Tune in
Pubblicazione 12 Ottobre 2007

Jens Lekman

Eugenetica Pop

Vedi alla voce ineffabile. Un ragazzo piacevolmente privo di preconcetti e piacevolmente portato verso le melodie più carezzevoli e accattivanti. Una voracità inesorabile sotto l’indolenza blasé.
Jens Lekman
Emma Svensson 2004

Quello tra l a Svezia e l a musica pop pare un connubio destinato a r innovarsi al l ’ inf ini to. Dai tempi del pre-pop-disco degl i Abba sino alle recenti scorribande d i una etichetta geniale e sottovalutata come l a Labrador Records, quest i ex-barbar i dal le fol te chiome dorate f igl i d i Bjion Borg e della Volvo, della dinamite e del mobilio a basso costo, sono sempre r i - usciti a reinventare i l proprio abbecedario musicale finendo con i l generare “fenomeni” che al le nost re lat i tudini manco ci immaginiamo. Probabilmente è una quest ione di geni o di genetica applicata alla mater i a musicale, oppure i l frutto d i una solidità economica con pochi paragoni al mondo, di uno stato efficiente e d i servizi puntual i , di nove mi l ioni di persone distribuite su d i una superficie grande quasi quanto l ’ I t a l i a nel suo complesso che si spar t iscono r isorse natural i inesauribili vivendo c u l l a t i nell a bambagia anche con i l solo sussidio di disoccupazione. Sarà quello che sarà, i n fondo non ce ne frega niente, anzi s ì , per dirla tutta siamo un po’ gel o s i poiché vorremmo che Genova somigliasse un po’ più a Malmoe, che a Palermo s i vivesse come a Stoccolma e che magari, un giorno, da qualche parte i n questo disgraziato Paese nascesse uno come Jens Lekman. Un fuor iclasse, uno di quelli che anche se t i stanno sul cazzo non puoi fare a meno d i dire che t i piacciono. Uno con i controcoglioni, uno che i col leghi amer icani ed inglesi l i guarda negli occhi senza imbarazzo e che nel camer ino gl i dà pure qualche d r i t t a su come aggiustare l e canzoni. Sogni, forse speranze, per i l momento sicuramente i l l u s i o n i che con ludico piacere c i costringono a guardare altrove e a scrivere l’ennesimo articolo su questo ventiseienne d i Goteburgo anziché sul Mario Rossi dell a porta accanto che un disco “della Madonna” - massì, diciamolo - come Night Falls Over Kortedala non è ancora (forse non l o sarà mai) i n grado neanche di pensarlo. Alchimista dell’arrangiamento, f o l l e t t o della melodia, artigiano dell’ironia, questo ventiseienne dai t r a t t i aristocratici e dall’aria talvolta assonnata, è quanto d i più d i distante s i possa immaginare dal prototipo d i moderno cantautore, e non soltanto per quello che scrive e per come l o scrive ma anche per una visione ed un culto della propr ia ar te totalmente agl i ant ipodi r ispet to a quel lo dei suoi colleghi. “Ho provato a farmi piacere My Space ed ancora oggi cerco d i avvicinarmi alla sua logica mettendo on line una sorta d i audio diario e altro mater iale ma credo che si t rat t i di un insulto nei confronti d i tutto quello che i o amo della musica pop. Voglio essere personale, originale, e comunicare con l e persone che amano l a mia musica ma i contatti che ho su my space s i riducono a conversazioni e commenti stupidi ed insignificanti…. Non puoi intavolare una discussione creativa ed intelligente con una persona attraverso una telefonata ad un cellulare oppure con un sms…” . Fuor i dal tempo, di rebbero i Bluvertigo se ancora avessero pallottole da sparare. Fuor i dal tempo come i suoi ipot e t i c i maestri: Scott Walker, i l Jonathan Richman solista, Stephen Merritt e, perché no, Mr. Morrissey, gente, che con i l pop ha sempre avuto un rapporto particolarmente stretto anche se contorto e non certo immediato. “Mi piacerebbe essere Jonathan Richman probabilmente quanto a l u i piacerebbe essere Lou Reed, ma siccome Jonathan non sarà mai Lou i o non diventerò mai Jonathan per i l sempl ice mot ivo che non pot rei mai essere così spensierato. E forse è giusto che sia così. Probabilmente amerei l a musica d i Sthephen Merritt, ma ho avuto i l tempo d i sentire soltanto 69 Love Songs molto prima che l a gente mi paragonasse a l u i ed adesso non riesco più ad ascoltare le sue canzoni” . d i S t e f a n o R e n z i EUGENETICA POP Jens Lekman Vedi alla voce ineffabile. Un ragazzo piacevolmente privo di preconcetti e piacevolmente portato verso le melodie più carezzevoli e accattivanti. Una voracità inesorabile sotto l’indolenza blasé. Scintille di genio come tizzoni nella bambagia. Con l’opera seconda Jens Lekman stacca un biglietto sola andata verso l’olimpo del pop. s e n t i r e a s c o l t a r e 1 3 Contorsioni e immediatezza: qualità che non mancano certo allo svedese, capace d i essere sofisticato ma allo stesso tempo incredibilmente accessibile, intelligente (per quanto può palesarlo uno che scrive canzoni “pop”) ma disincantato, quasi come se tutto quello che facesse e scrivesse non fosse al t ro che un agevole gioco di citazioni ed incastri, come una cost ruzione con i l Lego di cui s i possiede già l o schema def i n i t i v o . Ascoltare un suo album genera quindi l a solita, incredibile, sensazione d i déjà vu, come se quelle melodie e quegli arrangiamenti a volte così sfrontati facessero parte del nostro patrimonio musicale da una vita e che per qualche strano gioco del destino fossero state messe da parte, i n un angolo del la casa in at tesa di tempi migliori per poter essere f r u i t e . “Sono solito campionare dalle fonti più disparate, è per questo che l e mie canzoni prendono delle direzioni insolite. Se trovo dei suoni pesanti d i batteria che mi piacciono, campiono e met to da par te dicendomi “beh, un giorno l i utilizzerò per qualche cosa”, e magari c i costruisco sopra un calypso.” Arte del campionamento che lo pone al f ianco di personaggi maestri e pionieri del genere, come ad esempio l’olandese Solex che, seppur con modalità e f i n a l i t à d i fferenti, ha ispirato i l Nostro i n questo riciclaggio onnivoro che assume pop per rigenerarne d i nuovo, che ingurgita immondizia per rivomitare diamanti, un varco dimensionale aperto sul luogo fatato dove Mariah Carey comincia ad avere un senso. “Fantasy è una delle mie canzoni preferit e . Amo tutte l e sue ballate del primo periodo, s i tratta d i canzoni semplici, storie d’amore incredibili. Ascoltarle equivale a sognare” . Che Mariah abbia avuto un peso nella formazione del Nostro pari a quella del Moz non deve scandalizzare, perché Jens è e rimarrà sempre un ragazzo d i campagna, talentuoso e bravo fino all’eccesso ma pur sempre un sempliciotto e come tale a l d i sopra d i tutte l e forme d i snobismo musicale unanimemente riconosciute. Per l u i una canzone è soltanto una canzone, e una bella canzone è prima d i tutto una bella canzone, non conta se ad interpretar la è una popputa mulat ta coi glutei ipertrofici o un essere asessuato con dei f ior i che gl i pendono dalle tasche. La cosa principale è quello che s i vuole trasmettere, i l messaggio. Comunicare è i l fine e per farlo s i segue i l cuore, non l a mente degli a l t r i . Se poi s i finisce per somigliare più a Scott Walker che a Paul Young ben venga, ma non è questo il punto. Jens-mente illuminata verrebbe da di re, talmente pura e pr iva di spocchia da f i n i r e col piacere a chi l a spocchia l a mangia persino a colazione, talmente “olt r e ” da riuscire a vendere come carne fresca cose che fino a i e r i avrebbero fatto rabbrividire l e orchestre da ballo della Costa Crociere, siano queste ispirate da un Bacharach i n versione love boat (Sipping On The Sweet Nectar) oppure da uno Scot t Walker in catalessi (And I Remember Every Kiss) . È i l prezzo da pagare quando s i fa (osi torna a fare) i cont i con i l pop, con quello vero che chiede sempl icemente di raccontare storie e nel farlo riuscire a farsi piacere i l più possibile. Elementi d i secondar ia impor tanza per alcuni , vi tal i per a l t r i che forse non riusciranno mai a capitolare d i fronte al l ’evidenza di una manciata di canzoni come quelle contenute nell’opera seconda d i Jens, Night Falls Over Kortedala (Secretly Canadian, settembre 2007, i n spazio recensioni): brani dentro a i quali puoi precipitare come riparato da una rete d i sicurezza, scoprendo ad ogni rimbalzo possibilità nuove, sfaccettature tanto insospettabili quanto inusuali. Qui sta l a forza delle canzoni, qui sta la forza di Lekman, i l ragazzo qualunque che chiede solo d i scrivere canzoni. Come gli pare. Se vi pare.

Scheda: Jens Lekman

copertina pdf #91