Tune in
Pubblicazione 16 Dicembre 2007

Amari

Sesso, soldi e spumante

Il nuovo cd si chiama Scimmie D’Amore. Guidano l’avanzata indie nel mondo delle major. E lo fanno col sorriso del bambino che entra per la prima volta al luna park
in versione bboy
Amari
2004
in versione bboy

A me l’hip hop fa schifo. È misogino, pappone e ripetitivo. Dottore, è grave?

Pasta: No, non è grave se ti curiamo in tempo, magari prescrivendoti qualche antibiotico, per cominciare Enter The Wu-Tang del Wu-Tang-Clan e De La Soul Is Dead dei De La Soul.
Enri Colibrio: Va tutto bene, ma adesso cerca di respirare. L’Hip Hop non è cattivo. Sicuramente questo tipo di suono e la sua cultura hanno poco a che vedere con le fragili emozioni che può regalare una sala da liscio, ma una volta ho visto una coppia litigare durante una polka e non mi è piaciuto.
Dariella: A me è successo parecchie volte di stare con ragazze che non digerivano affatto la black music. Ho passato anni a cercare di far entrare nelle loro orecchie rap e derivati e nel momento in cui raggiungevo il mio obiettivo sono stato regolarmente mollato! L’hip hop è ripetitivo, un po’ come le abitudinarietà dei maschi. Che ci sia un nesso?

Ma siete mai stati realmente hip hop?

P: Credo di sì, forse per qualche mese, per il resto abbiamo sempre ascoltato anche altri generi (cosa che il b-boy medio normalmente non fa, al massimo se vuol far il cattivo ascolta il nu-metal e se vuol far il trasgressivo balla la drum&bass).
D: Pasta! Traditore! Così tradisci la scena! Scusalo, non sa quel che dice, lo siamo tuttora ovviamente! Però di quelli che assomigliano a Jovanotti! Le nostre nonne ci hanno sempre visto così.

Ora che siete major com’è la storia? Sesso, soldi e champagne?

P: Vorrei precisare che piu che Major ci riteniamo Majorenni, e che Sesso Soldi e Spumante (sennò cade la regola delle tre “S”) erano una nostra priorità fin da piccoli, rispettivamente: i manga erotici della clinica dell’amore, i soldi finti del monopoli, la gazzosa o peggio la spuma del discount.
EC: Sei alla ricerca di una storia da raccontare, vero? Qualcosa che possa scuotere il lettore e che alimenti la vecchia trama a base di “sesso, droga e rock’n roll”! Vorresti sentire che la nostra vita è piena di eccessi e che una volta regalai al Cero una torta di compleanno con dentro un commercialista biondo. Bene! Anch’io vorrei davvero averlo fatto ma la realtà è diversa: vendiamo fiammiferi in un parchetto ed abbiamo tanto freddo.

Sul serio l’accordo tra Riotmaker e Warner sarà di aiuto per la musica indipendente in generale? Finora queste collaborazioni sono durate poco, e poi ognuno di nuovo per la sua strada. Dobbiamo fare gli scongiuri?

P: Crediamo sarà d’aiuto alla nostra di musica, permettici di essere egoisti una buona volta! D: Beh sinceramente sarebbe bello fosse un esempio positivo per l’intero sistema discografico italiano. Ma sì, qua si parla di utopia.
EC: Warner commercializza le opere pubblicate nel catalogo Riotmaker attraverso la propria rete di distribuzione, mentre a Riotmaker viene garantita una totale autonomia decisionale e creativa (Luka Carniful dixit). In pratica continuiamo a fare di testa nostra ma con l’aiuto di una struttura più forte. In più, ogni volta che qualcuno ci fa notare quali rischi si corrono in questo ambiente ci facciamo coraggio ripensando al miracolo Cesare Ragazzi.

Che differenza c’è tra gli Amari di allora e quelli di Scimmie D’Amore?

EC: Ci sentiamo sempre più uniti e crediamo sempre di più in quello che stiamo facendo. Per il nuovo tour abbiamo cambiato abbigliamento, pensato a nuove scenografie e ovviamente suoniamo una scaletta nuova. A parte questo non c’è moltissima differenza se consideri il fatto che anche la scimmia, come la balena, è un mammifero.
P: E siamo molto piu incazzati.
D: Neri, aggiungo io!

Quanta “colpa” ha Arezzo Wave per la vostra carriera? È utile partecipare a questi concorsi?

P: Probabilmente adesso no, in quegli anni invece sì, i concorsi aiutavano le band a far circolare il nome fra gli addetti ai lavori. Ora c’è internet, non serve quasi nemmeno suonare! Ricordo che in quel periodo dire “abbiamo vinto Arezzowave” creava un timore quasi reverenziale fra gli amici, e sicuramente per noi è stata una tappa importante, un’occasione che credo abbiamo sfruttato a fondo arrivando al festival ben agguerriti, anche dal punto di vista della promozione fatta in casa.
D: È un peccato che questo festival sia stato assassinato in quella maniera. Oltre all’esposizione che il festival forni va alle band emergenti, era soprattutto l’unico evento musicale italiano che metteva artisti, giornalisti e promoter spalla a spalla. Era bello perché poi nella quotidianità imparavi veramente tante cose sul panorama musicale italiano e soprattutto come funzionano le cose sopra e sotto un palco importante.
EC: Partecipare ai concorsi sicuramente aiuta a rafforzare lo spirito di una band ma gli obiettivi di un gruppo devono essere altri: suonare tanto, ovunque e lavorare per sviluppare un’identità forte e riconoscibile. Esistono tanti strumenti di promozione molto più efficaci dei concorsi: il mio consiglio alle band è di unirsi ad un circo!

I Radiohead hanno fatto uscire un album in mp3 ad offerta libera. Che ne pensate?

P: È un’idea ottima, ma tale operazione ha senso (e successo) solo se attuata da una band già famosa (altrimenti è un buco nell’acqua, esistono altri esempi in merito) che è diventata famosa grazie agli investimenti di una Major. Cosa succederà quando le Major non esisteranno piu e le band non disporranno di quei capitali da investire per “diventare famosi”?
EC: Sappiamo tutti che se i Radiohead non avessero fatto uscire il loro disco in mp3 ci avrebbe pensato qualcun altro a convertirlo!
D: Però hanno fatto un disco splendido! Perché secondo voi nessuno, nel dibattito sugli mp3, parla dei negozi di dischi che stanno chiudendo uno dopo l’altro?
P: C’è chi a causa dei prezzi decide di comprare online su Amazon, chi passa al digitale su itunes e chi scarica gratis tutto quanto. Ma c’è davvero un dibattito? EC: Si parla sempre di crisi nelle vendite del mercato tradizionale del disco. Da un lato il file sharing e dall’altro un sistema discografico che fa acqua da tutte le parti condannano il commercio di dischi al declino. Secondo me questo non significa che tutti i negozi siano destinati a sparire perché la musica è un bene troppo importante e di cui nessuno farà mai a meno. Si tratta solo di pensare a nuove strategie di distribuzione e vendita. D: Il fatto è che forse in Italia manca la cultura del “negozio di dischi”, che ha perso quella funzione didattica che nelle decadi passate possedeva.

Come nasce la copertina di un cd degli Amari?

P: Nasce in furgone o a pranzo in autogrill, come quasi tutto quello che produciamo ormai! EC: La nascita della copertina di Scimmie d’amore è stata preceduta da un estenuante rituale di corteggiamento, molto simile a quello del pavone. A questo è seguita una fase di accoppiamento, ancor più agghiacciante. Vuoi veramente sapere i particolari?!

Meglio di no. Piuttosto, le vostre sono canzoni dai suoni curatissimi che non scimmiottano (d’amore?) le produzioni estere. È così difficile fare una musica che possa competere con il pop internazionale senza per questo dover passare per fratellastri sfigati degli inglesi?

P: Evidentemente sì, c’è qualcosa di confortevole e comodo nell’accodarsi ad un filone musicale, classico o trendy che sia, noi siamo matti ed abbiamo scelto la via in salita … EC: È giusto che ci siano dei movimenti capaci di generare delle tendenze, soprattutto in riferimento al suono, ma queste dovrebbero funzionare da stimolo o, al limite, produrre del citazionismo intelligente. È pazzesco il fatto che proprio nella musica, uno dei campi in cui dovrebbe esserci più libertà creativa, oggi ci sia un livello di conformismo imbarazzante! D: Non lo so, forse è una questione di amare la musica fino ad un certo punto. Per poi rinnegarla. Così hai le idee più chiare su quello che ti interessa realmente negli artisti che ascolti e ti ispirano.

Scimmie D’Amore sembra attraversato da una vena di nostalgia.

EC: Se avessi saputo che avremmo parlato di questo! La nostalgia è uno dei nostri sentimenti preferiti: ci rifugiamo continuamente nel passato e siamo così nostalgici che di solito usiamo tutti i verbi all’imperfetto.

Ma se vi dico che nella canzone che dà il titolo al cd ricordate Samuele Bersani vi offendete? Fate la cover di Spaccacuore e sarà un successo.

EC: Stai pensando all’effetto “violini”? P: Per carità, l’ha fatto la Pausini di recente con risultati pessimi, lasciamo al bravo Bersani le sue canzoni!

Scheda: Amari

copertina pdf #91