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Pubblicazione 01 Giugno 2010

Avi Buffalo

Piccoli folk singer crescono

Avere vent'anni e un talento eclettico e raffinato: facciamo la conoscenza con la nuova, splendida realtà indie folk californiana e il suo giovanissimo leader.
Avi Buffalo
2010

Faccia pulita e un'età in cui, solitamente, i suoi coetanei si limitano a suonare a qualche raduno scolastico: la band di Avigdor Zahner-Isenberg (Avi per gli amici) è la nuova promessa targata Sub Pop, e a giudicare dalla maturità del suo songwriting, sembra che tale fiducia sia stata ben riposta.
La sua storia inizia prestissimo, nel garage di casa: "Ho iniziato a suonare la chitarra quando ero in seconda media. In quel periodo mi esercitavo con classici blues e rock. Poi mi ho conosciuto i Wilco e ho iniziato ad appassionarmi a jazz e musica sperimentale".


L'ispirazione folk, gentile e rarefatta, è frutto di una serie di esperienze musicali sorprendentemente eterogenee per un diciannovenne: "Ho suonato blues con vecchi amici, studiato jazz e suonato in una jazz band a scuola, in un gruppo gospel a Los Angeles e salutariamente con un gruppo R&B".
Il resto dei Buffalo sono amici avvicinati a scuola nel corso degli anni: "con Sheridan (Riley, il bassista) abbiamo iniziato a suonare insieme alle medie, con Rebecca e Arin (Coleman e Fazio, rispettivamente voce/tastiere e basso) al terzo e quarto anno di liceo".
Poi è arrivata la Sub Pop. "E' stato Aaron Embry, che ha registrato il nostro disco, a metterci in contatto. Aveva parlato di noi al manager dell'etichetta, ma hanno aspettato che avessimo registrazioni più professionali prima di contattarci".

Non poteva essere altrimenti. L'etichetta americana ha un peso specifico rilevante nell'immaginario musicale della band. "Non ci sembra vero di essere parte della famiglia. Avevo tredici anni quando ho iniziato ad ascoltare Nirvana e Shins".
A proposito di Shins: sarà la fragile vocalità di Avi, saranno le tiepide melodie temprate al sole dei Beach Boys, ma i paragoni con la band di James Mercer si sono sprecati. "Ho iniziato ad ascoltarli in un'età in cui musicalmente assorbi tutto come una spugna: ovvio che facciano parte del mio background".

L'intellighentia indie ha imparato a conoscerli e ad apprezzarli al SXSW, prima fortunata tappa di una tournée che li vedrà protagonisti in numerosi festival. "Adoro i festival è un modo splendido per vedere e conoscere nuove band. Il massimo sarà partecipare all'ATP, a settembre".
E per il futuro? E' qui che traspare l'entusiasmo del diciannovenne: "Ci sono tanti artisti con cui mi piacerebbe collaborare, anche al di fuori della band. Non vorrei dire troppo, ma uno dei prossimi progetti sarà con il mio amico Luis Gutee. E poi, naturalmente, spero tanti altri".

Scheda: Avi Buffalo

copertina pdf #91