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Pubblicazione 08 Dicembre 2009

Mr. Henry

Se la terra è desolata

Rabbia e disperazione in blues elettronici che raccontano il dopo apocalisse. Mr. Henry rinuncia al declino con ottica DIY e spirito da artigiano.
Mr. Henry
Anna Positano 2009

La vicenda di Mr. Henry, alias Enrico Mangiorne da Varese, potrebbe essere l'esempio perfetto di come la solitudine in un tempo di crisi-rivoluzione discografica diventi un valore, inteso come prerogativa necessaria per chi nell'agire da musicista pensa prima di tutto alla musica – anzi, alla musica e basta, quale esigenza e sfogo.

Tre dischi dal 2003 ad oggi di canzoni-bozzetti fermate su supporto nell'urgenza del momento, per un crescendo qualitativo che ha allargato sguardo e influenze. Le prime due uscite su Ghost Records e Suiteside (Lazy Go Through..., 2003 & the Hot Rats, 2006), poi la scelta di fare tutto da sé in direzione DIY: “Dalla musica ho sempre ricevuto pochissimi soldi e la maggior parte dello sbattimento (cioè guidare, montare, smontare, fare i suoni, registrare, rinunciare a giorni di lavoro) me lo sono fatto quasi sempre da solo. Non ho avuto problemi con le etichette che mi hanno prodotto, ma dopo un tour negli States dove ho incontrato ed ho suonato con gente che praticano il DIY alla lettera ogni giorno come Robert Inhuman dei Realicide o Captain Ahab mi sono chiesto se veramente valesse la pena continuare a suonare in un certo modo. Ovviamente visto che la musica per me è irrinunciabile, ho rinunciato volentieri a tutto il resto e ho continuato da solo”. 


Dunque un indirizzo che fa dell'indipendenza non un marchio da sbandierare ma un rifiuto rabbioso in forma di (disperante) denuncia e reazione vitale ad uno stato delle cose desolato. “La musica sta diventando quasi esclusivamente una questione di moda: gli ascoltatori non ascoltano, i critici non criticano, le etichette non promuovono i meritevoli ma solo gli amici e gli amici degli amici”. E proprio Terra Desolata è il nome dell'etichetta – con omaggio a Eliot – che marchia il nuovo corso: “Se vai sul MySpace di Terra Desolata c'è una 'Lettera aperta al pubblico e alla critica italiani' in cui spiego le ragioni della fondazione di TD. Quella lettera l'ho inviata a tutti i direttori delle riviste di musica italiana, voleva essere oltre che una denuncia ed una dichiarazione di intenti, anche una provocazione dalla quale un qualsiasi critico poteva partire per un articolo sulla situazione musicale italiana. Invece non ho ricevuto nessuna risposta”.

Ma Henry è uno che non demorde, se non altro perché la sua musica ha bisogno di continuare ad esprimersi. E l'ultimo lavoro Ornery (uscito nel maggio dello scorso anno che colpevolmente recuperiamo solo oggi), titolo sintomatico traducibile all'ingrosso come “Testa dura”, divarica lo spazio tra lui e il nume generativo Tom Waits – già rimasticato alla meglio nei due precedenti titoli con contagi di Mark Lanegan, Leonard Cohen e Violent Femmes – spostando l'attenzione verso un utilizzo dell'elettronica che era già nei sette minuti inquieti della No-Sense # 0 in chiusura di & the Hot Rats. Beat siderali alla Nine Inch Nails primo tipo, bordate da fabbrica che furono Throbbing Gristle, brusii primigeni e martellate di scuola Pan Sonic, ognuno insieme all'elettrica e più raramente al piano, accentuano qui un sentore da post-apocalisse che spurga la rabbia e la disperazione di cui sopra. “E' probabile che la rabbia percepibile il questo disco sia legata anche alle scelte che ho fatto. Io ho sempre scritto molto di getto ed ho sempre cercato di mantenere questa urgenza anche nelle registrazioni per non snaturare i pezzi. Era da tempo che volevo registrare qualcosa di più elettronico e al contempo più aggressivo, ma non riuscivo a trovare i suoni giusti, poi Alessandro dei Clark Nova mi ha passato uno dei suoi Fuzz e mi si è aperto un mondo!”.


Difficile non immaginare ascoltando le otto tracce di Ornery la figura di Mr. Henry stagliarsi da un vano sotterraneo ed osservare, per poi raccontarlo, il nulla conseguente all'esplosione che ha cancellato ogni cosa. E' questo d'altra parte lo spirito di chi rinuncia al declino rimanendo vivo in una solitudine artigianale sempre più attiva. “Ultimamente ho registrato un disco con un nuovo progetto che si chiama Downlouders in cui suonano anche membri di Freelance Co., Encode e Twisted Logic, intanto sto lavorando al quarto disco che sarà ancora diverso e mi piacerebbe lavorare con il miglior bluesman italiano, ossia Angelo Leadbelly Rossi. Invece Terra Desolata ha già in catalogo sei dischi (Freelance Co., Lucha Libre, The Lonely Rat, Mr. Henry, Downlouders, Clark Nova) e per dicembre sto preparando una compilation natalizia su cassetta in venticinque copie in cui il primo lato sarà compilato da me ed il secondo sarà bianco in modo che ognuno possa crearsi la propria compilation. Più DIY di così...”.

Scheda: Mr. Henry

copertina pdf #91