuove sonorità... pensa a Tomorrow Never Knows dei Beatles...

Anche nella vostra ricerca per strumentazioni vintage, vecchi effetti analogici, noto come una ricerca per quella formula perfetta. Da scovare attraverso una cura meticolosa di dettagli, piuttosto che mediante radicali stravolgimenti. Mi sbaglio?

POIA: Non siamo dei puristi del vintage e non viviamo nella nostalgia. Semplicemente, alcuni vecchi amplificatori valvolari suonano meglio di altri nuovi, alcuni distorsori sono più caldi e potenti. Ma ci sono anche prodotti più recenti che funzionano molto bene. C'è molta tecnologia moderna in Ufomammut (il miscuglio passato/futuro è una nostra caratteristica, credo). Cerchiamo il risultato, e i mezzi per ottenerlo sono svariati.

Ufomammut
2009

URLO: Personalmente non ho nulla nella mia strumentazione che potrei definire vintage. Forse un paio di pedalini, ma sono lì solo perchè mi fanno ottenere i risultati che cerco. Come dice Poia, ogni cosa va bene per ottenere il suono che si cerca. L'importante è dosare il tutto per avere un risultato finale soddisfacente.

VITA: Quando sperimenti cerchi sempre qualcosa di diverso ma il processo avviene per gradi, scopri un nuovo suono che ti può aprire più di una porta per arrivare il più vicino possibile alla formula perfetta, che sinceramente parlando credo non esista...

Un'ultima domanda. Cosa state ascoltando di più in questo periodo?

POIA: Cream e Circle. Sono alla lettera C.

URLO: Anche io sono alla C! Sto ascoltando molto i Creedence e Cohen. Ma anche Assjack che non comincia per C...

Vita: sarò banale ma ascolto spesso i Pink Floyd, i Beatles, i Black Sabbath e le vecchie band che mi fan sempre provare grandi emozioni...

Scheda: Ufomammut

copertina pdf #88