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Pubblicazione 15 Febbraio 2010

The Please

Piaceri nichilisti

Pop raffinato, sensibilità crepuscolare ed eleganti sermoni nichilisti orchestrati da un trio di ventenni lombardi, coi piedi ben piantati in terra d'Albione.
The Please
2009

Converrete che con un nome così andarci prevenuti è legittimo, se non scontato. Il carrozzone indie-fichetto è lì, dietro l’angolo e di gruppi che iniziano col The (e magari finiscono con la -s) se ne hanno piene le scatole da un bel po’. E invece, come al solito, a giudicare il regalo dalla scatola ci si sbaglia eccome. The Please, trio e moltitudine lombardo, è infatti una piacevole sorpresa.

Nascosti dietro una cortina di originali nom de plume – pieni zeppi di bislacchi riferimenti a musicisti, scrittori, artisti in generale – troviamo Mattia Airoldi aka Louis Lenmar Moons, Luca Piazza aka O.J. Plaza e Marco Gilioli aka William Thelonious Coleridge IV, allegramente impegnati a scambiarsi voci, chitarre, basso, organo, glockenspiel, theremin, grandpiano, tastiere e chi più ne ha più ne metta. Considerando che ad accompagnarli c’è una altrettanto sterminata messe di ospiti – a violino, violoncello, tromba, trombone, batterie e percussioni – anch’essi tutti rigorosamente sotto pseudonimo, capirete che orchestrazione e respiro ampio sono prerogativa del progetto. Roba che si ripropone anche in sede live, dove The Please muta pelle a seconda delle situazioni contingenti, come ci dice Mattia Airoldi: Ci giostriamo dalla formazione base in tre (" lo zoccolo duro") fino a quella completa in nove, passando anche per fasi intermedie (quattro o cinque elementi).

Classico l’apprendistato nell’underground rock a botta di demo e concerti, mentre è roba di questi giorni l’esordio ufficiale maturo e dal doppio titolo, enigmatico il primo, programmatico il secondo. E’ltica – Sermon Your Nihilism, mette in scena un concentrato di raffinata eleganza rock alla maniera di Tindersticks e Nick Cave, capace di richiamare il Lou Reed solista più sentimentale come degli Arcade Fire meno banali, schizzi di americana e aperture verso un pop orchestrato e variopinto. Questo nonostante tra le influenze dichiarate del gruppo ci siano esperienze diverse come Beatles, Sigur Rós e Motorpsycho.

Musica umbratile e chiaroscurale, romantica e ricercata, fuori tempo e insieme classica, quella di The Please, in cui orchestrazioni e respiro ampio si manifestano sia per i riferimenti che per gli arrangiamenti. Ben piantati nella terra d’Albione, i primi, equilibrati e sofisticati i secondi. Dopotutto l’album è da subito pretenzioso, in quanto concept incentrato – sempre nelle parole del cantante – sulla fine del mondo (che noi ci aspettiamo nel 2012, già da tempi non sospetti) e sulla rinascita. Se questa è la rinascita, allora speriamo che 'sto mondo finisca presto.

Scheda: The Please

copertina pdf #88