Turn on
Pubblicazione 09 Novembre 2009

RAaH Project (The)

Classic Aussie Jazz

Il debutto/scouting internazionale della Summer Dawn, nuova costola della Schema, ci porta in Australia. Parliamo con Ryan Ritchie del nuovo progetto RAaH
The RAaH project
RAaH Project (The)
2009
The RAaH project

SA: Com'è nata l'idea del progetto?

RR: Ho incontrato Tamil Rogeon nel 2003 in una jam session al Fitzory, un sobborgo di Melbourne. Al tempo c'erano parecchi posti in cui si suonava jazz e hip-hop; si creava così una rete che faceva nascere idee e incontrare musicisti fra loro. Ci siamo studiati e abbiamo capito che avevamo in comune il desiderio di produrre un disco del genere di Score.

SA: Nel vostro album mettete insieme musica classica, jazz e rock elettrico. Vi sentite connessi con Miles o Gil Evans? O siete più vicini alle big band?

RR: Per me Miles è sempre stato una botta al cuore. Prima con Birth Of The Cool, che aveva una tensione notevole per quanto riguarda gli arrangiamenti. Quel disco mi ha portato a studiare Sketches Of Spain con Gil Evans e poi Kind Of Blue, che mi ha trascinato nel jazz tradizionale. Poi Bitches Brew, In A Silent Way e On The Corner sono stati tutti dischi importanti. Bill Evans mi colpisce per il suo modo di suonare impressionistico, il modo in cui pensa sempre in maniera sinfonica quando è al pianoforte. Ho letteralmente scavato i suoi lavori con il Trio. Mi piace molto anche la big band moderna, Maria Schneider, ma in modo particolare Mingus in Mingus Mingus Mingus.

SA: Penso ci sia anche una connessione con l'ultimo lavoro dei Portishead. Li conoscete?

RR: I Portishead e tutto quel movimento trip-hop sono la ragione per cui ho iniziato a studiare musica. Loro mi hanno dato la spinta per proseguire a scrivere e uscire dal tunnel della droga e dai gruppi rock adolescenziali. Dopo aver visto il loro DVD live ho deciso che volevo mettermi a posto e iniziare a comporre.

SA: In che modo l'hip-hop è connesso con il vostro lavoro?

RR: L'hip-hop e il soul sono gli ingredienti che mi fanno amare la musica. Non passa giorno in cui non ascolto Marvin Gaye, Madlib o Jay Z. Tutta quella roba è veramente importante per me e penso che lo sia anche per la storia della musica. Quello che è grande è che in che modo questi uomini esprimono la loro umanità.

SA: Il feeling da orchestra-pop-jazz è mescolato anche con l'elettronica. Cosa vi dà l'elettronica? Anni fa la Warp ha pubblicato un disco della London Sinfonietta che rilegge artisti come Aphex Twin, Squarepusher... pensate che sia questo un nuovo direzione per la musica classica?

RR: Penso che ci siano molte connessioni, qualcuna più ovvia delle altre: la musica elettronica nasce infatti dalle sperimentazioni della musica classica del 20mo secolo. Si può sentire chiaramente l'evoluzione di John Cage e di Stockhausen nel lavoro di Squarepusher. Aphex è invece su un sentiero tutto suo, che è comunque stupendo. La combinazione di tutta l'eredità della musica classica del secolo scorso combinata con i gruppi da camera e con l'orchestra sinfonica sono vitali per l'evoluzione dell'arte e per il suono orchestrale, anche se bisogna sempre tenere un piede nel repertorio classico.

SA: Venite dall'Australia. Avete ereditato qualcosa dalla vostra terra?

RR: Il legame con la terra in Australia è connesso con lo spazio e con il tempo. Siamo un paese con un terzo dei vostri abitanti e con una terra 40 volte più grande, così spazio e tempo influenzano inevitabilmente i nostri progetti e la nostra estetica.

SA: Progetti futuri?

RR: Andremo in tour l'anno prossimo. Spero di poter fare un giro in Italia e in Europa nel 2010. Io sto lavorando su un disco per voci sole, che usa ensembles più ridotti e più beat elettronici. Tamil sta registrando un lavoro che ha scritto per orchestra e percussioni brasiliane.

RECENSIONI
copertina pdf #91