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Pubblicazione 02 Giugno 2010

Ariel Pink

Tempo di raccolta

Quello della bassa fedeltà non è mai stato un dogma. Con il nuovo album Ariel Pink cambia etichetta, si rimette in discussione ed è pronto a mettere a frutto anni di gavetta DIY.
Ariel Pink
2009

E' passato un anno da quando Mr. Pink lamentava di non aver mai ricevuto vere offerte da etichette. Oggi, l'"old fashion support" che cercava è arrivato dalla 4AD. "E' vero, ma non parlavo di pacche sulle spalle e parole d'incoraggiamento - afferma causticamente - No, grazie! Put your money where the mouth is!".

Raggiunto via mail, l'artista ci racconta com'è cambiata la sua vita nel suddetto arco di tempo, a partire dai primi contatti con la con la nuova label. "Ho conosciuto Simon Hallyday quando era alla Warp. Ci siamo persi di vista per un po', poi ho scoperto che dirigeva l'ufficio della 4AD. Così gli abbiamo inviato del materiale spiegando la direzione che volevamo prendere".

Cosa non andava con la Paw Tracks? "L'esperienza con la Paw Tracks è stata importante, ma ci sono solo alcune cose che una label del genere può fare. Nei miei riguardi non hanno mai avuto l'esclusiva. Potevo pubblicare materiale anche per altre indipendenti. Con 4AD invece il rapporto è usclusivo e mi auguro che facciano il possibile per trarre profitto dal loro investimento".

Questo significa che non pubblicherai più CD-R? "No, a meno che non sia costretto a farlo".

Diversa l'etichetta e diverso l'approccio in sede di registrazione. "E' stato tutto prodotto in digitale, con pro tools, mixato e registrato a più riprese. L'abbiamo realizzato come una vera band, lavorando e riarrangiando nuovi brani e altri che non avevo mai pubblicato".

Si dice che sia stato registrato negli home studios di Tito Jackson, fratello di Michael. "Ci abbiamo passato tre giorni, principalmente per sistemare le parti di batteria. Per il resto è stato realizzato alla House Of Blues. E' stato Sunny Levine (produttore nonché nipote di Quincy Jones, ndr) a prenotarla e a chiamare Rikk Pekkonen come ingegnere del suono".

Adesso partirà il tour che lo porterà in giro per il mondo, sebbene lui stesso in più occasioni abbia ammesso di non prediligere la dimensione live. "Dal 2004 sono stato in tour circa 3-4 volte all'anno per mesi, provando e riprovando le canzoni per adattarle ai vari cambi di line up. In tutto questo periodo, ufficialmente, non sono mai stati rilasciati album e non c'è stato supporto dall'etichetta. Il mio agente è stato la mia ancora di salvezza, nel senso che per tutto il tempo mi ha pagato l'affitto e mi ha tenuto lontano dalla strada. Suonare dal vivo, andare in tour, avere una band: un tempo tutto questo mi era estraneo, ma oggi è quello che so fare meglio". 

Scheda: Ariel Pink

RECENSIONI
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