Tedesca, vieppiù francese, Saarlouis, tristemente nota per le contese che succedettero alla grande guerra, è una cittadina che di gente insolita ne ha ospitata: Bill Kouligas dei Family Battle Snake, Britney Gould dei Caldera Lakes, Lucas Crane dei Time Life e Wooden wand & the Vanishing Voice, Black To Comm... Tutti a pellegrinare dentro e fuori il quartier-generale di un oscuro collettivo di droners (o freak psichedelici) chiamato Datashock, improvvisatori più o meno involontari i cui vestiti potranno anche ricordare il sottobosco americano (Skaters, Emeralds, Pocahaunted) ma siamo lontani da quelle spiagge. Per Datashock piuttosto il primo paragone (e discrimine) è la terra, anzi, il carbone. Il sottosuolo minerario è il perfetto setting per una risposta black al blue statunitense: suoni che si dipanano in dedali mentali, stratificazioni vocali su griglie multidimensionali, circuit-bent e surfate scurissime da saletta B-Movie, orbite accanto a buchi neri.
Punto fermo in uno stream prodotto da macchine analogiche e strumenti scordati sembra essere l'artigianato attorno a lavori che, da sempre, vanno letteralmente a ruba. "La R è la mia lettera preferita. Il cd-R ci permette di dare un nome ad un disco e dipingerlo direttamente; il CD dargli un nome e firmare un contratto ma preferiamo i vinili e le cassette. Le etichette ideali sono quelle gestite con amore che rispondono alle mail molto velocemente. Ai Datashock piace bere birra, mangiare cibo gratuito; siamo sempre nervosi prima dei live set così beviamo di più. E' pura beatitudine quando la nostra ballerina si schianta sul palco nei picchi dei nostri set".
Pascal Hector, membro attivo dal 2004 e portavoce della band, nei set dei tedeschi è l'unico punto fermo di un crocevia chimico fatto dei fragorosi shock acusmatici di Acidulle o delle temperie sacrali del più solare di Unitled Symbol, un portale quest'ultimo di fragranze smeraldo, arabeschi invernali e cianfrusaglierie meccaniche. "Ogni suono dovrebbe avere un rumore ed ogni rumore un suono dentro. Non c'è differenza. La similitudine tra questi due mondi mi viene spesso in treno o quando sento gli echin ella doccia. Ci piacciono le urla della gente o i droni delle macchine nelle strade innevate, Fleetwood mac, Funkadelic, Talk talk, Eddie Murphy, i Jesus & Mary Chain".
Nella carrellata iniziale citavamo, Black To Comm, ovvero Marc Richter. Richter utilizza software per rendere sarcastici ed innaturali i propri suoni, i Datashock invece possiedono quel piglio manifatturiero da bottega alchemica. L'accostamento non sarà immediato, eppure le due realtà dialogano divinamente: hanno prodotto un disco assieme su Ikuissus e Alphabet 1968 del primo sembra un'elaborazione compressa (e in versione digitale) di un set dei secondi.
Tra le altre collaborazioni da segnalare c'è sicuramente il sorprendente incontro tra il collettivo, Aidan Baker e Leah Buckareff (ovvero i Nadja) nel 12" su Meudiademorte. 93 copie hand made dove la messinscena sufi, l'iterazione ripetitiva e la carica nervosa spingono su versanti di cui di drone c'è pochissimo. Basta prendere un disco a caso, Rambo Wikinger, per capire quanto i Datashock siano distanti dalle modalità dei Sunn O))). E' forest-drone: una via non troppo dissimile da un ipotetico incontro tra Svarte Greiner, le musiche di INLAND EMPIRE e gruppi della scena finlandese quali Es o Kemialliset Ystävät. Ritualismo ed ancora ritualismo, musica macabra (o per funerali), musica comunque intesa come allucinazione timbrica, lugubre e densa di colori, oceani, deliri. "La foresta spaventa al buio ma è fantastica da percorrere in estate, vorrei saperne di più su come trovare i funghi allucinogeni. Mi eccitò osservare una volpe morta nella foresta". Da queste parti gli strumenti non contano, conta la coralità psicoacustica: "Usiamo alcune loopstations, pedali, anche cheap, poiché non abbiamo denaro. Non sono comparabili con l'Apollo della Nasa ma ci permettono di andare sullo spazio lo stesso!".
E' come una processione laico-liturgica, la loro musica massimalista, spregiudicata e libera come nelle due traccie di Pox ice cream, una piccola istantanea che cattura quel rito sciamanico e soprannaturale che sono i Datashock.
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Sembra piovuto dal nulla ma da anni gira nell'underground out-hop USA. A Sufi And A Killer è una rivelazione. Oltre la Warp e l'Anticon, lo yoga e il misticismo, Tom Waits e Flying Lotus...
Lili Refrain, Joanna Newsom, Morphine, Blessure Grave, Claudio Rocchetti, Adam Green, Spoon, Riva Starr, Calibro 35...