Sopravvissuti a ben due cambi di line-up nello stretto giro di un biennio – via l'ex La Crus Cesare Malfatti e il bassista Luca Saporiti (al suo posto Paolo Perego dei Nuovi Orizzonti Artificiali) – e con un bell'ep uscito lo scorso giugno – Filemone e Bauci, che anche di quei cambi è figlio, soprattutto a livello di sonorità – gli Amor Fou rodano con una serie di date dal vivo i pezzi del nuovo disco in uscita nei primi mesi del prossimo anno. Ad accompagnarli le proiezioni visuali di Ilenia Corti, spezzoni a colori e in bianco e nero che si riveleranno durante la serata (titolo “A parte quel silenzio che ci separa”) l'esatto complemento alle canzoni eleganti e letterarie di Alessandro Raina e soci.
A che punto siano i quattro Fou dunque dopo un periodo così intenso e rivoluzionante è presto detto: a metà del guado, senza che tale espressione venga accolta con qualche accezione negativa. Ben consapevoli dei limiti e dei pregi dell'esordio La stagione del cannibale ma pronti a trarne i debiti vantaggi, non dimenticando di fare i conti con ciò che nel frattempo è accaduto. Via quindi quell'elettronica di maniera Notwist che a volte congelava un po' troppo il songwriting. Dentro un suono più caldo, sovente chitarristico (due le sei corde on stage: quella di Raina e quella di Giuliano Dottori), che guarda alla nostra miglior canzone d'autore (versante Umberto Bindi - Sergio Endrigo) votandosi per quanto riguardi i suoni a tensioni wave e a coinvolgenti fughe post mai pacificate dal drumming energico di Leziero Rescigno (lo strumentale con recording di un Brunetta sproloquiante a fine set; l'intensa Dolmen quale omaggio autografo agli Altro in chiusura) o a nostalgie di stampo beat-settantiano in zona Lucio Battisti - Equipe 84. Influenze queste ultime, bisogna sottolinearlo, a rischio moda come non mai ma riscattate da una qualità di scrittura sempre sopra la media (Peccatori in blue jeans), che racconta i rapporti umani contemporanei cercando prima di tutto un linguaggio preciso e un immaginario importante. Proprio come accade nella splendida Filemone e Bauci, fra le migliori canzoni italiane pubblicate nell'anno in corso, nonché esempio della direzione intrapresa dagli Amor Fou: un tentativo di scardinare la facilità del presente andando a riprendere con tanta personalità un passato che non passa.
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Sembra piovuto dal nulla ma da anni gira nell'underground out-hop USA. A Sufi And A Killer è una rivelazione. Oltre la Warp e l'Anticon, lo yoga e il misticismo, Tom Waits e Flying Lotus...
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