I Cosiddetti Contemporanei
Pubblicazione 01 Maggio 2010

Gimme Some Inches #5

Maggio è il ritorno dei grossi calibri. Edizioni grandi e piccole per Mi Ami, Fuck Buttons, Blank Dogs, These Are Powers, Aa, Japandroids e molti altri.
tape split con High Marks
Death Domain
2010
tape split con High Marks

Dopo il mese dello split, a Gimme Some Inches arrivano i grossi calibri. Alcuni con vinili apripista per i nuovi lavori, altri così, tanto per dimostrare l’amore per i pezzi piccoli, duttili e maneggevoli. E allora via con i giri di vinile.

A 33 ⅓ girano i primi 12”, in primis i newyorchesi Aa, da noi e non solo, con Glossy, gioco di parole tra la Glow Wreath del lato A e la Mossy del lato B, che ci confidano essere solo il primo di una serie di 12” di prossima pubblicazione. Un paio di spiazzanti minuti di synth volatili e lievi e poi via, si riparte di sarabanda tribaloide quartomondista con un lieve ma significativo scarto rispetto ai dischi precedenti: l’ambientazione è molto meno aggressiva e muscolare e il focus è la melodia vocale, coralmente straniante sul lato A e hypno-stranita su quello opposto. Bel modo di far fruttare quelle che da lontano sembrano pause di riflessione.

Altro giro e altri campioncini del sottobosco a stelle&strisce. Non paghi di aver appena rilasciato l’ottimo comeback Steal Your Face, i Mi Ami pubblicano Towers Fall via Hoss Recs e sorpresa: abbandonano i lidi post-punk-funk e vanno di techno. Una techno alla Mi Ami in cui a farla da padrone è una dilatazione degli spazi sonori virata sull’ossessivo con un taglio black-acid non da poco. Le percussioni distorte del Cassette Mix del lato B creano cortocircuiti probabilissimi e fascinosi tra periferie di Lagos e acida meccanicità chicagoana. Promossi.

Per due ottime conferme, una mezza delusione. Sempre USA per il 12” che vede protagonisti i These Are Powers: Candyman, su RVNG Int’l e introdotto da un video disponibile online, non convince affatto. La “svolta” electro di All Aboard Future e il virare verso il digitale sono ok, eppure nelle tre tracce originali (più due remix che amplificano i bpm) l’impasto di rumori industriali e voce simil-M.I.A. di Anna Barie decolla solo a tratti (la title track, e non sempre). Leggete altrove di un 12” targato Blank Dogs, ma dato che di ritorni si tratta non poteva mancare mr. Sniper su GSI. Per l’etichetta di casa Captured Tracks, esce una cassettina limited con due pezzi, Leaves e Carry It Well che non aggiungono quasi nulla al noto (lo-fi pop songs dai toni goth), se non fomentare ancor di più l’hype sotterraneo, cosa in cui BD è maestro da sempre.

Nell’attesa del primo vagito da This Is Happening di LCD Soundsystem, accontentiamoci di altri due pezzi grossi. In primis, anche soltanto per i nomi dei remixers che si porta dietro, Olympians, 12” dei Fuck Buttons che oltre alla versione presente su Tarot Sport aggiunge due rivisitazioni targate nientemeno che J. Spaceman aka Jason Pierce (Spacemen 3/Spiritualized) e Alan Vega (Suicide). Cinque diverse edizioni per ognuno dei colori dei cerchi olimpici e due chicchette che impreziosiscono l’originale Olympians (stranamente bucolico e pastorale il mix dell’ex Spacemen 3, ovviamente ipnotico e paranoico quello di Vega). Poi Art Czars, formato piccolo che introduce No Singles dei Japandroids, duo dalle belle prospettive in ambito rock NoAgeiano. Il self-titled sul lato A, vergato sull’equazione melodia+potenza=anthem del duo californiano, riporta alla mente i sottovalutati eroi del chitarra/batteria Death From Above 1979; la Racer-X del lato B, inaspettata cover dei Big Black, gioca tutto di stop&go chirurgici e distorsioni di chitarra per immolarsi al dio del rumore, mr. Steve Albini.

Nuovo mini di sei pezzi anche per i Fresh & Onlys con cui il blasonato combo di Frisco vira dalle ballate folk di Grey-Eyed Girls verso il cuore pop degli ultimi tre lustri. Le citazioni Echo & the Bunnymen in You're Known To Wander e Another Sunny Day in Dreaming Is Easy dicono di uno sguardo al pop-punk più emotivo degli '80 e primi '90, mentre la lezione sotterranea del Paisley tinge le trame della title-track August In My Mind di tenue psichedelia. Come suggerisce il titolo, una manciata di brani per festeggiare l'arrivo della bella stagione. Ritornano in pista anche gli Psychedelic Horseshit, artefici della famigerata etichetta shit-gaze che terrorizzò le board di mezzo mondo un paio di anni fa, con una tape fresca di stampa in cui muovono dal bagno di sangue di feedback che fu Magic Flowers Droned in favore di una manciata di pezzi vagamente più intimi. Sempre registrazioni a fedeltà sotto zero per i drogati di Columbus, ma brani meno esplicitamente violenti; come l’elettronica ultra cheap dal sapore tropicale di Modern Daze, il dub scarno di Hard As It Gets e il folk zoppo di Bleak Vacations. Insomma, come cercare di andare avanti con i tre strumenti (scassati) che si hanno in mano.

Gettando uno sguardo al Vecchio Continente troviamo ancora un volta attiva l’olandese Enfant Terrible; già da un paio di mesi la label, guida del panorama electro-wave europeo, ha rilasciato il singolo di debutto di un progetto autoctono a nome di Distel. Le tracce che occupano i due lati del 7 pollici parlano un freddo idioma caro a etichette come Galakthorrö e Basic Channel; i tecnici lo chiamano angstpop, ma potremmo semplicemente definirla elettronica minimale e oscura, sorretta da beat ultra scarni e sussurranti voci effettate. Una paio di cartoline da un mondo algido e avulso dal caos cui siamo avvezzi. Restando in ambiti synthetici, segnaliamo la cassetta split tra Death Domain (dei cui due singoli già parlammo qualche numero fa) e High Marks uscita nel 2008 su Chicago On A Spree e oggi ristampata da Campaign For Infinity. I due partecipanti si sfidano a colpi di oscure trame sonore, ritmiche robotiche e vocalizzi goticheggianti; difficile stabilire un vincitore ma poco importa: i fan dell’elettronica più mortifera sanno già cosa aspettarsi.

copertina pdf #91