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Pubblicazione 09 Novembre 2009

Felix

Per sottrazione

Vengono da Nottingham ed esordiscono su Kranky. Le trame sonore dei Felix tra chamber pop, ambient e minimalismo.
Felix

Un accumulo di elementi che in musica si risolve nella sottrazione: questa la parabola degli inglesi Felix, duo di trentenni proveniente da Nottingham, esordienti su Kranky, autori di un chamber pop colto e rarefatto tra ambient e droning.

Accumulo si diceva, per la mole di esperienze variegate dei due componenti il gruppo: l’una, Lucinda Chua, con studi classici alle spalle, è violoncello, piano e voce del gruppo, nonché fotografa professionista nonché pianista /violoncellista in tour per Stars Of The Lid; l’altro, Chris Summerlin chitarre e drones nonché componente di molti gruppi (Lords, Kogumaza, Stage Blood nonché Damo Suzuki's Network e Glenn Branca e la lista qui è piuttosto lunga) nonché graphic designer e illustratore freelance per magazine e in campo musicale.

Tra queste attività, l’incontro reciproco e la nascita del duo Felix, che esordisce nel 2007 con un split 7" single con Chris Herbert su Low Point (As Blue As Your Eyes Lover / What I Learned From TV). In mezzo collaborazioni a tutto campo, come si diceva, e poi l’esordio sulla lunga distanza a novembre 2009 con You Are The One I Pick (in recensioni).

Con l’album si finisce per sottrarre, costituendo nello stesso tempo una sintesi apprezzabile tra ambient e chamber pop, droning e minimalismo, chitarrismo post rock e sonorità dream pop, elementi tutti che convivono unificati e bilanciati da un’emotività controllata ma non troppo, che rappresenta il valore aggiunto del disco. Come dei Low più rivolti all’ambient e al minimalismo, ma con la stessa capacità comunicativa ed emozionale.

Disco piuttosto breve, You Are The One I Pick, che ha il merito di riportare su un versante più pop, ma non troppo, diremo abbastanza colto, le influenze reciproche di cui s’è detto. Il gioco di corrispondenze intime tra il piano e il violoncello della Chua e l’accompagnamento chitarristico di Summerlin, uniti ad un’espressività mai strabordante sono il punto di forza del duo e dell’album tutto. Si aggiungano all’insieme liriche minimalistiche e sghembe tra surreale, humour ed esplorazione di sentimenti e realtà, liriche che diventano a tratti uno spiazzante spoken word da parte di Lucinda Chua, quasi una declamazione di intenti e che lasciano così intravedere l’inquietudine sottesa e non troppo nascosta, a dire la verità. Finendo per assomigliare a una Cat Power più dimessa in questo, e c’è da dire che musicalmente, nonostante l’apparente diversità, i punti in comune tra le due non mancano.

Non si sa se Felix sia un progetto sulla lunga distanza, per il momento ci è piaciuto così com’è.

Scheda: Felix

copertina pdf #91