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Pubblicazione 17 Marzo 2010

Iosonouncane

Arterìa, Bologna (12 Marzo 2010)

Anarchia. Antagonismo. Syd Barrett. Giorgio Gaber. Anni Zero. Bologna
Iosonouncane
Francesco Capurro 2009

Stando a quanto si dice dalle parti della Trovarobato – l'etichetta che dovrebbe occuparsi della pubblicazione del disco -, per l'esordio ufficiale ci sarà da attendere almeno fino a fine anno. Intanto, però, Jacopo Incani aka Iosonouncane continua a far parlare di sé girando l'Italia con un live-set incentrato sull' EP – anzi, sul pacchetto tematico – che trovate in download gratuito sul My Space dell'artista. Poco male, verrebbe da dire. Anche perché nel caso del musicista sardo più che in altri, il disco e il concerto rimangono due entità separate. Al primo il compito di definire le linee guida di suoni e contenuti stabilendo punti fermi da cui partire e a cui fare riferimento in un live che è anche improvvisazione; al secondo la responsabilità di far passare quella che è forse la parte più importante del progetto, ovvero un Teatro Canzone sotto psicofarmaci, provocatorio, frammentario, situazionista, anarchico.

Accostarsi a un concerto di Iosonouncane con la leggerezza di chi cerca un semplice svago, non ha alcun senso. E' necessario mettersi in gioco, sottostare all'attrito naturale che si sviluppa tra musicista e spettatore, accettare di vedersi sbattuta in faccia la pochezza della nostra quotidianità accendendo un minimo di pensiero critico. Un magma di illusioni scoperchiato da un tripudio di lo-fi esistenziale e limiti tecnici auto-imposti, violenza uditiva e ingorghi verbali, intensità catartica e antagonismo. Jacopo Incani ci ricorda che siamo tutti polli di allevamento - lui per primo, dipendente di un call center – e lo fa con un sarcasmo che non promette alcuna assoluzione. Magari non indovinando sempre i tempi giusti per i monologhi o cedendo in qualche caso a una certa retorica - stiamo comunque parlando di un musicista agli esordi -, ma sempre con l'obiettivo di scuotere e far riflettere grazie a un peso specifico che evita i luoghi comuni da anni zero.

Un pugno di brani che parla delle facezie e dei successi di una società fallimentare: la nostra. Con la barrettiana Il sesto Stato una spanna sopra a tutto il resto e una Macarena su Roma che vedremmo bene come epitaffio per Buona Domenica. Tenetelo d'occhio.

Scheda: Iosonouncane

copertina pdf #88
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