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Pubblicazione 07 Marzo 2010

Blessure Grave

San Diego di tenebra

La California punk torna a vestirsi di nero
Blessure Grave
2009

Che il revival eighties non ne voglia sapere di scemare è evidente. Sempre più di frequente le band si accaparrano pezzi di un decennio troppo a lungo considerato arido e sterile, e se i vari chill wavers (Washed Out e Neon Indian su tutti) ne recuperano la parte più pop e patinata, a mancare alla riesumazione era senz'altro lo spettro (è proprio il caso di dirlo) di una delle correnti più influenti. Parliamo di un dark a dir il vero già divelto, basti pensare al catalogo Sacred Bones e alla fortuna che ha recentemente baciato i Cold Cave di Eisold, eppure mai come nel caso dei Blessure Grave ci eravamo imbattuti in un combo grado di far dialogare contemporaneamente Joy Division, Christian Death, i primi Killing Joke e Death In June (ma anche Skeletal Family e Play Dead), facendoci spendere tutto un corollario di relative etichette (darkwave, post punk, batcave, death rock).

Il duo di San Diego sembra la risposta californiana all’ondata di riverberi e chorus che ha investito negli ultimi anni la costa Est degli States; lo dimostra in primis una tape uscita all’inizio del 2009 su Night People intitolata icasticamente Unknown Blessures. Nastro a cui ha fatto seguito l’EP Learn To Love The Rope su Captured Tracks, label del culto vivente Mike ''Blank Dogs'' Sniper, con il quale i ragazzi condividono la rielaborazione di un passato torvo in chiave vagamente pop in grado di rendere accessibili le melodie più tetre e i lamenti più indolenti. E non manca neppure la carta personale. Sì perchè ad intessere foschi crooning di Curtisiana memoria non c'è solo Toby Grave, ma anche la fidanzata Reyna Kay, il cui l'ausilio crea strati di melodica malinconia che aleggia sopra i beat serrati delle drum machine.

Non stupisce che dei Blessure Grave si sia accorto anche il Vecchio Continente, vera terra natia del genere. Prima la nostrana Holidays e poi la svedese Release The Bats si sono fatte avanti e hanno pubblicato un singolo a testa. Quest’ultima è anche riuscita a ottenere la pubblicazione in vinile del primo album, traguardo non così scontato se si considerano tutte le uscite annunciate e prontamente cancellate dalla pagina Myspace della band. Judged By Twelve, Carried By Six fa ora l'umbratile punto della situazione e infila dodici episodi che non fanno che confermarci quanto un sound così mesto e funereo vanti un’ indiscussa attualità.

Per chi ancora tentennava, è il momento di tirare fuori dall’armadio le T-shirt più nere.

copertina pdf #91