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Stella Diana – Supporto Colore (Seahorse / Goodfellas, 2007)

di Fabrizio Zampighi

All'esordio ufficiale su Seahorse Recordings, gli Stella Diana fanno convergere spunti e idee di una vita musicale iniziata nel lontano 1998 in una formula ricca di alchimie elettriche ricercate e toni onirici. Post-rock verrebbe da chiamarla, per lo meno a giudicare dai tempi di percorrenza – nella maggior parte dei casi piuttosto lenti -, dalle strutture armoniche ariose, dalle aperture strumentali, dal generale senso di torpore che si respira nel minutaggio generoso e nello sviluppo cadenzato dei brani. Tecniche e idiomi che pur non vergognandosi di prediligere le smussature, trovano il tempo di mediare piacevolmente tra universi paralleli, siano essi la new wave di Stanze Vuote, la psichedelia di Sirena, le ruvidezze di Johnny, o in generale una musicalità che sembra procedere più per immagini che per variazioni tonali. Il tutto affiancato ad una parte vocale eterea anch'essa, per certi versi territorio di confine tra la teatralità di Giovanni Lindo Ferretti e le evanescenze di Cristiano Godano.

Al termine dei quarantasei minuti di Supporto Colore resta soltanto un dubbio: se vi sia oltre alla perizia tecnica, alle buone idee sparse per il disco e all'uniformità quasi eccessiva delle scelte formali, anche un cuore pulsante nel sistema nervoso del gruppo. Attendiamo sviluppi futuri per verificarlo.

(6.7/10)

 

  • j post rock-psichedelia
  1. Johnny
  2. Neve
  3. Mandarancio
  4. 26 marzo
  5. Stanze vuote
  6. Sirena
  7. Fall
  8. Supporto colore
  9. La favorita
  10. Marianne