RR: Ho incontrato Tamil Rogeon nel 2003 in una jam session al Fitzory, un sobborgo di Melbourne. Al tempo c'erano parecchi posti in cui si suonava jazz e hip-hop; si creava così una rete che faceva nascere idee e incontrare musicisti fra loro. Ci siamo studiati e abbiamo capito che avevamo in comune il desiderio di produrre un disco del genere di Score.
RR: Per me Miles è sempre stato una botta al cuore. Prima con Birth Of The Cool, che aveva una tensione notevole per quanto riguarda gli arrangiamenti. Quel disco mi ha portato a studiare Sketches Of Spain con Gil Evans e poi Kind Of Blue, che mi ha trascinato nel jazz tradizionale. Poi Bitches Brew, In A Silent Way e On The Corner sono stati tutti dischi importanti. Bill Evans mi colpisce per il suo modo di suonare impressionistico, il modo in cui pensa sempre in maniera sinfonica quando è al pianoforte. Ho letteralmente scavato i suoi lavori con il Trio. Mi piace molto anche la big band moderna, Maria Schneider, ma in modo particolare Mingus in Mingus Mingus Mingus.
RR: I Portishead e tutto quel movimento trip-hop sono la ragione per cui ho iniziato a studiare musica. Loro mi hanno dato la spinta per proseguire a scrivere e uscire dal tunnel della droga e dai gruppi rock adolescenziali. Dopo aver visto il loro DVD live ho deciso che volevo mettermi a posto e iniziare a comporre.
RR: L'hip-hop e il soul sono gli ingredienti che mi fanno amare la musica. Non passa giorno in cui non ascolto Marvin Gaye, Madlib o Jay Z. Tutta quella roba è veramente importante per me e penso che lo sia anche per la storia della musica. Quello che è grande è che in che modo questi uomini esprimono la loro umanità.
RR: Penso che ci siano molte connessioni, qualcuna più ovvia delle altre: la musica elettronica nasce infatti dalle sperimentazioni della musica classica del 20mo secolo. Si può sentire chiaramente l'evoluzione di John Cage e di Stockhausen nel lavoro di Squarepusher. Aphex è invece su un sentiero tutto suo, che è comunque stupendo. La combinazione di tutta l'eredità della musica classica del secolo scorso combinata con i gruppi da camera e con l'orchestra sinfonica sono vitali per l'evoluzione dell'arte e per il suono orchestrale, anche se bisogna sempre tenere un piede nel repertorio classico.
RR: Il legame con la terra in Australia è connesso con lo spazio e con il tempo. Siamo un paese con un terzo dei vostri abitanti e con una terra 40 volte più grande, così spazio e tempo influenzano inevitabilmente i nostri progetti e la nostra estetica.
RR: Andremo in tour l'anno prossimo. Spero di poter fare un giro in Italia e in Europa nel 2010. Io sto lavorando su un disco per voci sole, che usa ensembles più ridotti e più beat elettronici. Tamil sta registrando un lavoro che ha scritto per orchestra e percussioni brasiliane.
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