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Pubblicazione 04 Maggio 2010

Drunkdriver

Apocalypse Now in NYC

Poco prima dell'usicta del secondo album, si scioglie uno dei gruppi più irruenti dell'hardcore a stelle&strisce.
Drunkdriver
2008

A New York non ci sono soltanto opache sonorità wave, eppure da tempo sulle strade della grande mela non aleggiava una funesta aria di violenza sonora come quella che sta montando recentemente. Oltre a Blank Dogs, Vivian Girls e tutto il codazzo di band indie/wave, per i vicoli della città che non dorme mai scorrono fiumi di collera targati Twin Stumps, White Suns e appunto Drunkdriver. Gruppi che hanno in comune, oltre ad un approccio noise e no wave al punk-hardcore più viscerale, anche storie personali spesso altrettanto violente: come quella di Michael Yaniro dei Twin Stumps, selvaggiamente aggredito nel Queens per pochi spiccioli, o quella, di natura opposta, del batterista dei Drunkdriver, recentemente citato in giudizio per stupro. Un’accusa infamante che ha portato la band allo scioglimento prematuro, proprio a ridosso dell’uscita del secondo disco.

Nati sul finire del 2007 nel cuore della city, i Drunkdriver si fanno subito notare grazie all’album Born Pregnant in cui mettono a fuoco la ricetta di veemenza che li caratterizza: registrazioni a bassa fedeltà, le urla scomposte di Mike Berdan, chitarre ultra-sature che veicolano riff blues menomati dal muro di feedback, una sezione ritmica brutale ed elementare che passa dal down-tempo alle corse efferate dell’hardcore senza soluzione di continuità. Otto brani in venti minuti, prima che arrivi la scure finale di Cure For The Common Cold che estende la cifra a dieci caustici minuti di tortura sonora. Un paio di singoli assassini (tra cui l’eccellente Firesale) ed è tempo per una collaborazione al vetriolo con un altro protagonista indiscusso del rumore più efferato: Mattin, chitarrista del famigerato combo noise basco Billy Bao, altro vorace propulsore di mondezza sonica.

List of Profound Insecurities è il risultato di quell’incontro furibondo, nonché una malevola creatura bifronte che elargisce massicce dosi di ansia ed angoscia senza ritegno. È quindi comprensibile perché una label come Load, da anni paladina del sound del trambusto urbano, li abbia avvicinati per pubblicare il loro secondo full-lenght, salvo poi ritirarsi di fronte ai vergognosi capi imputati al batterista.

Ad oggi pare che sarà Parts Unknown a farsi carico della release che già circola per la rete, ma nulla è dato per certo, se non il mesto velo che ammanta il nome del gruppo il quale, per liberarsene, non ha potuto fare altro che seppellire le proprie spoglie, sicuro però che la guerra del rumore sia ancora tutta da combattere.

Scheda: Drunkdriver

copertina pdf #91