Prima del concerto la serata prevede un incontro tra Fausto Rossi e il pubblico: è l' occasione per fare luce sui passaggi recenti della sua carriera, in particolare sulla svolta, dopo un silenzio discografico più che decennale, verso una scarna veste folk blues con testi in inglese. L'artista un tempo noto come Faust'o spiega che un disco così diverso dai suoi pur mutevoli standard è stato un modo per liberarsi dell'ombra di Exit, che di quella seconda fase (nella quale l'invettiva dolente aveva scacciato dal menù l'ironia che era stata di Suicidio e immediati successori), era stato punta estrema.
Quello è uno dei pochi dischi miei che ancora riesco ad ascoltare volentieri, aggiunge e, infatti, il passaggio dall'intervista all'incontro avviene mediante la lettura dell'invettiva Blues, climax emotivo di Exit dalle parole crude e provocatorie (come quelle dell'altro brano letto, l'autodifesa di Manson) la cui violenza viene esaltata dal tono pacato e quasi dimesso del recitato.
La scelta di mettere in evidenza quel testo è il segno di una continuità nella differenza, che si vede anche nel modo pacifico in cui le canzoni dell'ultimo Becoming Visible convivono con un paio di inediti e il resto di una scaletta che pesca esclusivamente dai suoi anni '90 e in quello in cui queste ultime, nate ancora con una vaga impronta new wave e vicine a certi cupi episodi dei Violent Femmes, si lasciano riportare al mood sommesso della serata.
Per quella parte di pubblico che non aveva seguito gli sviluppi musicali del cantante successivi agli anni d'oro è stato un modo per scoprire che il Faust'o dall'ironia nevrotica è scomparso da tempo, ma che la strada dei compromessi zero non ha mai subito deviazioni.
Scheda: Fausto Rossi