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Pubblicazione 01 Maggio 2010

Gayngs

Passati futuri

Il Glo-Fi ancora sugli scudi? L'internazionale dello svacco di Ryan Olson guarda oltre, anzi indietro, mescolando trent'anni di relax, oppiacei e sesso da cartolina...
Ryan Olson
Gayngs
Graham Tolbert 2010
Ryan Olson

Poco importa se i kid meno pratici di blog specializzati e social network non faranno in tempo ad accorgersene. Probabile che il glo-fi sia già moribondo, se non addirittura già morto, dato che voci insistenti parlano di palchi minori di festival stelle e strisce zeppe di emuli di dubbia qualità dei vari Neon Indian, ma soprattutto di Memory Tapes e Toro Y Moi. Attenzione dunque a scambiare i monitorati Gayngs su Jagjaguwar con i vari campioncini in bassa fedeltà, loro che con le cassettine smagnetizzate di proposito non hanno nulla a che vedere e che dalle mode rifuggono, tenendosi però una comune voglia d’effimero e di vacanza, costellate dalle classiche pulsioni carnali da canicola isterica, travestite da inni all'amore universale.

Di differente inoltre c’è che questi ragazzi sono una comune di quelle moderne come lo erano i Bran Van 3000 pur con intenti diversi: sono tutti dopolavoristi di varia estrazione a cui piace utilizzare qualche moderna tecnica pubblicitaria per farsi largo tra i media, come il logo rivisitato dal simbolo della pace e la sua divulgazione attraverso tecniche di viral marketing con Vimeo. Assieme formano un’internazionale della svagatezza vacanziera, in parte fregandosene della coerenza a tutti i costi, mescolando tutto lo scibile per stilemi affini dai Settanta ai Novanta inoltrati. L’esordio Relayted infatti, è un coacervo di situazioni rilassate che vanno dal down tempo alla new age, da timide fiammate soul a scampoli free jazz, passando per l’inevitabile fascinazione psych e addirittura qualche tendenza da boy band sfatta decorata da lustrini argentati e stille di trip hop piacione.

Ognuno ci mette del suo sotto l’egidia del capobranco Ryan Olson, un non-leader attorniato da metà dei Solid Gold, un’insospettabile Bon Iver, quei mattacchioni dei Megafaun, i Leisure Birds e, tra gli altri, pure un collettivo hip hop al completo (Dumtree) all’insegna di una colonna sonora pronta a ricongiungersi con tre generazioni di viaggiatori chimici. Il trip è di quelli dove non sai mai bene quel che succederà: lascive linee vocali, francesismi electro-pop (Faded High), stille di dub impregnate di gustosissima melassa (Crystal Rope o The Beatdown), esplosioni soul e gospel a detonazione ritardata, beat rotondi e dal groove appiccicaticcio, scopano armoniosamente ad ogni angolo e il fumo del migliore joint sul mercato si trasforma in nuvolette a forma di cuoricino. Quanto basta per certificare Relayted come un Peace & Love da veri material boy.

Scheda: Gayngs

copertina pdf #91