
Rimanda ad un immaginario horror o da b-movie andato a male questo bizzarro quartetto da Washington DC. Le scimmie Amanda Kleinman (organo), Erick Jackson (basso), Jeff Schmid (batteria) e la new entry Breck Brunson alla voce, continuano la saga iniziata ormai da più di un lustro accasandosi presso la indie Gypsy Eyes, dopo aver girovagato tra indie-labels piuttosto interessanti (French Kiss, Birdman). In Ghost Games i 4 ripropongono il proprio heavy-rock oscuro e fortemente teatrale, a grosse trame gothic e dal mood dark il cui centro nodale è rappresentato dall’organo della Kleinman; capace di disegnare tappeti ambientali da soundtracks sci-fi o porsi in primo piano a mo’ di chitarra (Which Witch Wuz ricorda gli ottimi Clinic) la signorina caratterizza appieno il sound del quartetto facendone una sorta di Birthday Party agghindati con eye-liner e capelli cotonati che suonano nel castello del Conte Vlad.
Non tutto l’album è all’altezza dell’iniziale Practice Hiding, un (black) sabbath arcigno e dancey che lascia immaginare la comparsa di Vincent Price da un momento all’altro, o della cantilena malata di Beat Of The Double, ma nell’attuale panorama indie americano si può considerare un buon disco. (6.4/10)