
Un esperanto universale il pop: ha globalizzato il mondo ancor prima che si parlasse di “villaggio globale”, rendendo da tempo accettabile - anzi: del tutto logico - che un gruppo del nord ovest suoni come una band d’oltremanica a mezza strada tra ’80 e ’90. Questo sono difatti gli Zabrisky, quartetto veneziano con un mini e un album vecchio ormai di sei anni in carniere attivo dal 1995: gente che non ha problemi ad appuntare le influenze sonore sul bavero della giacca e non si nasconde dietro un dito. Da apprezzare anche solo per quello, e stilisticamente perché nel panorama nazionale rappresentano una rarità col loro rifugio di sorridente uggia adolescenziale che fece immensa una cult-label come la Sarah Records, ancor di più se inzuppata dentro policromie psichedeliche e retrogusto wave. Da apprezzare la scelta, di conseguenza, nell’attesa che i cloni nostrani dei Babbuini Artici facciano largo a copie degli Slowdive come pare stia accadendo all’estero.
Cosa che non accade in questa mezz’ora, pur nell’evidenza di una certa buccia “shoegaze” nondimeno gestita con sapiente gusto (accade nella title-track, due minuti adeguatamente sognanti ed eterei però incastrati su un ronzio parente della faustiana Krautrock…) Omaggiati gli inarrivabili maestri Field Mice con la calligrafica e dunque sincera cover Emma’s House, convincono in Crash e I Love Her When She Smiles più che altrove. Sono tuttavia le cose che si staccano di più dall’apprezzabile canovaccio ad applaudire e contemporaneamente far aggrottare - solo un pochino, però - le ciglia. Perché non capisci dove voglia arrivare una piatta Summer Starts Today e perché la squadrata A Robert’s Song a firma Robert Vogel è ben fatta ma rovina l’atmosfera; fortuna vuole che a farle dimenticare trovi - oltre a quanto sin qui elencato - Your House Was Bright On Sunday (collisione tra New Order, Editors e un certo suono Creation: il gusto ci guadagna, eccome), una ruvida e benvenuta Yeah..So Prettye la scintillante cartolina per Arthur Lee Flowing Fun. Piacerebbe poterli ascoltare presto, gli Zabrisky, mentre approfondiscono tali argomentazioni con verve e spontaneità che non difettano.
(6.7/10)