Anni '00: Il ritorno del vinile. No, non è il titolo di un sequel di qualche brutto b-movie d’antan, ma una riflessione su quello che sta succedendo da un po’ di tempo a questa parte.
Se c’è una certezza in questi anni di micro-rivoluzioni durate lo spazio di giro di lancette è quella del trionfo di mezzi e sistemi “antiquati” per la diffusione della musica. In principio fu il cd-r, con relativo florilegio di etichette homemade che unite agli strumenti del web 2.0 (myspace e p2p su tutti) hanno allargato a dismisura la circolazione e la fruizione della musica (fu) “underground”. Sull’onda di questo rifiorire casalingo, manifatturiero e low cost, sono riemersi all’attenzione di pubblico e musicisti altri obsoleti mezzi di divulgazione: cassette e vinili. Spesso se non sempre in modalità artistico-artigianali, con tanto di copertine fatte a mano, edizioni limitate, colorate, serigrafate, incise ecc. ecc., questo ritorno al passato ha contagiato ogni ambito delle musiche underground, fossero esse di stampo garage, weird-folk, indie o appartenenti all’universo in continuo divenire del noise. È perciò per celebrare la riscoperta del vinile – riscoperta più che rinascita – che qui a SA abbiamo deciso di aprire uno spazio che agisca da scandaglio sulle innumerevoli uscite “minori” (per formato, sia chiaro) degli anni '00: vinili a 7, 10 o 12 pollici, ep e split, nastri, cd-r in vari formati. Questo sarà coltivato nel nostro piccolo orticello.
Lucidate le puntine e riesumati i mangianastri inauguriamo Gimme Some Inches. Partiamo da casa nostra, in cui mai come ora ci si distingue nella vecchia arte del plasmare il vinile grezzo. Prendete la Wallace di Mirko Spino. Non soddisfatta di aver superato il decennale a furia di spie al rosso e uscite rumorose, da un po’ di tempo a questa parte sembra prediligere il vinile. Lo fece tempo addietro al momento di stampare il 10” Fula Fula Fular dei R.U.N.I. e continua a farlo tuttora: le ultime uscite (Two Feathers dei Rollerball e Kimidanzaigen di Plasma Expander) escono in versione lp+cd, oltre che in collaborazione (diy as a way of life) con molte altre etichette italiane. A incuriosirci è una collaborazione a 45 giri (in combutta con Holidays Records) tra i campioni dell’instrumental rock 70s oriented Rosolina Mar e la (out)folk chanteuse Larkin Grimm: due pezzi originali (Anger In Your Liver e The Butcher) + una cover di Old Time Relijun (Los Angeles) per pochi minuti di pura poesia sospesa tra passaggi strumentali doc (c’è pure Asso Stefana a dar man forte) e reminiscenze di old americana soffice come neve.
A far compagnia alla Wallace c’è la Holidays, da almeno una quindicina di uscite a questa parte immolata al verbo dell’edizione vinyl only. Non paga di aver stampato in vinile New Amsterdam di uno dei nomi più chiacchierati dell’underground, Zola Jesus, la label milanese sta sfornando una manciata di interessanti vinilini. Per primo lo split a 5” Phoenix Bodies/La Quiete: quattro minuti di screamo-violence parossistica e degenere equamente divisi tra l’inglese dei primi (Get A Job) e l’italiano dei secondi (Animali Di Fede E Di Memoria); poi Autunno, primo di una serie di quattro 7” a firma Altro, in cui Baronciani & co. danno vita a tre bozzetti di post-punk nervoso (Rico) e lirico (Ottimismo) in b/n, as usual. Classe poi si slancia verso una bizzarra forma di post-reggae-punk affilato come un rasoio. In attesa degli lp di Claudio Rocchetti The Carpenter e della collaborazione tra Golden Jooklo Age e Peaking Lights, è il 7” di Blessure Grave a solleticarci l’attenzione. Il duo formato da T. Graves e Reyna Kay inscena un teatrino tra goth e post-punk che non puzza mai di stantio né, tanto meno, di artefatto. La cover di Human Fly dei Cramps posta sul lato B cortocircuita alla grande r’n’r slabbrato e suggestioni Batcave. Proprio i due di San Diego incarnano alla grande lo spirito 2.0 del vinyl lover; in previsione hanno infatti una nidiata di uscite viniliche a 45 giri e tapes (tra cui una dall’emblematico titolo di Covers Pt. 1).
Un'altra caratteristica di questi anni è il cambiamento continuo delle release in programma e anche in questo i nostri sono maestri. E' dunque sempre un piccolo evento quando un disco esce per davvero, specialmente se annunciato quasi un anno prima come in questo caso. Dopo mille peripezie Making The Death Beds For Teenage Vampires vede finalmente la luce su Release The Bats, Grotesque Modern e Nail In The Coffin. Presumibilmente provenienti dalle stesse session dell'ep Learn To Love The Rope, le due tracce in questione ondeggiano su percussioni ottuse e filastrocche lamentose, e si affermano come le migliori rilasciate ad oggi. Spostandoci a NY, ma rimanendo sempre in ambiti oscuri, è da segnalare il nuovo singolo dei Led Er Est su Captured Tracks: Poll Gorm è una hit synth-darkwave (giustamente?) rubata all'lp Dust On Common, mentre la flipside Man And Tree un'insolita ballata electro-pop che ricorda i Cure di Disintegration. Non esattamente un brano imprescindibile ma serve pur un lato b per pubblicare un singolo.
Scheda: Larkin Grimm, Altro, Rosolina Mar, Led Er Est, Blessure Grave, La Quiete
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