Label rubriche
Pubblicazione 13 Aprile 2008

Rhys Chatham

, (26 Marzo 2008)

Un evento più dal valore storico che musicale in senso stretto. Rhys Chatham a Napoli per presentare Guitar Trio, partitura nata nel lontano 1977 quando il Nostro, allievo di Morton Subotnick, Tony Conrad e La Monte Young, incappò nei concittadini Ramones.

È lo stesso Chatham a spiegare, nell’incontro mattutino con stampa, musicisti e curiosi, di come la fisicità dei Ramones lo colpì a tal punto (era pur sempre un ventenne…) da ipotizzare una singolare convivenza tra urgenza giovanilistica (punk) e seriosità accademica (minimalismo). È l’apertura mentale propria dei grandi artisti, di quelli che guardano al di là per un nuovo poi. Atteggiamento punk, senza dubbio.

Ma torniamo alla serata del 26 marzo in quel della Galleria Toledo. La particolarità della tournée sta nella line-up che cambia ogni qualvolta cambia location. Per la data napoletana (unica del centro-sud) le numerose chitarre, come recita il comunicato stampa, sono sei: Maurizio Argenziano degli A Spirale, Fabrizio Piccolo dei Mesmerico, Pasquale Pierno dei Nembrot, l’attore (sì, attore…) Tonino Taiuti e Sergio Albano ad affiancare lo stesso Rhys Chatham; alla batteria siede l’altro Mesmerico Luca Bottigliero mentre Fabrizio Elvetico degli Illachime Quartet si occupa del basso. Si tratta di musicisti locali scelti solo per essersi proposti e iniziati alla partitura dopo aver ricevuto dallo stesso Chatham, via mail, le direttive necessarie. Una sola prova la sera del 25 per rincontrarsi, l’indomani, sul palco.

Si posizionano con Chatham al centro che ispira l’unico accordo dell’intera serata. Un accordo reiterato in crescendo con l’aggiungersi delle chitarre, basso e batteria in modo da creare un loop ipnotico, che dopo un po’ non si distingue più né chi suona cosa né la persona che ti siede accanto.

Tempo di una breve pausa per riprende da dove ci si era lasciati, solo che questa volta la batteria gode di maggiore libertà e le orecchie, ahinoi, rivendicano il meritato rispetto.

Chiude un’ultima piece ultranoise e il minimalismo, nelle intenzioni, non è mai stato cosi massimalista nei fini.

Si è assistito all’evoluzione della chitarra cosi come l’abbiamo conosciuta, tra i tanti, alla tracolla di Thurston Moore e Glenn Branca. Mental machine music.

Scheda: Rhys Chatham

copertina pdf #91
Vuoi pubblicare un annuncio in questo spazio? Scrivici!