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Tenniscoats – Tan-Tan Theraphy  (Hapna, novembre 2007)

di Marco Canepari

Comprereste dischi per la loro copertina? Quesito classico, postovi magari più e più volte. Non ho mai risposto positivamente, anche se non è per nulla vero; in certi casi, ci si fida ciecamente di una copertina ed in fin dei conti, grazie ad un sesto senso affinato negli anni, si può sapere, a prima vista, cosa si troverà “sotto” ad una veste.
Tan-Tan Teraphy è la sua foto di copertina. Ambient, Giappone, natura dominante, colori pacati ed un sentore di quiete che abbraccia il tutto.
Nei  40’ del il disco, schiuso da un artwork curato e delizioso, troverete quanto sopra: sarete avvolti dall’elettronica “paesaggista” di Ueno Takashi, dalla voce delicata di Saya (sua moglie), dagli impreziosimenti d’effetti naturali che imperlano le composizioni.
Un continuo cullare e il giapponese ha lo stesso effetto dell’islandese nei dischi dei Sigur Ròs: qualcosa d’esotico che accentua l’estraneamento. Si viene circondati dal disco sin da Baibaba bimba, il  cantilenante debutto, nel quale una chitarra, accostandosi alle parole, si ripete ad libitum. Il secondo brano è forse un riassunto dell’album intero: gocce di piano introducono l’atmosfera delineata dalla melodia vocale di Saya, gli archi (suonati dal Tape Trio) che entrano in gioco nei secondi successivi, aiutano notevolmente a dilatare lo spazio e il tempo, fino al crescendo finale interessante tutti i protagonisti strumentali del disco. Dagli esperimenti “chitarristici” di Ueno è nata Marui Hito, nella quale minimalismo e profondità dominano la scena. La serenità s’impossessa delle seguenti due tracce: One Swan Swim s’accoccola su lievi ma prolungate note di piano, su corde appena pizzicate, su sussurri vocali, mentre Umbarepa!, quasi un divertissement, si contrappone fortemente alla successiva parte più oscura e incognita dell’album. Con Abi And Travel (brano ispirato a un’amica di Saya) si comincia a scavare, ci s’inoltra in quelle oscurità che raggiungeranno il culmine nella seguente Rolling Train: sensazioni di tempi passati e mai più recuperabili, luoghi ameni non più raggiungibili. La profondità del piano e del coro aggiungono tinte fosche, quasi senza speranza. Al termine dei cinque minuti ci si ritrova mogi e a tratti avviliti. Uta Ga Nainoni è forse collocata in chiusura per dare un senso al tutto, motivata come “debutto dell’avventura svedese” del duo, è melodia semplice, elementare corposamente arricchita da arzigogoli che la sospendono, togliendone zavorre e ancore, donando nuovamente, all’ascoltatore quello scenario ovattato dei primi minuti. E se la maggior parte dei fan è convinta del fatto che la loro intensità non si riesca a cogliere appieno da registrazioni in studio… provate ad immaginarli dal vivo.

(7.8/10)

 

  • ambient
  1. Baibaba Bimba
  2. Oetsu To Kanki No Nanoriuta (Given Song By Sob And Joy)
  3. Marui Hito (Everyone)
  4. One Swan Swim
  5. Umbarepa!
  6. Abi And Travel
  7. Rolling Train
  8. Uta Ga Nainoni (Like No Songs)
  9. Good Be